shopclues offers today 2017

amazon coupons code india

clear trip coupon code promo

flipkart coupon code

globalnin.com

Intervista a Crookers: “non so cosa sia l’EDM”

Di Koki

Nel 2007 usciva in Italia un progetto particolarissimo che univa il rap alle sonorità house, questo lavoro era il “Crookers Mixtape”. Da allora il nome di Crookers è continuato a farsi conoscere sempre di più in maniera esponenziale grazie anche al remix del brano “Day ‘n’ Nite” di Kid Cudi che divenne una hit a livello mondiale fino ad arrivare all’album “Tons Of Friend” con all’interno le collaborazioni di artisti del calibro di Kelis, Pitbull, Will.I.Am, Kardinal Offishal e i Major Lazer senza scordarci degli italiani Fabri Fibra e Dargen D’Amico.
Dove c’è Crookers (progetto portato avanti da qualche anno solo da Phra) c’è festa, infatti i suoi DJ Set vengono richiesti in tutto il mondo e quest’anno è arrivato il suo terzo album ufficiale “Sixteen Chapel” dalle sonorità elettroniche, house ma con dentro anche del rap.
Oggi abbiamo il piacere di regalarvi un’esclusiva davvero pregiata, infatti Crookers ci ha dato tra le mani il remix del brano “I Just Can’t” dove oltre Jeremih fa la sua comparsa anche Guè Pequeno. Inoltre Phra è passato anche nel nostro ufficio di Milano dove abbiamo avuto modo di scambiare due chiacchiere e parlare di rap e della possibilità dell’uscita del secondo capitolo del “Crookers Mixtape”.

RapBurger) Io te lo dico subito, noi parliamo principalmente di rap, quindi saranno delle domande incentrate principalmente sul rap.
Crookers) Io darò delle risposte soprattutto non incentrate sul rap allora!

RapBurger) Farò proprio la figura dell’ignorante ora, come si classifica ora la musica che fai? Mi hanno detto di non chiedertelo, quindi lo faccio: fai la EDM?
Crookers) Vaffanculo! (si ride ndr) Assolutamente non EDM in quanto per me è un termine coniato un po’ di anni fa in America per poter dare più spazio ad un business che si è creato da quel termine. Già dall’inizio quando andavo in giro per l’America mi chiedevano “cosa ne pensi dell’EDM?” e io ho sempre risposto che non ne penso perchè non so cosa sia, non ne ho idea. Tuttora penso solamente che sia un gesto, è diventato uno scherzo di uno scherzo troppo grosso e sembra una presa per il culo. Io di mio l’ho ridotta a quello che è: una formula di musica dove non c’è niente di cuore. Sai già quello che succederà sempre perchè è fatto per i microcefali. E’ giusto, è fatta per gente che non deve pensare, deve solo interagire con quella formula. Poi il DJ è diventato il calciatore, col jet privato… E’ diventata una cosa per cui quella formula è legata alla Bentley, è diventata “America”, lo show off totale, far vedere sempre tutto troppo, sfondare i Ferrari contro i muri e riderci.

RapBurger) Hai parlato di formule, tu hai trovato la tua per il tuo ultimo album Sixteen Chapel?
Crookers) Le formule mie sono varie e svariate, faccio il figo e le sommo una con l’altra quindi cambia sempre qualcosa. Ad oggi non sono riuscito ancora a trovare la formula vera e propria che mi permetta di non lavorare così tanto. Vorrei avere la formula per poter fare la musica in 10 minuti avendo un’idea precisa e non di avere invece l’idea in un secondo e poi restare 10 ore al giorno per tirarla fuori. Quella formula lì non l’ho ancora trovata. A livello tecnico, il nuovo album ha dentro quello che io pensavo fosse la musica giusta da tirar fuori come Crookers adesso che forse è più quella che sarebbe dovuta essere musica giusta nel 2010 o nel 2008.

RapBurger) Perchè?
Crookers) Perchè secondo me c’è questa cosa dei cicli e ricicli che ha rotto talmente tanto le balle, la EDM di cui sopra e mi son detto “io non posso apportare nulla di nuovo se non il nuovo che ho portato anni fa”.

