shopclues offers today 2017

amazon coupons code india

clear trip coupon code promo

flipkart coupon code

globalnin.com

SNKRBurger – Un viaggio nel fenomeno Kanye West (Prima parte)

Kanye West Designer

E’ il Re Mida dello showbusiness. Tutto ciò che passa per le sue mani, come per magia diventa oro.

Kanye West è il personaggio del momento.

Se l’uscita del suo nuovo album è un rompicapo di cui nessuno conosce la soluzione, le sue sneaker, invece, vedono la luce con una facilità assoluta. Ovviamente oggi sono tutti pazzi per le adidas Yeezy BOOST, ma ciò che non tutti sanno è che la carriera di designer di Kanye West è iniziata molti anni orsono. Quando nel 2009 la colorazione “Zen Grey” delle Nike Yeezy 1 uscì in commercio, il rapper di Chicago poteva già annotare nel proprio curriculum la realizzazione di tre diverse sneaker.

Anno di grazia 2006: successivamente al successo di College Droupout e di Late Registration, i primi due album in studio di Kanye West, Nike concesse al futuro Signor Kardashian la possibilità di realizzare una PE, ossia una sneaker esclusiva fatta per lui e per la sua stretta cerchia di amici. La scelta ricadde su di una iconica Air Max 180 decorata in maniera al quanto bizzarra e stravagante. La tomaia apparentemente sobria in total black fu personalizzata con una tongue in white, sulla quale capeggiava l’indimenticabile Orsetto dei primi due album di Kanye, ed un tallone con fantasia leopardata. La 180 “College Dropout” vide la luce solamente per la cricca di amici del rapper tanto è vero che oggi è pressoché impossibile trovarla su eBay o su altri mercatini.

kanye

La stessa sorte di chimera è toccata anche alle Bapesta x Kanye West uscite nel 2008. Praticamente introvabili oggi, le sneaker di Bape ripresentavano l’Orso-Totem ed una colorazione crema con dettagli bordeaux e rosso.

bape-bapesta-kanye-1

L’anno successivo, nel 2009, fu la volta di Reebok che affidò a West la personalizzazione di una S.Carter CL Low. Il risultato fu una scarpa uscita in quattro diverse colorway tutte marchiate con il Dropout Bear sul tallone e passate alla storia per il massiccio utilizzo di colori accesi e ben marchiati.

reebok-s-carter-kanye-west

Fin qui nonostante le diverse collabo firmate, non si poteva affatto definire Kanye come un vero e proprio “designer”: nei suoi lavori non c’era nulla di creativo ed innovativo, nessuna nuova silhouette era stata ideata e al massimo si era trattato di scegliere i colori per delle scarpe già in commercio e già esistenti.
La svolta arrivò con la Yeezy. Sebbene la prima release avvenne nel 2009, il processo creativo iniziò nel 2007 e fu tenuto segreto il più possibile, tanto che i creativi di Nike preferivano salire su di un aereo e raggiungere Kanye ovunque lui fosse per discutere dell’andamento del progetto piuttosto che mandargli foto, idee e bozzetti e rischiare di far “intercettare” quei preziosi documenti dalle mani sbagliate. Il momento giusto per svelare la scarpa arrivò nel 2008, in occasione dei Grammy quando un prototipo di quelle che poi divennero le Yeezy, fu indossato dal rapper durante un’emozionate esibizione in onore della mamma da poco scomparsa.

Kanye-West-Yeezy-1

Già da questo sample in total black fu chiara la direzione stilistica che Kanye scelse per la sua prima creazione. Le parole d’ordine di questo progetto furono “retro” e “comfort”. Il design bombato della tomaia donava alla scarpa un look massiccio tipico delle calzature da basket dei primi anni ’90. Poiché la scarpa sarebbe stata la protagonista dell’imminente tour del rapper, l’obiettivo cardine del progetto fu di crearla abbastanza confortevole per saltare, correre e ballare per le due ore consecutive di ogni singolo concerto.

Tornando al design, invece, l’idea di base da cui tutto iniziò non poteva che essere l’universo Jordan: Kanye era ossessionato da alcuni dettagli di alcune celebri sneaker del passato come la silhouette della Jordan 2, la punta delle 3, la formatura delle 5 e la linguetta “very high” delle 4. Da questo mix non poteva restare esclusa la passione del rapper per “Ritorno al Futuro” e per le Air Mag. Tutte queste indicazioni stilistiche presero forma attraverso un collage di “pezzi” di vecchie scarpe del passato. Se alcune ispirazioni per la tomaia arrivarono dai modelli Jordan, la suola arrivò in prestito direttamente dalle Air Assault, su cui venne aggiunto l’effetto Glow in The Dark (i led luminosi delle Mag furono esclusi per non far schizzare il retail price alle stelle), mentre il tema decorativo formato da innumerevoli “Y” altro non era che una versione personalizzata del mitico elephant print. I dettagli ideati, invece, da Kanye e dal team di designer della Nike’s Innovation Kitchen (Mark Smith e Tiffany Bears) furono rappresentati dallo strap sull’avanpiede, dalla pelle scamosciata di qualità premium, dalla linguetta sul tallone con la firma del creatore, ma soprattutto dalle tre colorazioni. E’ sì, da “quelle colorazioni”: Zen Greys, Blinks e Nets. Nacque così la scarpa più hyped della storia.

E nulla fu più come prima.

