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I live più belli e tutto il meglio dell’Hip Hop Kemp 2015

Pubblico

Nei giorni scorsi siamo stati ospiti del più grande festival Hip Hop di tutta Europa: l’Hip Hop Kemp. Un festival che si svolge ogni anno a partire dal 2002 in Repubblica Ceca, e che nelle ultime edizioni ha luogo nella suggestiva location dell’ex-aeroporto di Hradec Králové, a un’ora e mezza da Praga. Ogni edizione conta su una solida line up fatta di un buon numero di artisti di caratura internazionale, con l’aggiunta di vari artisti provenienti dai vari Paesi europei. Inoltre all’interno del festival viene dato spazio all’intero mondo dell’Hip Hop; sono infatti presenti sia una zona dedicata al ballo, dalla breakdance al new-style, sia una zona dedicata al freestyle e ai DJ’s. In aggiunta durante il festival si può assistere a performance di altri vari sport di strada, come bmx e skateboard, senza dimenticare gli spazi dedicati ai writers che ogni anno colorano i muri grigi dei vari hangar.
Insomma un’esperienza a trecentosessanta gradi che abbiamo deciso di documentare con un focus sui migliori live ed artisti presenti nelle diverse giornate. Così da poter farvi rivivere l’esperienza dell’Hip Hop Kemp se avete avuto il piacere di parteciparvi quest’anno o negli anni precedenti, ma anche per poter farvi scoprire un festival senza eguali attraverso le sue tante sfaccettature, se non ci siete mai stati.

DAY 0: Warm Up Party

Siamo arrivati a destinazione nel primo pomeriggio di mercoledì 19 agosto, giusto in tempo per il warm up party. Nel piantare la tenda abbiamo subito capito come il pubblico dell’est Europa supporti e partecipi con passione all’Hip Hop Kemp. Polacchi, slovacchi e cechi la facevano infatti da padroni, con veri e propri “accampamenti” in cui davano vita a sound system con cui mettevano musica dalla mattina alla sera, in attesa dei live dei vari artisti.
La location del Kemp come previsto si è dimostrata molto suggestiva. Un’ampia zona in cui oltre al mainstage e all’arena in cui questo è situato, sono presenti infatti altri due palchi secondari e un palco dedicato alla musica reggae e alle sue contaminazioni, situati in due hangar; senza contare poi le varie zone dedicate agli afterpary e il palco dedicato alla breakdance. In aggiunta erano poi presenti numerosi stand sia di cibo, che di vestiti, dischi e vari accessori, in cui poter fare acquisti.

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Per il warm up party erano aperti al pubblico solo i palchi secondari. In questi, dalle 18.30 alle 00.30 si sono alternati per lo più artisti locali, cechi, polacchi e slovacchi, con l’aggiunta di Soulboy e di qualche artista dell’undeground americano come Lord Lhus e Mykill Miers. La cosa che mi ha colpito di più comunque è stata ascoltare il rap locale. Le lingue dell’est-europa suonano infatti molto dure, avendo poche vocali, e il rap non ha di per sé una forte musicalità. Per un orecchio allenato al rap di matrice italiana, ma anche americana o inglese, risulta quindi molto particolare sentire lo stesso genere fatto in questa lingue. Tuttavia la scena est-europea va molto forte e sforna soprattutto ottimi beatmakers, che spesso si collegano anche con artisti d’Oltreoceano; si pensi ad esempio a DJ Wich, che nel tempo ha lavorato con artisti come M.O.P., Raekwon, Talib Kweli e Rasco (consigliato il suo disco d’esordio Golden Touch) o ai The Returners che realizzarono un disco con El Da Sensei. Potete farvi un’idea di come suoni il rap dell’Europa dell’Est ascoltando ad esempio il collettivo Blakkwood Records; un gruppo di artisti molto eterogeno per stile e attitudine, in cui figura anche l’emcee donna Sharlota che sul palco del Kemp si è messa in mostra per presenza scenica e tecnica.

