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Il Taxi Tour di Mecna visto da Roma e Milano, 2 città a confronto

Mecnadi Giorgio Quadrani e Leonardo Michaelides

Roma e Milano sono 2 città agli antipodi, il sole e la nebbia, il caos e l’ordine, le trattorie e gli aperitivi, i monumenti e la settimana della moda, ma non solo. Anche per quanto riguarda il rap le due città sono sempre state molto distanti e di conseguenza anche il pubblico dei concerti è stato cresciuto e abituato in maniere differenti.
Abbiamo voluto testare le diverse reazioni del popolo milanese e romano in occasione del Taxi Tour di Mecna (che ha toccato la capitale e la città meneghina rispettivamente il 17 e il 19 di ottobre) mandando sul campo i nostri super inviati.
Ecco il racconto ad opera di Giorgio Quadrani per la data di Roma e di Leonardo Michaelides per quella di Milano.

ROMA
Non è più (o ancora, se preferite) tempo di primavera, ma in concomitanza del primo appuntamento stagionale dello Spring Attitude Waves, all’Ex Caserma Guido Reni di Roma, quella di due venerdì fa si è rivelata la serata giusta per chi – proprio come suggerisce il sito dello stesso festival – vive alla ricerca del “lato più solare o irregolare dei dancefloor”.
A sorpresa, si è rivelata anche la circostanza ideale per dare il via al tour del personaggio che meno accosteresti al termine spring, ovvero Mecna.
Data zero del Taxi Tour, il secondo tour legato all’album Laska, pubblicato lo scorso gennaio.
Sfida, immagino, non poco coraggiosa quella di far partire il giro lungo l’Italia proprio da Roma: vivendoci, posso senz’altro confermare come il pubblico della mia città sia uno dei più difficili da accontentare e, al contempo, tra i più scettici di fronte a prodotti non derivanti da quei filoni musicali nati proprio nella stessa capitale.
Il pubblico di Roma (me compreso) ha bisogno di metabolizzare le novità e, spesso e volentieri, va incoraggiato nelle scelte cosiddette “non scontate”.
Tant’è vero che quest’approccio si manifesta sin dal primo minuto dello show, con Mecna che si presenta sul palco accompagnato dalle figure di Alessandro Cianci (synth e voce) e Iamseife (live programming), binomio con cui ha trovato una brillante intesa dai tempi di “La Pagherai”.

MILANO
Non avrei mai pensato che la musica potesse unire così tante persone, specialmente un genere così singolare e impossibile da accostare alla corrente del Rap. Ebbene Corrado, che nell’ambiente artistico ama anche farsi chiamare Mecna, ci è riuscito con un bravura rara, riuscendo a riempire non solo un luogo come il Tunnel, ma anche le mancanze nei cuori di ognuno di quelli che, per anni, hanno trovato rifugio nelle sue parole. Arrivato nel posto, noto subito che ci sono persone in fila già da ben due ore per accaparrarsi gli ultimi biglietti rimasti al botteghino e già mi immagino cosa potrà succedere durante il concerto, che è anticipato da una fila con un termine nei meandri più oscuri della Stazione Centrale di Milano.
Ricordo che, quando ascoltai Laska in anteprima, rimasi impressionato dalla citazione “Per me non ci vuole una svolta, ma un imprevisto” e ciò riassume perfettamente la filosofia della carriera artistica di Grilli. Dopo un’abbondante mezz’ora di coda insieme ad una coppia di miei amici, sicuramente più attratti di me dalla serata, mi intrufolo in mezzo alla folla vastissima e, più o meno dieci minuti dopo, ha inizio il concerto.

ROMA
Parte “Intro” di Laska, segue “Dove Sei Tu” ma il pubblico fatica a scaldarsi. Una breve presentazione della band, poi è il turno di “Roar”. Prime file a parte, il pubblico apprezza ma non si smuove più di tanto. A quel punto, bastano poche parole del rapper che introduce il brano successivo in scaletta: “qualche anno fa sono venuto a vivere a Roma, ed è per questo che ho scritto il prossimo pezzo”. Inizia “Sul Serio”, ed è lì che i presenti si convincono di quel che stanno per fare, ossia lasciarsi trasportare con tutto sé stessi dal mood che piano piano si propaga nell’aria.
Lo show si articola in una ricca successione di brani tratti dal suo repertorio, pescati negli angoli più disparati della sua discografia: dai più intimi (“Cerotti”) a singoli di peso come “Kryptonite” e “Senza Paracadute”, senza tralasciare i più recenti “Taxi”, “Pace” e “Favole”. Ah, molti brani hanno subito dei nuovi arrangiamenti, in chiave più elettronica, presentati per la prima volta dal vivo nel Taxi Tour.

