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Intervista a Tormento: con Fish nei mesi scorsi abbiamo registrato dei pezzi

Tormento

Il 2 giugno Tormento è tornato sulla scena con un nuovo album intitolato Dentro e Fuori. Ha da subito raccontato che questo progetto era frutto di importanti cambiamenti nella sua vita artistica e privata. Il disco è stato infatti realizzato in collaborazione con il team di Thaurus, casa di produzione di Shablo, che ha dato la possibilità a Tormento di tornare a fare le cose in grande. Così noi di Rapburger l’abbiamo incontrato in Trentino in occasione delle riprese di un suo nuovo video per parlare del nuovo album, della sua rinascita artistica e personale, ma anche per parlare del percorso che Tormento ha fatto sino a qui realizzando diversi dischi e collaborando con tanti artisti, tra i quali Big Fish con cui fondò i Sottotono.

RapBurger) Il tuo nuovo disco si intitola “Dentro e Fuori”, cosa rappresenta questo titolo per te?
Tormento) C’è una rima nell’album che mi ha fatto scegliere questo titolo: “Così dentro come fuori, ogni evento ridisegna contorni nuovi”. Molto spesso tendiamo a vedere la realtà esterna come una cosa fissa, mentre ogni evento interiore ci fa vedere anche la realtà esterna in maniera diversa. In questo la nascita di mio figlio mi ha fatto cambiare prospettiva. Nelle cose di ogni giorno è importante capire che la vita che facciamo è determinata soprattutto da come pensiamo, piuttosto che dalla realtà vera e propria. Il rap tende a criticare spesso la realtà esterna e la società, ma è il tuo modo di vedere le cose che fa la differenza. Con questo album ho quindi voluto mettere via la protesta che avevo portato avanti con Yoshi, convinto invece che per cambiare la società devo cambiare in primis io. E’ stato quindi un nuovo modo di affrontare le cose e il titolo rispecchia questo ragionamento.

RapBurger) Nell’album si nota una duplice dimensione: c’è una profonda riflessione personale, matura e decisa, si pensi ad esempio a un brano come “Segreti”, ma c’è anche uno sguardo attento e partecipativo verso l’esterno, si pensi ad esempio a “Fragile”. Come sei riuscito a bilanciare questi due elementi?
Tormento)
A livello di scrittura è stata una cosa naturale. Da un parte ho voluto ricercare un linguaggio che in passato avevo e che ultimamente avevo perso diventando più ermetico con gli ultimi progetti di Yoshi. Tanto che un brano come “Fragile” può essere paragonato quasi a uno dei miei classici del passato. Dall’altra c’era invece la volontà di mettere nei testi dei ragionamenti più immediati, con un linguaggio semplice, ma che nascondessero comunque al loro interno dei concetti importanti, maturati grazie all’età per la quale davvero inizi a vedere il puzzle in maniera più ampia.

RapBurger) Nel presentare il nuovo disco hai parlato spesso di una tua rinascita artistica. Come mai? Cosa è cambiato rispetto al passato?
Tormento)
Un ruolo importante lo ha avuto la nascita del mio bambino, che ha sancito per me una nuova vita. La nascita di un figlio ti obbliga a doverti occupare di un’altra persona. Cosa che spesso manca alla società, quella di pensare agli altri, visto l’imperante egocentrismo. Poi molto ha influito la collaborazione con la Thaurus: un team che mi ha subito convinto e che mi permette di fare le cose più in grande grazie alla sua mentalità concreta e molto innovativa.

