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Worldwide Burger ep. 2: Shutdown. Skepta e l’influenza del grime

FareCose Skepta

Prima di cominciare vorrei che cominciaste a riprodurre questo video:

Yeah, it’s Shutdown.

Ebbene sì. In questa puntata di Worldwide Burger siamo nel Regno Unito e ci stiamo facendo un giro in un quartiere poco raccomandabile della periferia di Londra. Stiamo ascoltando Grime e stiamo mangiando un Chip Butty, il famoso panino farcito di patatine fritte.

Per parlare di Grime nel 2015 non potevamo non partire da Shutdown di Skepta. Se avete seguito il consiglio e avete cominciato a guardare il video avrete anche capito perché. Il video è una delle cose più intrinsecamente fighe uscite quest’anno, e basta guardare i primi 5 secondi per gasarsi ed uscire a comprare una tuta ed un cappellino per fare brutto nel quartiere. Skepta è con la sua crew, una Mercedes classe G ed un paio di Asiatiche (in riferimento al suo prossimo album Konnichiwa). Sono tutti vestiti in tute bianche o nere e cappellini abbinati, e non fanno altro che cantare la canzone o muoversi a tempo, eppure è la cosa più minacciosa ed imponente che ho visto su internet nel 2015.

Se dopo aver visto questo video ed aver comprato le vostre tute avete voglia di imparare tutto sul Grime e sulla cultura di strada britannica, non siete soli. È un fenomeno così comune che ha dato vita ad un popolare meme:

listens to skepta once

Dietro l’esplosione di Shutdown, oltre alla figaggine intrinseca ed una crew minacciosa, c’è di più. Skepta, come ha raccontato recentemente a The Fader, si sta impegnando per far entrare il Grime nella cultura americana ed internazionale. Per farlo ha già trovato dei preziosi alleati, ovvero Drake e Kanye West, oltre ad aver individuato nella moda street uno dei migliori mezzi di comunicazione per penetrare la scena internazionale.

Skepta e la sua crew Boy Better Know erano sul palco durante l’ormai celebre esibizione in anteprima di All Day di Kanye ai 2015 Brit Awards, insieme ad una trentina di altri loschi figuri e ad un botto di fiamme. L’esibizione è descritta perfettamente nello skit con voce femminile inserito prima della terza strofa in Shutdown:

A bunch of young men all dressed in black dancing extremely aggressively on stage, it made me feel so intimidated and it’s just not what I expect to see on prime time TV / Un branco di giovani, tutti vestiti di nero, che ballavano sul palco in modo estremamente aggressivo. Mi ha intimorito molto, e non era proprio quello che mi aspettavo di vedere in TV in prima serata.”

Oltre a descrivere l’esibizione, lo skit descrive praticamente il nuovo modo di porsi di Skepta sul palco e nei video.

Fashion Week and it’s Shutdown.

Nel ritornello di “That’s Not Me” Skepta parla di come abbia cambiato radicalmente le sue idee sulla moda.

“Yeah, I used to wear Gucci, I put it all in the bin cause that’s not me. / Sì, una volta vestivo Gucci, ma ho buttato tutto perché non era da me.”

Il rapper era famoso infatti per il suo abbigliamento griffato e vistoso, ma ha deciso di rinnovare la propria immagine ricercando la semplicità ed ispirandosi alla strada. Il suo nuovo signature look è quello che vedete nella foto in copertina: tuta nera, cappello nero, sguardo incazzato. La tuta, tra l’altro, è frutto di una collaborazione con Nasir Mazhar, importante nome dello streetwear britannico.

Le collaborazioni sono un elemento centrale tanto nella campagna di Skepta per la sensibilizzazione mondiale al Grime, tanto quanto nella diffusione della moda da strada Londinese nel mainstream internazionale.

Drake, che ha una lunga storia di amicizia con il Grime, ultimamente ha giocato un ruolo fondamentale in entrambe. Avete sentito quella voce all’inizio ed alla fine di Shutdown, quella con l’accento cockney un po’ forzato? Era proprio Drake. Il primo skit è stato preso da un suo celebre Vine, mentre l’ultimo è campionato dal suo cortometraggio Jungle. Drake e Skepta negli ultimi mesi si sono esibiti insieme in diverse occasioni, ed hanno collaborato nel remix di Ojuelegba del nigeriano WizKid’s, lanciato come premiere sull’ OVO Sound show su Beats 1.

