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Louis Dee – 666 feat Egreen ed Ensi [RapBurger Exclusive]

Louis Dee

Il 9 giugno uscirà Sto Bene All’Inferno il nuovo album di Louis Dee per Unlimited Struggle, nonchè il suo primo album ufficiale da solista. Il nuovo progetto dell’artista palermitano classe ’84 sarà prodotto interamente da Big Joe che insieme a Johnny Marsiglia e lo stesso Louis Dee formano il trio Killasoul che come scoprirete nella nostra intervista potrebbero tornare a sfornare del nuovo materiale prima del previsto.
Sto Bene All’inferno è composto da 14 tracce e una di queste la potete ascoltare oggi in esclusiva su RapBurger. Si tratta del brano “666″ che al microfono vede, oltre che Louis Dee, Ensi ed Egreen che danno vita ad un banger sul beat ipnotico di Big Joe. Il brano lo potete ascoltare qui e sotto trovate anche l’intervista fatta a Louis Dee dove si è parlato del suo nuovo album, di Palermo e di “666″.

RapBurger) Parlaci del titolo del tuo album. Sembra quasi ti abbiano offerto il paradiso. Perché sarebbe meglio l’inferno?
Louis Dee) Sto Bene All’Inferno racchiude in sé più significati: è riferito alla mia città in primis, perché ci sono nato, cresciuto e diventato uomo, ma di fatto il mio inferno potete trovarlo in ogni città d’Italia e se ne apprende l’esistenza ovunque (da TG, radio, giornali ecc.), chi non vive dentro campane di vetro se ne accorge. Per strada la gente è davvero arrabbiata e sa di non poter contare su nessuno. La crisi non è solo economica, purtroppo anche la ricchezza mentale e la bontà d’animo sono andate perse e spesso l’uomo si abbandona all’istinto animale per sopravvivere, soprattutto alle proprie paure… L’inferno di cui parlo è soprattutto uno stato mentale. Se ci pensate, un cane che ha paura smette di abbaiare e comincia a mordere. Se nasci e cresci in posti del genere non puoi chiudere gli occhi e sei costretto a vedere, quindi con il tempo ti abitui e diventi parte di quel sistema, accorgendoti da adulto che sì, cazzo, stai vivendo nella merda ma sai come muoverti in mezzo alla merda, ci cominci a stare quasi bene, ironicamente.

RapBurger) Il rap oggi si concentra molto sulle metropoli di Roma e Milano, hai trovato delle difficoltà nello stare a Palermo?
Louis Dee) Ho trovato difficoltà, credo sia normale, ne ero consapevole. Vi faccio un esempio: Milano è una città economicamente avanti, di conseguenza hai più possibilità di sviluppo. Più locali = più live. Più media = più pubblicità. Più conoscenze = più notorietà. Più soldi = più investimenti. Più pubblico = più artisti… più incremento ecc. ecc. Al sud ho dovuto lavorare il doppio come tanti ma credo che ormai questa musica, nel bene e nel male, si stia espandendo di testa in testa, di ragazzino in ragazzino e, se hai talento, riesci a emergere. Roma, per esempio, ha una bella scena, ha un mercato, giovani e non riescono comunque a vendere i dischi, a riempire i locali e questo è un bene. A Palermo i rapper devono cercarsi un lavoro, oltre a far musica, mentre al nord abbiamo tanti esempi di artisti che riescono a viverci, bene o male, e penso sia un bel traguardo. Da qui, per ora, mi accontento di sorvolare l’aeroporto di Palermo con il mio cachet in tasca, di ritorno da una data al nord con i miei amici. Chissà, magari un giorno Palermo e altre città diventeranno punti di riferimento non solo per affluenza di artisti ma anche a livello qualitativo: ci sono tanti artisti in grado di poter cambiare le vostre/nostre prospettive, il mercato d’oltreoceano è saturo, qui sta prendendo adesso una forma più compatta, sta a noi riuscire a portare avanti ciò che ci piace nel modo più vero.