RapBurger) In questo, la scelta delle collaborazioni mi sembra diversa però.
Crookers) La scelta delle collabo è stata dettata dal piacere e non dal dovere o dalla volontà di aggiungere 2mila follower con il featuring.

RapBurger) Cosa che però prima avevi fatto.
Crookers) No, prima era diverso, in quel periodo non aggiungevi neanche un follower con un featuring, anzi succedeva una cosa brutta, finivi a parlare dell’album “con” e non dell’album “di”. Il primo album, che aveva un sacco di featuring, aveva delle collaborazioni con gente conosciuta nel tour, quindi fondamentalmente pur essendo dei featuring di livello “pazzo”, in realtà quella gente lì era gente che ritrovavo sul palco quando suonavo quindi era molto semplice finirci in studio. Ora però mi sono guardato allo specchio e mi son chiesto: dopo Skrillex, dopo tutta la verdura che c’è in giro cosa voglio inventare? Bisogna fare la polka? Non mi interessa, quindi sono voluto tornare al suono che mi piace e. nella ricerca varia, fondamentalmente è l’house e il rap.

RapBurger) Parlando di rap ho visto che nel tuo nuovo album un po’ ce n’è, tipo Mr. Muthafuckin’ eXquire che è bello fuori di testa no?
Crookers) Sì, sì, io ci vado d’accordo tantissimo con quell’hip hop fuori di testa e lui è stato un esempio di bella collaborazione a differenza di quelle che ti capitano con le superstar che poi diventano noiose.

RapBurger) Lui è di New York vero?
Crookers) Noi siamo stati a Brooklyn, poi non posso dire se è di Brooklyn o di Harlem… non è di certo di Manhattan (si ride ndr). Il tipo è fighissimo, la tipa che canta nel pezzo penso sia una tipa che si stesse fottendo quel giorno (si ride ndr). E’ stata una roba molto simpatica e geniale quasi, lui ha dato il nome all’album nato dal suo errore quando dice “Sixteen Chapel”. Noi ci siamo trovati 3 volte a New York perchè all’inizio doveva essere solo una strofa sulla parte a 120 bpm un po’ mattarella, poi mi è venuto fuori quel beat un po’ anni ’90 il giorno dopo, l’ho risentito, ci siamo beccati e abbiamo fatto questo pezzo che sembra infinito, dura 5 minuti ma sembrano 60!

RapBurger) STS invece da dove lo hai tirato fuori? Io ne sono venuto a conoscenza solo di recente per via del suo album con RJD2, ma prima di questo non ne sapevo molto.
Crookers) Lui è stato sfortunato perchè circa 8 anni fa aveva firmato per la Def Jam dopo aver collaborato con i Roots e Nas, ma poi quando è andato a festeggiare a Miami la sua vittoria con la discografia, ha fatto un incidente in macchina, è rimasto paralizzato e gli hanno strappato qualsiasi tipo di contratto. Dopo 8-10 mesi però si riprende e cammina ma ormai si era fottuto la discografia di quel momento e il suo momento di hype. Io ce lo ho avuto a casa per un mese, è venuto in tour con me in Europa, faceva da emcee, è uno che si fa volere un sacco bene, è un sacco educato ed è un bravissimo rapper, ci ho fatto almeno 15 pezzi con lui che usciranno pian piano o che non usciranno mai.

RapBurger) Quindi a te il rap piace ancora?
Crookers) “A te il rap piace?” Devo farci la maglietta! A me il rap piace tantissimo.

RapBurger) Anche quello italiano?
Crookers) Di quello italiano non conosco qualcosa che mi piaccia tantissimo. Da dire “mamma mia che roba”… ci sono delle persone che ascolto e dico “che figata” ma non riesco a farti i nomi. L’ultima roba che mi hanno mandato di rap e mi sono esaltato è stato quando Rido mi ha mandato un nuovo pezzo dei CDB e mi sono esaltato perchè per me è una figata quando si sente la macchina del tempo, quando uno molla in un certo periodo e poi riprende come se non fosse successo niente nel mezzo, per me è bellissimo.