Per quanto riguarda la moda, se marchi come Stone Island o Palace hanno beneficiato da grandi collaborazioni con altri brand (rispettivamente Supreme e Adidas), hanno probabilmente da ringraziare Drake in ugual misura. Ogni volta che @champagnepapi pubblica una foto su Instagram, quello che indossa diventa subito la next big thing nella moda street americana. C’è addirittura chi attribuisce quasi unicamente a lui il sold out immediato della line Stone Island X Supreme.

drake stone island supreme

E così Skepta e Drake sono anche i protagonisti della nuova ondata di abbigliamento hooligan che viene definita “Terracewear”, ovvero ciò che i tifosi indossano sulle terrace (gradinate senza posti a sedere) degli stati britannici. Il ritorno di brand come Sergio Tacchini, Fila, Elleesse, Champion e Fred Perry, oltre alla già citata Stone Island, è dovuto ad un ripescaggio a piene mani dalle mode dei tifosi inglesi degli anni 70,80 e 90.

Boy Better Know when it’s Shutdown.

Per quanto molti (soprattutto i più giovani) abbiano conosciuto Skepta con Shutdown, il rapper è in giro già da un bel po’. Le sue prime esperienze da MC sono state nel 2005, quando lui e suo fratello JME hanno passato del tempo nella Roll Deep, la crew di Wiley, prima di fondare la loro Boy Better Know. L’album di debutto di Skepta è stato Greatest Hits, pubblicato nel 2007 proprio da Boy Better Know. La sua figura, come quella del fratello, si è evoluta molto col tempo. Eppure la musica, come un po’ in tutto il grime, sembra quasi la stessa dopo quasi dieci anni. Questo non è un male, anzi: il grime suona modernissimo oggi nonostante sia lo stesso di dieci anni fa, perché dieci anni fa era davvero così avanti.

I primi artisti grime emergevano dall’ondata UK Garage, in particolare dallo Speed Garage e dal 2-Step, unendo ad esso bassi più comuni alla Drum&Bass, synth presi direttamente dai videogiochi, e soprattutto un rap semplice ma aggressivo. I primi ad emergere nel mainstream britannico sono stati Dizzee Rascal, Kano, Lethal Bizzle e Wiley. Quest’ultimo nella traccia Wot Do U Call It dal suo album di debutto Treddin’ on Thin Ice esprimeva esattamente il bisogno di distaccarsi dal Garage, per il suo genere che al tempo non aveva ancora un nome.

Colui che negli anni ha dato la massima visibilità al genere è stato probabilmente Dizzee Rascal. Il suo primo disco Boy In Da Corner, oltre ad essere stato un successo di pubblico e critica, è stato il  primo disco Grime a ricevere il Mercury Award. Dopo il terzo album (Maths + English) Dizzee era ormai conosciuto in tutto il mondo, ed è attribuita a lui l’ondata di popolarità del Grime nel 2006-2007. Il suo primo album rimane comunque una pietra miliare, e viene da dubitare davvero che i pezzi non siano stati composti ieri.

Il Chip Butty è un panino con dentro patatine fritte e basta. Al massimo ci si può mettere del ketchup o della brown sauce. La sua semplicità e l’onestà che sfiora quasi l’ignoranza si prestano ad un parallelismo perfetto con il Grime. Pochi elementi, ma buoni, che uniti danno un risultato tracotante che sa di untuoso (per l’appunto, grimey). Forse un po’ pesante, ma cambiando la ricetta non sarebbe la stessa cosa.

chip butty

L’appuntamento è, come sempre, all’ultimo Venerdì del mese prossimo. Tenetevi pronti per un giro in Francia, in compagnia di un Croque Monsieur e dell’hip-hop che non ti aspetti.

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Fare Cose. è un blog che si occupa di musica, eventi, moda, arte e cultura in generale. Ci trovate su FareCose.com, su Facebook, su Instagram e su Twitter.

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