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Intervista a Frank Siciliano: “certe cose non cambiano anche se cambiano i suoni”

Frank SicilianoDi Koki

Nonostante una carriera quasi ventennale, Frank Siciliano ha aspettato fino a questo 2015 per pubblicare il suo primo album da solista “L.U.N.A. (L’Ultima Notte Assieme)”, uscito ieri per l’etichetta Unlimited Struggle di cui Frank è co-fondatore. Il rapper veneto ha conosciuto il suo apice di popolarità nel 2004, quando per la compilation “60Hz” aveva firmato uno degli ultimi classici del rap italiano, ovvero “Notte Blu”. Ora a distanza di 11 anni da quel singolo, Frank Siciliano torna con “L.U.N.A.” un album molto calmo e riflessivo che ben esprime il suo stile e dove si è fatto accompagnare dai suoi fidati soci della Unlimited. Abbiamo incontrato Frank a Milano in occasione della pubblicazione del suo album e ne abbiamo approfittato per intervistarlo e capire qualcosa di più su di lui e su “L.U.N.A.”.

RapBurger) L.U.N.A. è il tuo primo disco da solista vero?
Frank Siciliano)
Sì anche se in verità c’era Monkey Island nel 1999.

RapBurger) Era un demo quello però giusto? Prodotto da DJ Shocca.
Frank Siciliano) Sì, c’era anche una traccia prodotta da me.

RapBurger) Dal 99 ad oggi sono passati 16 anni. Come mai ci hai impiegato così tanto tempo per pubblicare un tuo album solista?
Frank Siciliano) Semplicemente perchè ho fatto altro. Per un po’ mi sono dedicato alla mia altra passione-lavoro che sono i video, quindi ho fatto il direttore, ho curato delle animazioni e delle post-produzioni. Poi insieme a Nicola Artico abbiamo fondato la Frame24 e abbiamo avuto un sacco di richieste. Poi ho lavorato anche con Fabrizio Conte, regista nel giro dei Dogo che ha fatto i video di Busta Rhymes e Rick Ross tra gli altri e quindi la mia attenzione per un periodo è andata lì. Questo invece era il momento perfetto e avevo voglia di fare un album in cui ho voluto coinvolgere un po’ di gente. Ci ho messo un po’ di tempo perchè noi ci teniamo a fare le cose fatte bene e questo vuol dire anche farle in maniera spontanea ma comunque con professionalità.

RapBurger) Come riesci a collegare una linea musicale precisa come quella che ha Unlimited Struggle al tuo lavoro con i video, dove magari ti puoi trovare ad avere a che fare con tutt’altro?
Frank Siciliano) Sinceramente non ho mai fatto cose che mi facevano schifo. Però ho preso l’aspetto dei video come un lavoro e ciò che non mi piace lo prendo come se fosse una sfida. Dal momento che sono lì a lavorare cerco di trovare qualcosa di interessante e io faccio fatica a trovarmi in una situazione, nel mondo, nella quale non posso imparare nulla. Credo che ogni persona abbia in sè qualcosa da darci, dal punto di vista professionale e umano. Quando hai tante opinioni impari anche a scegliere quale sia la tua strada, avendo una visione che non è solo la tua.

RapBurger) Te lo chiedevo perchè nel disco le collaborazioni sono tutte interne a Unlimited Struggle. Trovi la vostra realtà così perfetta da non dover andare a cercare qualche altro artista fuori per avere un contributo sul tuo disco?
Frank Siciliano) In verità mi va di lavorare con gente che conosco, con cui umanamente mi trovo bene. L’aspetto umano nelle cose è molto importante. Non è nella mia indole andare a chiedere ad un artista che stimo tantissimo di lavorare insieme se poi non lo conosco bene. Con gli artisti della Unlimited Struggle penso di essere già apposto, erano quelli che volevo nel disco, se dovessi proprio dirti qualcuno che avrei voluto in L.U.N.A. ma non c’è, ti direi qualche cantautore italiano come Diego Mancino o Andrea Nardinocchi.

RapBurger) Il tuo è un album che un po’ se ne sbatte del sound del momento, anche il mood che nella quasi totalità degli album rap del momento è sempre aggressivo, in L.U.N.A. è sempre molto calmo. Ti è capito di pensare di fare qualche “paraculata”?
Frank Siciliano) No, non mi è mai interessato. La musica non è l’unica cosa che mi dà da vivere quindi “vendere” non è indispensabile e questo non è per forza un male, perchè ti permette di non avere la pressione che hai quando invece è il tuo unico lavoro.

RapBurger) Ho visto che hai continuato ad avere il tuo stile che è un punto di incontro tra il rap ed il cantato. Ci troveremo mai con un tuo album solo cantato?
Frank Siciliano) Io mi sento un rapper innanzitutto più che un cantante, un rapper con delle velleità da cantante. Cantare… sì, c’è un exploit nel disco in cui canto. Mi piacciono entrambe le cose, l’una non esclude l’altra e chissà magari in futuro potrò anche fare un disco completamente cantato. Non credo, però… il rap ti dà un sacco di libertà ma ti mette anche in una gabbia. Una canzone ti permette di usare anche solo 5 parole, mentre il rap no, però è la formula in cui mi ritrovo di più.

RapBurger) L.U.N.A. può considerarsi l’inizio di un ciclo della tua carriera da solista? O è la tua “meta”?
Frank Siciliano) Non so cosa succederà domani, potrei sentire Ghemon e farci un EP insieme, stessa cosa con MadBuddy. Mi voglio sentire libero di poter fare quello che voglio. Non so se farò un disco all’anno vedendo quanto ci ho messo a fare questo! (ride ndr). Vorrei riprendere un po’ in mano anche il lato delle produzioni che è sempre stata la parte più figa di fare il rap, perchè hai meno responsabilità quando fai un beat rispetto a quando scrivi un testo.

RapBurger) Facendo qualche passo indietro, “Notte Blu” è stato un classico del rap italiano. Hai mai sentito il peso di questo pezzo?
Frank Siciliano) In parte. Quando è uscito il pezzo “Il Cielo Come China” avevo il timore che fosse un po’ paragonato a “Notte Blu”. Il tema era simile, che poi è un po’ anche il tema del disco: la notte, la città. Sono orgoglioso di quel pezzo e del fatto che la gente lo sentiva suo, soprattutto perchè chi aveva ascoltato “Notte Blu” in quei tempi è ancora legato a quel brano.
La notte è il tema del disco, per lo stesso motivo per il quale vado la sera al cinema a vedere qualcosa che non esiste nella realtà. Il disco è come se lo avessi fatto durante la notte, lontano dal giorno, dalle cose che hai da fare tutti i giorni, dalle bollette da pagare, dal lavoro da fare, quello che devo studiare, le cose che devo fare domani… è invece immerso nella notte dove c’è libertà di movimento, libertà di essere, di scoprire, di nascondersi e di fuggire.

RapBurger) Capitolo Unlimited Struggle. Quest’anno avete fatto 10 anni, come si fa a tenere insieme tante teste per così tanto tempo?
Frank Siciliano) Funziona perchè ci sono le basi. Quello che ci ha unito è quello che continua ad unirci sotto lo stesso segno, la ricerca di un suono, della musica, delle parole e dei contenuti. Certe cose non cambiano anche se cambiano i suoni.

Ricordiamo che L.U.N.A. di Frank Siciliano è acquistabile da iTunes da qui.

About Koki

Amo l'hip hop, il vino rosso, disegnare chiese e vincere. Il mio vero nome è Jorge ma nessuno lo sa pronunciare.

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