RapBurger) Tu hai collaborato con diversi artisti rap americani… cos’è che manca ora al rap italiano?
Crookers) Il confronto tra rap americano ed italiano è un casino da fare perchè bisognerebbe confrontare le culture, il rap americano viene fuori dalla cultura e dalla controcultura americana e anche dalla cultura del becero americano. Se vogliamo proprio dirlo, è tutto uguale, in Italia dicono che fa schifo il rap italiano e in America dicono che fa schifo quello americano, quindi bene o male siamo sulla stessa barca. A me quello che esalta del rap americano è il suono, mi piace tanto come spesso i produttori si ispirino ad altro nella scelta dei beat, sembra che ci sia più libertà di azione a livello di produzione. Ti puoi lasciare andare, fare un beat che è una scoreggia con una pallina da ping pong come rullante e c’è il rapper che lo capisce e ci rappa sopra mentre in Italia magari è più complicato perchè i rapper non trovano i punti di riferimento. Quello che fa sì che in Italia non si muovano tutte le sfaccettature che ci sono in America, è il numero degli italiani, il numero degli italiani che possano essere interessati a questa musica e di conseguenza il business che ne risulta. In America i ragazzini quando hanno 12 anni rappano che ti spaccano il culo, perchè crescono pensando che per loro fare il rapper è come per noi fare il calciatore. Però c’è da dire che ce ne sono di rapper bravi in Italia, ce ne sono sempre di più e come tematiche sono avanti rispetto agli americani. Là è tutto flow, tutto slang, mentre da noi spesso si perde il contatto col flow o col capire il beat… C’è qualcuno che ce la fa a fare una cazzo di onda sopra il beat ma è una roba magica, o ce l’hai o non ce l’hai. A me piaceva tanto Deda come flow, infatti quando l’ho conosciuto si era creato uno sketch simpatico in cui io gli dicevo che lui era bravo e lui diceva che io ero bravo e siamo andati avanti così per 5 minuti a dirci “no, tu sei bravo”… sembrava il pezzo di Esa. E io gli ho chiesto mentre ero mezzo ubriaco duecento volte se mi faceva una strofa! Lui però non mi sembrava molto interessato, però per me Deda potrebbe essere tuttora uno dei rapper con il flow migliore. Anche Fibra dei primi tempi, degli Uomini di Mare… perchè era diverso.

RapBurger) Parlando invece dell’esclusiva che ci hai gentilmente concesso, Guè Pequeno ha spaccato. Come è nato questo brano?
Crookers) La collabo è nata perchè tutti e due viviamo a Lugano, (in realtà io non vivo a Lugano ma fuori in una montagna) e ci siamo sentiti perchè dovevo fargli sentire dei beat per il suo nuovo album e nel momento in cui era lì gli ho detto “senti io ho ‘sto pezzo con Jeremih” e appena ho detto Jeremih lui ha subito detto di sì perchè gli piace Jeremih ed è stata abbastanza semplice come cosa e l’ha fatta direttamente lì tutto da me.

RapBurger) Tu ti occupi anche di produzione artistica?
Crookers) Io faccio quello nella vita perchè per me quello fa parte della parte del produttore, poi con Cosimo (Guè Pequeno ndr) non mi ci metto tanto anche perchè abbiamo già lavorato molto insieme ed è sempre un piacere. Però per quelli che produco come lavoro, è troppo poco dargli un beat e basta, io devo dirti come cantare, se secondo me stai sbagliando la direzione che hai preso, rompo i coglioni su come stai cantando, azzero il tuo ego e poi cambia il risultato. Se tu scrivi il testo adesso e dopo 5 minuti lo canti, lo stai leggendo dal cellulare, dunque tutta l’interpretazione va a puttane, mentre se quel testo lo provi 5, 20 volte finchè non lo sai a memoria e poi ti bevi una birra, una bottiglia di vino e ti fumi 200 canne, quando sei al punto giusto ti metti sul microfono e diventi Whitney Houston. Prima non sei Whitney Houston, prima sei una che canta bene, però in quel momento lì in cui sai quello che devi fare e vai dritto diretto sul microfono e sei nel minuto giusto, è lì che succede la magia perchè puoi comprare anche il microfono da 10mila euro ma se ci scoreggi dentro sempre musica di merda esce.