SD-Yeezy-Sketch

SD-Kanye-GlowInTheDark-Tour

Il successo delle Yeezy aiutò Kanye a crearsi una reputazione credibile anche come fashion designer tanto che Marc Jacobs, all’epoca direttore creativo di Louis Vuitton, lo ingaggiò per un ambizioso progetto: la realizzazione di una sneaker da inserire nella sfilata LV Autunno/Inverno 2009. Da sempre affascinato dal mondo della moda parigina e dal prestigio che la Maison del Monogram rappresentava nell’universo del fashion business, il rapper di Chicago accettò l’idea di lavorare alla sua seconda signature shoe. In realtà la scarpa non fu una sola, bensì tre. Nacquero così le Louis Vuitton Don, le Jasper e le Hudson. I tre modelli, sviluppati poi in diverse colorazioni, presero i nomi di alcuni membri della crew di Kanye: Don C. (stilista e fondatore della RSVP Gallery di Chicago), Ibn Jasper (amico e suo barbiere di fiducia) e Mr. Hudson (musicista presso l’etichetta G.O.O.D. Music). Da un punto di vista stilistico queste nuove creazioni si distinsero per un design assolutamente innovativo ed una qualità dei materiali e delle lavorazioni (Made in Italy) di altissimo livello. Look futuristico a metà strada tra un cartone giapponese ed una pellicola sci-fi, le tre scarpe presentavano sul tallone una particolare applicazione esterna la cui ispirazione proveniva direttamente dalla giacca indossata da Sting nel film “Dune” di David Lynch, mentre l’arte di Takashi Murakami ed il mondo dei manga offrirono a Mr. West altri spunti creativi per le silhouette dei tre prodotti.

louis-vuitton-kanye-west-sneakers-full-collection-3-540x354

louis-vuitton-kanye-west-sneakers-full-collection-6-540x404

louis-vuitton-kanye-west-luxury-sneakers-full-collection

La passione per il prêt-à-porter e le alte frequentazioni parigine allontanarono Ye dal mondo delle sneaker e lo portarono nel 2011 a collaborare con Giuseppe Zanotti nella realizzazione di un paio di sandali femminili (progetto poi replicato nel 2014 con i modello “Cruel Summer”) dal “simpatico” retail price di 5800$. Realizzati con una lussuosa maglia di perle, i sandali si presentavano con un tacco a spillo dall’altezza vertiginosa e furono venduti da Colette e subito visti ai piedi di Kim Kardashian, all’epoca non ancora compagna di West (o forse si? Chissà).

Kim-Kardashian-in-Kanye-West-for-Guiseppe-Zanotti-heels-full-pic

Uomo di passioni breve e fugaci, West abbandonò ben presto il mondo della moda “impegnata” per tornare dal suo caro e vecchio amore. A distanza di 3 anni dal primo esperimento, nel 2012 arrivò la notizia che milioni di fan stavano aspettando: il ritorno delle Yeezy. La versione 2.0 della scarpa più bramata di tutti i tempi si fece desiderare come la sua altrettanto famosa antenata. Dopo rumour, teaser, scatti rubati e sample indossati negli aeroporti di mezzo mondo, finalmente la Yeezy 2 vide la luce.

Stilisticamente molto simile alla precedente versione, la nuova sneaker si differenziava per un taglio più basso ed una silhouette più slanciata e meno bombata. Scartata la suola della Air Assault a favore della più snella midsole della Tech Challenge II, mantenuto l’effetto Glow in The Dark e stabilito lo strap sull’avampiede come marchio di fabbrica dello stile “kanyewestiano”, la scarpa fu migliorata nella qualità e fu dotata di uno spirito più in linea con i dettami del luxury sport fashion. A tal proposito la parte laterale della calzatura fu caratterizzata da un look pitonato, mentre una prestigiosa dust bag fu inserita nel packaging definitivo. Insoliti ed inaspettati furono invece i richiami alla mitologia egizia posti a decoro della linguetta e di altri dettagli della scarpa.

Se le colorazioni Zen Grey e Black che decretarono il successo della Yeezy 1 furono confermatissime, la versione Nets fu sostituita dalla più affascinante e ambita Red October, uscita con qualche mese di distanza dalle prime due colorway e abbinata inizialmente alla release del cd Yeezus prima di essere poi rilasciata a sorpresa sul sito ufficiale Nike. Grazie alla formula del successo elaborata in Giappone dai “maestri di Harajuko” (celebrità + quantità limitata + prezzo alto = successo garantito), la Yeezy 2 superò di gran lunga i livelli di hype che si erano creati nel 2009 tanto che ancora oggi il prezzo di acquisto per chi volesse comprare la scarpa su eBay è di dieci volte maggiore (in alcuni casi anche di più) rispetto al retail price del 2012.

0607_Nike_630x420

nike-air-yeezy-2-black-sneakers

reselling-the-yeezy-2-speculating-prices-with-ben-baller-and-flight-club-0

Aspettate ad eleggere la vostra sneaker preferita tra quelle associate al nome di Kanye West, perché questa è solo la prima parte del nostro approfondimento.

Ci vediamo presto per il secondo (e conclusivo) episodio, sempre con SNKRBX e SNKRBurger.

(Claudio Bruni)

About SNKRBX

Sparati anche questo!

ansa sfera ebbasta

Tragedia al concerto di Sfera Ebbasta: 6 morti

Ua tragedia quella di ieri sera alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo in provincia di …

Lascia un commento

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>