RapBurger) La scelta di fare un album interamente prodotto da Big Joe è arrivata subito o nel tempo?
Louis Dee) Non ho mai iniziato a lavorare a un mio album ufficiale in anticipo nel senso che la mia concezione di fare rap è sempre stata più una sorta di sfogo/divertimento: i mixtape pubblicati in passato ne sono la dimostrazione. Insomma, ho sempre voluto fare “rap easy”, ovvero, in tutta naturalezza, succedeva questo: Joe mi diceva “Vieni da me, facciamo session” (ahahahah, sembra quasi una roba porno) e accendeva tutte le sue macchine infernali creando il suono che amo… magari quel giorno avevo i cazzi miei per la testa e veniva fuori un pezzo come “Scappa”. In queste occasioni, se veniva fuori una bella traccia, cercavamo di capire se rientrava nel mood di “Sto bene all’inferno”. Così abbiamo lavorato all’album. Sapevamo entrambi che prima o poi sarebbe accaduto: un album è quasi come l’attesa di un figlio, devi prima fantasticarci sopra un bel po’ e capire quali “insegnamenti e messaggi impartire a chi lo ascolterà”.

RapBurger) Il brano con Ensi e Egreen com’è nato? C’è ancora un riferimento all’inferno con il 666.
Louis Dee) Chi conosce la mia musica e i miei precedenti lavori sa che all’interno di ognuno di essi, dal primo Love is Love fino a quest’album, in tracklist c’è sempre stato il nome di Ensi nei featuring: si tratta prima di tutto di un amico e inoltre, artisticamente, nutro un grande rispetto per i suoi lavori, continua a essere uno degli mc più forti in Italia! Egreen è un altro campione in grado di darti la roba più grezza e ruvida allo stato più brado e se ne pregia alla grande, come potrete ascoltare in tutti i suoi lavori e in questa traccia. È stato un gran piacere lavorare con queste due macchine da palco. Per noi era una tripletta spietata e geniale, ecco perché la scelta di quel titolo. Il beat di 666 mantiene quel sound che Joe sa di dover esternare quando facciamo la nostra roba e secondo noi erano i rapper perfetti per quel suono, per quei bassi e quel tipo di batteria. Volevamo una super hit da strada, di quelle che ai live fanno saltare anche le tipe più suore… ahahahahah. This is HIP HOP.

RapBurger) L’album mi sembra poco inquadrabile, passami i termini ma lo si potrebbe considerare sia street che concious e lo si vede anche dalle scelte delle collaborazioni. Tutto però sembra tenuto insieme dal fattore Palermo, eppure per raccontare il tuo album hai scelto delle collaborazioni tutte provenienti da fuori la Sicilia (tolti Big Joe e Johnny Marsiglia), come hai scelto i tuoi ospiti?
Louis Dee) Beh, in un mondo dove tutto dev’essere inquadrabile e riconducibile a una fascia o a un qualcosa da “schedare in” o “catalogare come”, hai ragione, non è inquadrabile. Però la mia visione delle cose è molto più semplice: parlo di strada, parlo di società, parlo di donne, di spiritualità, di scazzi e rispetto… la mia vita è questa e i miei occhi non mentono mai alla mia mente. Vi ho raccontato del mio inferno. Ho preferito seguire un mio schema e lavorare con artisti che rispetto. Da Johnny a Er Costa, agli artisti della mia etichetta, ho pensato a ognuno di loro ascoltando ogni singolo beat che Joe suonava. Siamo sempre stati in connessione anche prima di firmare il mio contratto con Unlimited Struggle e comunque loro stessi sono ulteriori traguardi per me. Non avrei mai pensato, da ragazzino, che un giorno l’Intro del mio disco sarebbe stata scratchata da Shocca o che un artista come Tormento (che per me è stato più di un maestro) avrebbe scritto delle barre per il mio primo album ufficiale! Se esiste il mio suono è anche grazie a gente come loro che mi ha musicalmente cresciuto e indirizzato inconsapevolmente. Stessa cosa per gli altri ospiti del disco: è un onore e un piacere aver lavorato con tutti loro. A differenza dei due mixtape usciti in precedenza, non ci sono altri rapper della mia città oltre JM, ma in tutto l’album è proprio Palermo che rappa.

RapBurger) Capitolo KS. Arriverà prima o poi un nuovo lavoro targato Killasoul?
Louis Dee) In un pezzo inedito dico “guarda siamo tutti figli di puttane incinta” aka non stiamo mai fermi e la nostra musica è sempre gravida.
KS
PALERMO PER SEMPRE
STO BENE ALL’INFERNO
US.
Peace.

About Koki

Amo l'hip hop, il vino rosso, disegnare chiese e vincere. Il mio vero nome è Jorge ma nessuno lo sa pronunciare.

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