Una foto pubblicata da @mecna in data:

 

MILANO
Sale sul palco un uomo consapevole della sua posizione e cosciente dei propri mezzi e appena si inizia a sentire la strumentale del primo brano, io accenno un’ipotesi ad alta voce sul suo titolo e vengo subito contrariato da una dolcissima ragazza, che mi urla: “ma questa è l’intro!”. Così capisco che, insomma, non mi trovo proprio ad una serata fatta per me, ma decido lo stesso di dedicarmi all’ascolto di ogni singolo pezzo. Decisamente quest’ultimo tassello è mancato, perché la voce dell’artista è stata completamente “oscurata” dai fan, che hanno intonato ogni singola parola senza mai perdersi d’animo. Non so se ciò sia stato positivo o no, ma probabilmente alcune persone dovrebbero capire le esigenze altrui e contenersi maggiormente alcune volte. Del resto Milano è la città che ha accolto Mecna sin dal suo primo successo e che sicuramente l’ha cresciuto professionalmente, ma non credo che si possa giustificare così tutto quest’entusiasmo.
Durante l’esibizione rimango spesso coinvolto dal punto di vista emotivo, ma sicuramente il mio picco di depressione si fa sentire nel momento di “31/08”, in cui inizio a guardarmi in giro cercando opportune giustificazioni di tutto questo dolore.

ROMA
Il live risulta curato nei minimi dettagli, ed è un peccato che l’impianto audio, seppur impossibile da bocciare, non abbia reso giustizia nel migliore dei modi al sound ricercato del terzetto, specie nel momento dell’interludio strumentale che ha visto cimentarsi Cianci e Iamseife in un remix inedito di “Questa Notte” di The Night Skinny.
Prima di andarsene, ha ancora una cosa da aggiungere: “se vi siete divertiti, ditelo in giro. Se vi siete rotti il cazzo, scrivetemi su Twitter”.
Grilli non accontenta il pubblico che acclama a gran voce “Le Cose Buone”, e decide di chiudere il discorso live con “Fatto Così” che, comunque, manda in visibilio gli spettatori.
Roma ritrova il sorriso sul proprio volto, soprattutto su quello di coloro che all’inizio della serata (avevo prove lampanti intorno a me, vedi la mia ragazza) mostravano non poca timidezza nell’avvicinarsi al palco. In fondo, a volte basta solo un pizzico di coraggio.

MILANO
Dal punto di vista tecnico ho subito notato l’influenza positiva di Alessandro Cianci e Iamseife, capaci di sostenere in ogni attimo Mecna con grande stile, il quale ha fatto un grandissimo uso dell’autotune, rendendo alcune canzoni più particolari live piuttosto che con un semplice ascolto in cuffia. Non solo estratti da Laska, ma anche vecchi classici sia di Disco Inverno e inediti, in modo da dimostrare che, comunque, il passato e il presente musicale siano sempre in stretto contatto tra loro. “Taxi Tour” A.K.A l’esperimento riuscito meglio che io abbia mai visto, sotto il profilo organizzativo, che vede concludersi, giustamente, questa data con queste parole: “024040, ciao uagliù!”. In ogni modo, esco anche io dal locale con “gli occhi crepati come porcellana”.

ROMA
Guardandomi attorno, mi sono reso conto dell’età media del pubblico presente. Ben al di sopra di quella che rappresenta il novanta per cento delle masse che affollano i concerti rap in Italia: una maggiore riprova del fatto che le scelte artistiche, e non solo, seguite fin qui da Mecna lo rendano un caso piuttosto atipico nel panorama hip hop attuale.

MILANO
Noto molto volentieri che la maggior parte dei ragazzi che condividono con me questa serata siano o miei coetanei o massimo venticinquenni e sicuramente ciò è dovuto al fatto che essi possano più facilmente immedesimarsi nelle esperienze raccontate da Mecna. Sicuramente tutte persone in grado un po’ di rompere gli schemi che eravamo abituati a subire a qualunque concerto di molti artisti inseriti nella top ten del nostro Paese e ciò può solo far piacere ad appassionati come noi.

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