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[Recensione] Clementino – Miracolo!/Miracolo! Jam

clementino-Miracolo-album-coverAutore: Clementino
Titolo: Miracolo!/Miracolo! Jam
Etichetta: Universal Music
Anno: 2015

Clementino è un artista che negli anni ho guardato sempre con interesse e curiosità, apprezzandolo in più e più circostanze per via delle sue molteplici skills da freestyler, da autore e (perché no) da showman ma che negli ultimi tempi – dall’uscita di Mea Culpa ad oggi, su per giù – faccio non poca fatica ad inquadrare.
L’ho già detto due anni fa e, ancora adesso, sono pronto a ribadirlo: Mea Culpa è stato, o è ancora, un signor disco. Mea Culpa altro non rappresentava altro che, se prendiamo in considerazione questo secondo ciclo favorevole per il rap italiano, uno dei migliori prodotti usciti da una major fino alla data della sua pubblicazione. Conciliava alla perfezione il suo tentativo di esportare la sua concezione di hip-hop al di fuori delle mura amiche dell’underground con l’esigenza di mantenere vive le proprie peculiarità naturali.
Di lì in avanti, il meritato successo e una serie di opportunità che la Iena White avrebbe colto una dietro l’altra. Tante occasioni ghiotte, featuring prestigiosi, ospitate in tv (addirittura, come protagonista in un reality show) e tanto altro ancora. Insomma, di Clementino non si è più smesso di parlare per un solo secondo negli ultimi due anni, con tutti i ben evidenti pro ma anche gli annessi contro del caso.
In “Panico”, Fabri Fibra fissava con poche parole un principio, non chissà quanto innovativo, ma di sicuro efficace e applicabile a qualsiasi ambito della vita: “non c’è l’evento, se non c’è l’attesa”. Non esiste frase migliore di questa per esprimere la sensazione che ho provato quando mi è stato detto dell’arrivo di lì a breve del nuovo disco di Clementino, Miracolo!. Era come se mi sentissi chiamato a risedermi a tavola, dopo che mi ero appena allontanato dalla cucina con la pancia piena.
Ammetto, quindi, di essere stato accompagnato da una buona dose di scetticismo nel periodo antecedente al rilascio del nuovo progetto. Ma ho cercato comunque di non demordere sul più bello, finendo addirittura per illudermi di poter levarmi di dosso quell’alone di semi-negatività, grazie al primo estratto, “Lo Strano Caso di Iena White”. Un pezzo carico di energia positiva, dal ritmo (firmato Ceasars) e dal flow devastanti, presentato con un video girato in un unico piano sequenza lungo l’infinita Via dei Tribunali nel cuore della sua Napoli, tra gli sguardi incuriositi dei passanti.
Le speranze di imbattermi in qualcosa così forte da catturare la mia attenzione si sono accese tutto d’un tratto ma, ahimè, sono bastati i singoli successivi – prima ancora dell’intero Miracolo! – per farmi ripiombare in quel vortice di sensazioni a metà tra il già sentito e mi sento saturo.
L’idea di suddividere Miracolo! in due blocchi – disco 1 più disco 2, con i pezzi-mainstream nel primo ed i pezzi-rap nel secondo – mi fa giungere alla conclusione che si sia tentato di andare il più possibile incontro ai gusti del pubblico. Il risultato finale? Ben quattordici tracce a cd, che non sono affatto poche. Ecco, la sensazione che si ha durante l’ascolto è che proprio l’ascolto in sé esca penalizzato da questa scelta. Due dischi che, di fatto, diventano due mixtape, in cui si è cercato di incastrare più elementi a disposizione, a scapito dell’uniformità e dell’omogeneità dell’album.
Se focalizziamo l’attenzione solo sul “disco-mainstream”, notiamo come le stesse produzioni (di Shablo, The Ceasars, Frenetik e Orang3, Tayone & Co.) non esprimano tutto il loro potenziale per via proprio della mancanza di un unico filo conduttore – sia tematico che musicale – all’interno della tracklist. I vari accenni ai più disparati filoni musicali (reggae, funk, blues, pop, etc.) incatenano il disco ad una struttura sì flessibile, ma dal contenuto e dalla forma indefiniti.
Altro discorso per il “disco-rap”: è evidente che questo secondo album sia stato realizzato con un’altra finalità, quella della jam, tanto cara a Clementino. Ma era proprio indispensabile una nuova sfilza di featuring (siamo oltre le venti e passa voci oltre alla sua nel disco 2) dopo che la formula Clementino + Caio, Sempronio e Tizio era già stata proposta sull’80% dei dischi di Caio, Sempronio e Tizio?
Non so. Resto con questo dubbio e con un po’ di amaro in bocca per l’occasione, a mio avviso, sprecata da Clementino. Con un singolo come “O’ Vient”, o un disco come Mea Culpa, mi ero illuso che qualcuno sarebbe arrivato a comunicare con un certo tipo di linguaggio anche laddove non era possibile, nel mainstream. Purtroppo però, ad oggi, le cose non sembrerebbero andare in quella direzione. Ma non mancheranno, comunque, altre occasioni per rifarsi.

About Giorgio Quadrani

Inseguito dal diritto di giorno, rincorro il rap di notte. Amo ascoltare gente che blatera al ritmo di una base musicale, indagare su tutto ciò di inutile intorno a me e fare discorsi col senno di poi.

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