RapBurger) Si capisce da come ne parli che “Dentro e Fuori” è stato per te soprattutto un lavoro molto personale. Come hai deciso di coinvolgere altri artisti?
Tormento)
Ho fatto una scelta di rottura, per far riflettere. Ho coinvolto artisti mainstream capaci di parlare ad un pubblico trasversale. Il disco nasce infatti anche dalla disillusione per l’underground. L’undeground tende sempre a svilire un po’ tutti e si perde il senso della cosa. Ad esempio ho capito con il tempo che rispetto a tutta la voglia che avevo in passato di andare alle gare di freestyle per dimostrare qualcosa alla scena, era più importante saper costruire bene uno show e fare ciò soprattutto per il mio pubblico. Poi nell’undeground c’è troppa invidia e manca la voglia di cooperazione. Anche ai miei tempi quando i Sanguemisto odiavano i Sottotono per l’alto numero di copie che vendevamo. Ancora oggi credo sia importante capire che gente come Guè, Emis Killa, ma anche Moreno, proviene dalla stessa storia. Comunque gli artisti ospiti del disco sono poi tutti amici che a loro volta mi hanno coinvolto nei loro progetti. Coez, come Parix, ad esempio sono musicisti davvero capaci, anche se forse non hanno ancora il riconoscimento che si meriterebbero.

RapBurger) Le sonorità del disco sembrano adattarsi alla perfezione con il tuo stile e si amalgamano in un risultato davvero coerente. Come hai lavorato con i tanti produttori che hai coinvolto?
Tormento)
E’ la forza di Thaurus Beats. Un progetto di Shablo che riunisce sotto la sua ala molti produttori, tanti anche molto giovani.  Diversi altri artisti infatti si stanno rivolgendo proprio a lui ultimamente per i beat. Comunque quello che mi piace di Shablo è che ha una visione musicale; ha capito che il rap non deve parlare solo a sé stesso. Un po’ quello che volevamo fare ai tempi con i Sottotono: essere una porta per chi non ne sapeva niente di HipHop e permettere a chi non conosceva quel mondo di poterlo approfondire. Shablo per questo è stato un personaggio chiave per il disco, anche dal punto di vista musicale molte cose sono nate da lui dato che spesso aveva già chiare in mente le sonorità giuste per la mia espressione. Poi assieme sceglievamo dai beat che lui mi sottoponeva.

RapBurger) Nel realizzare “Dentro e Fuori” cosa ti ha ispirato?
Tormento)
Ultimamente mi sono messo a studiare il suono e l’impatto che la musica può avere sulle persone a livello emozionale e corporale. Al di là delle parole studiare il timbro è necessario. Nelle basi volevamo dare vita a un suono europeo che guardasse comunque all’America. Ma lo studio sulla voce è stato determinante. Ho cercato di arrivare preparato al momento di scrittura, con la ginnastica o con la meditazione. Gli artisti hanno l’abitudine di essere ripetitivi in fase creativa, ma questo porta anche la musica ad essere ripetitiva. Cambiare prospettiva ti permette invece di pescare da altri serbatoi creativi.

RapBurger) Guardando il tuo percorso emerge chiaramente il lavoro che hai fatto sulla tua voce. Come l’hai sviluppata ed allenata?
Tormento)
Mi sono reso conto che anche chi non ne sa di musica, a livello inconscio coglie comunque le differenze tra gli artisti. In questo è determinante quanto uno è aperto a determinate influenze e con quali frequenze uno si trova in sintonia. Ho imparato molto dai tanti artisti con i quali ho lavorato, come ad esempio Giorgia. E ho capito come alla fine il timbro rappresenta te e il tuo carattere. E’ stato quindi uno studio affrontato sia tecnicamente sul lato fisico, ma anche sul lato spirituale, a livello di attitudine. Del resto il rap è anche e forse soprattutto attitudine. Anche nella voce devi quindi fare una ricerca personale interiore, perché è il tuo strumento ed è il veicolo per far arrivare la tua identità ed il tuo stile.

RapBurger) Sei sempre stato un artista molto eclettico mettendo in evidenza con i tuoi vari progetti i diversi aspetti della tua ispirazione. Quali sono le differenze che intercorrono tra il lavoro per un progetto più underground come “El Micro De Oro” e un progetto più mainstream come “Dentro e Fuori”?
Tormento) Un album underground è un progetto più immediato, dove si registra il primo pensiero e dove si fotografa un momento preciso. Invece nella creazione di un album mainstream c’è alle spalle un lavoro molto più lungo e ogni brano ha una vita anche di un paio di mesi, necessaria per incrociare i vari ingredienti necessari. Inoltre con “Dentro e Fuori” volevo anche dimostrare di saper far le canzoni vere e proprie, dopo anni in cui avevo prodotto musica molto più ermetica, come ad esempio la mia strofa in “Boomerang” con Primo.

