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Yes, We Jam: SI, ci è piaciuto!

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Ensi, ospite a sorpresa della serata, e Millelemmi “asfaltano” il pubblico del Yes, We Jam

 Ad certo punto dei primi anni ’00  l’Hip-Hop italiano si è frantumato in diverse parti; una di queste è diventata estremamente popolare e per fortuna domina le classifiche italiane, diventando di largo consumo in diretta concorrenza con la musica da talent show.
C’è un altro “coccio” altrettanto importante, quello dell’underground, da più di 20 anni una fucina di talenti cristallini ed un laboratorio a cielo aperto di idee e creatività; il “Yes, We Jam Experience” nasce con questo spirito e si propone al pubblico non come uno spettacolo preparato fatto e finito, ma come un’ “Esperienza” interattiva che a seconda degli ospiti, del clima, dell’alcol e del pubblico potrebbe prendere strade diverse.

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Esa, sempre più Funky, sempre più El Prez.

Ieri sera a Milano ha decisamente imboccato la strada giusta.
La partenza è stata un po’ lenta per via di qualche ritardo nel soundcheck ed un approccio molto da “Jazz club” (dove è nato il Yes, We Jam”) con introduzioni lunghe e momenti lisergici, ma appena lo show ha ingranato è stato impossibile fermarlo.
La band di Millelemmi è all’altezza della loro fama (tutti ce ne avevamo parlato benissimo); il capo della compagnia è il tastierista Filippo Guerrieri, un mostro che inventa giri di basso meravigliosi (con la il suo synth korg) mentre si accompagna con la tastiera ed a volte con il vocoder. A fargli da “motore” c’è Stefano Tamborrino, batterista precisissimo e talentuosissimo, ed il tutto è impreziosito dal trombone magistralmente suonato da Francesco Cangi. Millelemmi, da abile condottiero, coinvolge il pubblico e poi si lancia in alcuni suo classici, tra cui spicca “Disegnino”; Blo/b, il primo ospite a salire sul palco, fa da “scaldapubblico” e porta la temperatura della sala gremita a livelli stellari (nonostante l’aria condizionata lavorasse a regime).
Lo segue a ruota Esa aka Funky Prez che questa volta sembra più James Brown che il rapper tecnico degli OTR, perfetto per la base funkeggiante confezionata al momento dalla band.

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Egreen si destreggia nel freestyle. Toma.

Anche Egreen sceglie di fare freestyle (quando l’ha fatto l’ultima volta?): il suo flow-bulldozer, come prevedibile, rade al suolo la sala aiutato, anche lui, da una base epica inventata al momento solo per lui, tanto che finita l’esibizione Millelemmi dal microfono gli dice “quella base è una bomba, dovresti fartela registrare“.

I brani singoli di Millelemmi e le ospitate si alternano e ben presto arriva il turno di Hyst e Kiave della Blue Nox che prima si esibiscono insieme e poi scelgono di fare un brano a testa; l’armonia e la grazie di Hyst sono un bellissimo contrasto al freestyle incalzante di Kiave, mentre Lemmi si destreggia agli scratch. Il pubblico apprezza e rimane uno dei punti più alti della serata.

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Hyst e Kiave, Blue Nox visti nella luce blu.

E poi la sorpresa: dal pubblico sale palco Ensi, mentre 2P, che aveva curato l’apertura, torna sul palco per esibirsi in un po’ di turntabulism di altissimo livello. Ensi diventa il padrone del palco per 15 minuti; prima cavalca un beat potentissimo (sempre improvvisato) e poi gestisce con maestria gli assoli dei vari strumentisti, dimostrando di essere ormai il vero anello di congiunzione fra il lato più commerciale e quello più underground della scena rap italiana. Umile e generoso, ce ne sono pochi di artisti così; il pubblico lo sa ed applaude a scena aperta.

Chiudono la rassegna i Fratelli Quintale con un reggae, impreciso quanto scanzonato e coinvolgente; dopo più di due ore la band ed il pubblico sono stremati e la serata volge al termine con un ultimo brano di Millelemmi.

Il “Yes, We Jam Experience” è stato un successo, sia per la presenza di pubblico che per il risultato artistico,  lo spirito con cui noi di RapBurger avevamo organizzato la cosa è stato capito in pieno (free entry e presa bene) ed il pubblico ha letteralmente svuotato il bar, come solo alle migliori feste; 3 segnali che oggi come ieri l’underground italiano è vivo e capace di creare cose bellissime.

Grazie a IF, Elita Milano, Stefano Adamo, Millelemmi e la Yes We Jam Band, tutti gli artisti coinvolti ed tutto il pubblico che intervenuto così calorosamente; ci vedremo alla prossima!

About Oliver Dawson

Conduttore di Hip-Hopera sull'ormai defunta Hitchannel, autore di The Flow, ho collaborato con Groove Magazine e Beat Mag: seguo da vicino il rap italiano da più di 10 anni e mi piace ancora tanto.

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