DAY 1:

Superata la prima giornata introduttiva l’Hip Hop Kemp è entrato nel vivo. L’ex-aeroporto di Hradec Králové si è riempito di appassionati e oltre ai live di artisti internazionali, sono iniziate anche le varie perfomance artistiche legate alle varie discipline dell’Hip Hop e agli sport di strada.
Per quanto riguarda i live l’Italia ha rappresentato con Francesco Paura. L’emcee campano ha dimostrato come al solito di saperci fare, conquistando un pubblico eterogeno con il suo flow e la sua delivery.
In contemporanea sul palco principale suonavano invece i The Four Owls. Un gruppo inglese davvero particolare, che calca il palco con maschere da gufo calate sul viso, interpretando il rap con un’attitudine molto originale. Se non li conoscete potete iniziare sentendo il singolo che hanno pubblicato su produzione di DJ Premier.

Altro live di livello assoluto è stato quello di Evidence. L’emcee californiano ha dato vita ad uno show concreto, portando live i brani della sua carriera solista più potenti e calcando il palco con una padronanza e con una carica inimitabili. Ai piatti era accompagnato dall’instancabile DJ Babu, mentre al microfono per la seconda parte di show è stato affiancato da Rakaa con cui ha fatto anche i classici dei Dilated Peoples.
Per quanto riguarda i palchi secondari, va segnalato invece il live di Reverie. L’emcee losangelina ha dimostrato classe nel presentare i suoi ultimi progetti. Sul finale di live si è persino emozionata per il calore ed il supporto dimostratole dal pubblico che apprezzava visibilmente il suo live.

La prima giornata di festival si è infine chiusa con il DJ Set di altissimo livello firmato Expansion Team, ovvero Rakaa al microfono e DJ Babu ai piatti. Il primo sapeva come coinvolgere il pubblico e ad ogni sua parola il pubblico esplodeva in un boato; il secondo ha messo invece in campo tutte le sue abilità, tra sessioni di scratch di tecnica sopraffina e mixaggi di brani di ogni tipo. Ovviamente non è mancata una parentesi dedicata a Sean Price, per il quale sono seguiti saluti ed ovazioni.

DAY 2:

Il secondo giorno dell’Hip Hop Kemp 2015 è cominciato con gli stage di uno dei bboys americani più apprezzati e seguiti degli ultimi anni, Bboy Machine. Per quanto riguarda i live anche per questa giornata si è iniziato subito con degli artisti italiani, Ensi & DJ 2P. Anche loro molto apprezzati dal pubblico, con uno showcase in cui Ensi ha portato alcuni dei suoi brani più significativi con qualche spezzone in freestyle. DJ 2P dal canto suo ha dimostrato quanto sa fare ai piatti, supportando in maniera impeccabile Ensi e deliziando il pubblico con ottimi scratches.
Sul palco principale invece ha avuto luogo uno dei migliori live per presenza scenica di tutto il Kemp, quello di Hopsin. Il rapper ha infatti conquistato la folla dell’Hip Hop Kemp con la sua energia e la sua capacità di dialogare continuamente con il pubblico. Un live terminato con un lunghissimo stage diving in cui Hopsin ha letteralmente camminato sulla folla del Kemp, performando ben due brani senza alcuna interruzione in balia del pubblico.

Hopsin

A seguire è poi arrivato un altro degli ospiti più attesi, Joey Badass. Supportato da Statik Selektah anche lui ha dato vita ad una performance davvero potente, facendo scatenare il pubblico con i suoi brani più celebri. Tra un brano e l’altro ha pure presentato qualche nuovo progetto di casa Pro Era, dando spazio all’amico Kirk Knight che ha portato live un assaggio, davvero convincente, del suo nuovo album solista Lks previsto per settembre. I due insieme hanno poi omaggiato i loro amici scomparsi in questi anni, uno su tutti Capital Steez.

Infine tra le performance del secondo giorno va segnalato l’ottimo live di Akua Naru. L’emcee tedesca ha portato con la sua band un misto di jazz, funk e rap raccontando il lato più intellettuale dell’Hip Hop. Dimostrando come si possa mischiare il rap anche con la poesia e la filosofia, dando vita ad una musica raffinata, ricca di messaggi e significati.