RapBurger) Per quanto riguarda la parte live ultimamente nel rap italiano sembra andare di moda accompagnarsi con una band, tu che l’hai già fatto anche per altri tuoi album, ripercorrerai questa strada per il nuovo disco?
Tormento)
Non mi sembra che ci sia un pubblico che ti possa permettere di fare un tour serio. Chi riesce a fare date con un pubblico costante di duemila persone ha un pubblico molto trasversale, penso ai Colle der Fomento o a Noyz Narcos. Io non ho un ventaglio così ampio di pubblico e anzi nel tempo il mio pubblico non mi ha neanche supportato a dovere in certe occasioni. Con “El Micro De Oro” dopo cinque-sei date abbiamo chiuso il tour perché non vedevamo una risposta adeguata. Portare in giro una band, anche quando lo facevo con i Sottotono, è un investimento per l’artista. Sinceramente poi non ho neanche più la voglia di regalare i miei sforzi per non vederli ripagati, anche perché secondo me manca proprio un pubblico pronto. Siamo in un momento di cambiamento e di riflessione per tutti quanti in cui bisognerebbe farsi un esame di coscienza. E’ molto importante il supporto agli artisti nei live e questo spesso non si verifica nella giusta misura, nonostante a parole tutti supportino e apprezzino il vari progetti.

RapBurger) Tempo fa è uscita la notizia che avresti piacere di tornare a lavorare con Big Fish. Dobbiamo aspettarci davvero un ritorno dei Sottotono?
Tormento)
In realtà c’è stata questa voglia. Tanto che abbiamo proprio lavorato assieme nei mesi scorsi, abbiamo registrato un paio di pezzi e abbiamo anche passato di nuovo del tempo in studio assieme. Ma proprio questo exploit ha poi ridiviso le nostre strade. Ci sono stati articoli che hanno accusato nuovamente Fish della rottura del gruppo e questo ha riportato tensione nel rapporto. Quindi ora la vedo molto più difficile di sei mesi fa, quando invece sembrava tutto fatto.

RapBurger) In che rapporto sei con la musica che hai creato in passato?
Tormento)
Io sono uno molto proiettato al futuro. Ad esempio, anche se il disco è uscito da soli due mesi, sono già al lavoro su brani nuovi, tanto che ho già registrato tre-quattro pezzi. Mi piace comunque dal vivo tenere le canzoni vecchie in scaletta, per farle se c’è il pubblico giusto e capace di apprezzarle. Mi piace vivere nuovamente i brani passati quando so di poterli condividere in un bel momento con altre persone. Di mio però non gli riascolto, non credo sia giusto. Anche se guardare sempre troppo avanti mi porta anche ad archiviare i vari progetti in fretta. Come è successo con “El Micro De Oro”, già accantonato a distanza di un anno nonostante il tanto lavoro fatto, gli investimenti e il tempo passato a lavorarci.

RapBurger) Il nostro incontro avviene in occasione delle riprese di un tuo nuovo video. Come procederà la promozione del disco da qui in avanti?
Tormento)
Il video lo stiamo girando a Rovereto in provincia di Trento e uscirà verso fine agosto. E’ un lavoro in cui abbiamo coinvolto diverse persone e del quale sono entusiasta. Nel frattempo avrò un paio di date live e cercherò di portare avanti la promozione del disco. Per il resto sono contento dell’attenzione per il disco degli addetti ai lavori, anche esterni al mondo HipHop. Manca infatti una stampa professionale in ambito HipHop e mi fa piacere vedere che comunque anche altre testate esterne stiano apprezzando il lavoro fatto.

About Francesco Zendri

Insaziabile di musica e cibo, vere e proprie ragioni di vita, amo scrivere e vado matto per la criminologia.

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