A questo punto interviene anche Pat Cosmo dei Casino Royale che si trovava nei nostri uffici per una registrazione in studio.

Pat Cosmo) E’ tutto giusto quello che hai detto, i produttori bravi fanno così!

Crookers) Ti fanno bere! (si ride ndr)

Pat Cosmo) Howie B, quando abbiamo fatto il pezzo con i Casino Royale, “Royal Sound”, mi ha fatto bere e fumare non ti dico quanto…

RapBurger) Quindi un consiglio per chi deve registrare è quello di ubriacarsi?
Crookers) Più che altro sapere cosa fare. Perchè da quando hanno visto The Game che aveva postato le prime foto di lui che registrava col cellulare davanti, hanno pensato tutti che fosse il modo per registrare bene, quello lì invece è il modo per fottersi il flow.

RapBurger) Parliamo invece di Crookers Mixtape, un classico.
Crookers) Un classico dell’antirap!

RapBurger) No, dai! Perchè?
Crookers) Perchè ai tempi, quando uscì, divise la gente. Aveva tirato dentro un sacco di rockettari, quelli del rap puristi puristi avevano storto il naso perchè dentro c’erano dei beat che non erano conformi alle regole del rap.

RapBurger) Ha segnato un po’ un punto di svolta in Italia.
Crookers) Lo spero. Lo sai perchè lo spero? Perchè io ero un talebano del rap e lo sono stato fino ai 17 anni e mezzo ma proprio pesante. Poi ho conosciuto Todd Terry e quella musica là mi ha fatto svegliare dall’incubo di essere un talebano del rap che me l’ha fatta vivere male fino ai 17 anni perchè io non mi godevo niente. Non andavo in una discoteca a figa perchè non c’era il rap che dicevo io! Quella roba non era più una cultura ma un fotterti la vita. L’estremo è stato Crookers Mixtape con io che pretendo di fare il rapper, ma non sono un rapper e non lo sarò mai, che dico cazzate una dietro l’altra. Ogni tanto rappo ancora perchè mi diverto un sacco ed è proprio quello che secondo me dovrebbe essere: fare una cosa che ti piace e in quel momento ti fa divertire. Poi idealmente parlando… del Crookers Mixtape io vorrei fare il 2.

RapBurger) Ecco, qui volevo arrivare, sarebbe una bomba!
Crookers) Ho fatto dei pezzi in italiano con Gaia (ex concorrente di X-Factor ndr) che è ‘sta ragazza che secondo me la tiriamo su bene. Abbiamo fatto dei pezzi dove anche io faccio delle strofe dentro. Questo ha portato sì che Stabber, sempre un mio amico, tra tutti i cento milioni di beat che mi manda me ne abbia mandato uno buono e ci ho fatto una strofa sopra, quindi siamo già a 3-4 pezzi. Non ti dico che Crookers Mixtape 2 uscirà, però so sicuramente che è una roba che se avessi 10 ore in quel giorno, la farei subito. Non lo farei perchè adesso il rap è in voga, perchè tanto quello che vorrei fare io è proprio il contrario di quello che va adesso!

RapBurger) E chi tireresti in mezzo in questo progetto?
Crookers) Non so dirtelo ma di certo non chiamerei le stesse persone del primo mixtape perchè altrimenti sarebbe la replica. Vorrei capire chi c’è, addentrarmi nella scena del rap italiano, nel sottobosco perchè quelli grossi che vedi tutti i giorni non ho il problema di non poterli chiamare. Secondo me nel sottobosco c’è tanta gente che spacca i culi, abbiamo un sottobosco di emcees forti da trovare… anche di produttori.

About Koki

Amo l'hip hop, il vino rosso, disegnare chiese e vincere. Il mio vero nome è Jorge ma nessuno lo sa pronunciare.

Sparati anche questo!

Lazio Sound Copertina

Al via la seconda edizione di LazioSound! Scopri come partecipare

E’ vero… ci mancano i concerti, ma la musica non si ferma nemmeno in questo …

Lascia un commento

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>