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Ecco perchè l’hip hop, l’house e la techno possono convivere

hip hop

In questi giorni su RapBurger stiamo pubblicizzando una serata che potrebbe sembrare una come tante, ma in realtà è davvero un evento unico: si tratta della tripletta DJ Premier, che non ha bisogno di presentazioni, Moodymann, storico dj techno e house di Detroit che ama spaziare durante i suoi set fra musica soul, R&B e disco e Theo Parrish il “padrino” della Techno di Detroit grande amante di musica jazz ed hip hop.
L’eccezionalità della serata è ovvia e sotto gli occhi di tutti: riportare sotto lo stesso tetto le tre derivazioni di musica black che hanno dominato la musica mondiale degli ultimi 30 anni, Techno, House e Hip Hop.
Non è un caso che sia stato il Jazz:Re:Found ad aver creato questo evento davvero particolare: è proprio il jazz, la musica black per eccellenza, ad unire questi tre maestri, tutti e tre colpevoli di averlo suonato, risuonato e campionato più e più volte facendolo riscoprire ad un pubblico nuovo.

Per troppi anni il pregiudizio ha impedito a tanti amanti della musica di godere della bellezza di tutti i tre i generi: l’hip hop era la musica dei disagiati, l’house dei cocainomani, la techno degli impasticcati e da queste idee distorte non c’era via d’uscita.
Per fortuna ora le cose sono cambiate e si sono creati dei movimenti trasversali come Soulection che uniscono appassionati di generi diversi sotto il cappello della musica black, dimostrando che il momento è arrivato per riunire questi tre percorsi in un’unica esperienza.

“Abbiamo voluto creare un grande omaggio alla musica black a tutto tondo” ci spiega Denis Longhi il direttore artistico di Jazz:Re:Found, “cercando di raccontare i due posti che sono stati significativi per la musica da club: New York e Detroit. In una sola serata si farà un viaggio che parte dagli anni ’80 e dall’elettroboogie per arrivare alla techno di Parrish, un accelerazione dagli 80 fino ai 130 bpm.”
Anche l’impostazione del palco sarà particolare: “abbiamo messo due consolle identiche una di fianco all’altra sul palco, così quando finisce Premier e attacca Moodymann se gli verrà spontaneo fare back 2 back lo potranno fare. Non essendoci una consolle centrale, la vera protagonista sarà la serata stessa”.

Il risultato è una serata provocatoria che potrebbero far storcere il naso a tanti, ma che filologicamente non fa una piega: “Sono tre generi diversi ma la matrice è una sola: ed il messaggio è universale.” conclude Longhi.

Appuntamento al Q35 allora per vedere, forse per la prima volta dopo tanti anni, il boom bap e la cassa dritta fare di nuovo amicizia in compagnia di tre grandi maestri.

About Oliver Dawson

Conduttore di Hip-Hopera sull'ormai defunta Hitchannel, autore di The Flow, ho collaborato con Groove Magazine e Beat Mag: seguo da vicino il rap italiano da più di 10 anni e mi piace ancora tanto.

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