Anche questa giornata si è chiusa con un DJ-Set di livello, quello dei DJ’s degli Snowgoons. Un dj-set di rap diretto e grezzo, in pieno stile Snowgoons, con un omaggio, immancabile, a Sean Price.

DAY 3:

Il terzo giorno, essendo l’ultimo, doveva essere l’apice del festival e così è stato. Anche perché Raekwon che doveva suonare assieme a Ghostaface il secondo giorno ha dato forfait, e pertanto la performance del solo Ghostface è stata spostata anch’essa al terzo giorno.
Hanno aperto la ricca serata quelli della Gangstarr Foundation portando tutta la loro storia sul palco, in un live ricco di brani classici con Jeru The Damaja, Lil Dap e Big Shug pronti a far esaltare il pubblico.
Poco più tardi è arrivato il turno dei tanto attesi Prhyme. Un live a cui il pubblico ha assistito quasi in silenzio, in un’atmosfera pacata, in cui Royce Da 5’9’ ha messo in campo tecnica e presenza scenica. In quarantacinque minuti di live lui e DJ Premier hanno condensato i loro rispettivi percorsi artistici portando vari episodi dai loro progetti più significativi. Incrociando poi le loro strade nei brani targati Phryme. Di sicuro il live migliore di questo Hip Hop Kemp 2015.

A seguire va poi segnalata la performance sempre di alto livello firmata Ghostface Killah. L’emcee del Wu Tang come al solito non ha puntato su un live impostato e organizzato, ma su una performance di sostanza in cui incastrare momenti di dialogo vero e proprio con il pubblico. Ad un certo punto ha infatti portato sul palco due suoi fans per testare la loro conoscenza dei suoi brani e i due hanno risposto rappando senza incertezze le restanti strofe, sotto lo sguardo compiaciuto di Ghostface.
A chiudere le performance del main stage per questo HipHop Kemp 2015 sono poi saliti sul palco i Mobb Deep. Havoc e Prodigy hanno portato tutta la loro classe di emcee navigati, con un live concreto fatto di rap diretto e senza troppi fronzoli. Una performance che è decollata nella sua seconda parte, culminando con la presenza sul palco di tutti gli artisti esibitisi precedentemente, dalla Gangstarr Foundation a Ghostface Killah.

A chiudere la nostra esperienza in questo Hip Hop Kemp 2015 invece è stato il Dj-Set dell’Unlimited Struggle Soundsystem. Purtroppo il live dei nostri è stato programmato in contemporanea con il live dei Mobb Deep e quindi la presenza di pubblico era ridotta. Nonostante questo gli emcee di Unlimited Struggle hanno suonato come hanno sempre fatto, carichi e pieni di energia, tra brani live e DJ-Set, soddisfatti del fatto che comunque qualche appassionato gli stesse supportando nonostante nel frattempo delle leggende come i Mobb Deep stessero suonando a poche centinaia di metri di distanza.

In conclusione possiamo dire che l’esperienza dell’Hip Hop Kemp, come ogni festival che si rispetti, è un’esperienza unica. Vedere unite in un unico posto per quattro giorni persone da diversi Paesi accomunate da un’unica passione, è qualcosa che colpisce e lascia il segno. Emcees, bboys e bgirls, Dj’s e writers di tanti Paesi diversi tutti uniti nel divertimento in un unico evento. Insomma il motto dell’Hip Hop Kemp è proprio vero, questo è un festival in cui è l’atmosfera, di condivisione e rispetto, a dare quella nota di unicità  che altrove sicuramente sarà difficile da trovare.

About Francesco Zendri

Insaziabile di musica e cibo, vere e proprie ragioni di vita, amo scrivere e vado matto per la criminologia. Nel tempo libero curo le iniziative dell'Associazione Culturale Step by Step di Rovereto (Tn) per promuovere la cultura Hip Hop.

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