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8 rapper italiani che meriterebbero più attenzione dai media in Italia

La scomparsa di Primo è stata un’enorme tragedia che ha riaperto tante ferite della scena rap italiana e ci ha costretto a confrontarci con problemi insoluti che ci affliggono ormai da troppi anni. Si sono scatenate, giustamente, varie polemiche sui social soprattutto riguardo allo “sciacallaggio” dei media ufficiali che hanno ribattuto la notizia della sua scomparsa in cerca di click; ma perché fa così tanto specie una cosa che è normale, come la pubblicazione di un articolo di commiato? A parte una news delirante del Corriere, ne hanno parlato tantissimi media, in modo più o meno informato, che non parlavano del rapper romano da anni; il grande muro di silenzio intorno a El Micro De Oro l’ultimo album (insieme a Tormento), un disco a cui lui teneva tantissimo, in favore dei soliti 4 cantanti e dei burattini dei talent la dice lunga.
Qui a Rapburger abbiamo pensato quindi di creare una lista di artisti rap che, secondo noi, meriterebbero MOLTA più attenzione da parte dei media per innegabili meriti artistici; impariamo tutti ad apprezzare di più la grande cultura rap che c’è in Italia ed i suoi esponenti, per evitare di sembrare degli sciacalli quando non ci sono più.

JOHNNY MARSIGLIA

Johnny Marsiglia

Un flow tecnico ed elegante, un timbro vocale da far invidia anche ai king della scena e un’attitudine sul beat all’altezza di ogni situazione: Johnny Marsiglia, sia che ti stia raccontando della sua Palermo, sia che ti stia invitando a ritirarti dal rap game con una delle sue taglienti punchline, sa sempre quello che fa. N.B. Da ascoltare su un beat di Big Joe, preferibilmente. (Giorgio Quadrani)

CLAVER GOLD

Claver Gold

Di Claver Gold si parla sempre troppo poco. Certo, il suo non è un rap immediato e facilmente fruibile da un pubblico ampio. Dentro le sue canzoni cuce trame di parole dal lessico ricercato. La tecnica c’è, ma non serve per stupire, piuttosto è pensata al servizio del contenuto. Eppure Claver Gold meriterebbe più spazio ed attenzione, dagli addetti ai lavori e anche dal pubblico. Per la sua capacità di sfruttare le grandi potenzialità del lessico della lingua italiana. Per l’abilità con cui sa raccontare storie di vita in modo profondo, genuino e personale. Per la coerenza di un percorso che lo ha portato a definire uno stile proprio, supportato anche da scelte di suono precise ed efficaci. Claver Gold ricorda da lontano un certo cantautorato che ha fatto la storia della musica italiana. Ma ha la potenza e l’immediatezza del rap che nasce dal basso e che è soprattutto riscatto personale e modo per affrontare di petto la propria vita. (Francesco Zendri)

FRANCESCO PAURA

Francesco Paura

Francesco Paura tra pochi giorni farà 40 anni, metà dei quali li ha passati con un microfono in mano dando lezioni di tecnica a tutta la scena rap italiana. Basta ascoltare il suo debutto ufficiale nella strofa di “Troppo”, contenuta nell’omonimo EP dei 13 Bastardi del 1998, per capire quanta originalità e ricerca c’è nella sua scrittura. Negli anni non ha mai avuto paura di rimettersi in gioco ed è riuscito sempre ad interpretare le sonorità del momento con una chiave personale, quando invece nel resto di Italia molti rapper si limitano a seguire dei trend e basta. E’ ora di dare a Cesare quel che è di Cesare. (Koki)

MEZZOSANGUE

Mezzosangue

Mezzosangue tratta principalmente i temi che ai media piacciono tanto: politica e critica sociale. Non lo fa con la retorica degli artisti più mainstream e nemmeno con riferimenti aulici fini a se stessi. Le citazioni variano dalla cultura pop a quella un po’ più di nicchia ma mai niente di troppo astruso. Il messaggio resta comunque molto diretto e di facile comprensione e il passamontagna, o meglio ciò che rappresenta, farebbe di Mezzosangue un artista che i media dovrebbero valorizzare di più. (Gianluca Caboni)

WILLIE PEYOTE

Willie Peyote

Guglielmo Bruno aka Willie Peyote, direttamente da Torino, è uno degli elementi più interessanti, polivalenti e versatili del panorama italiano. Nei suoi testi, mai banali, il nichilismo e la sfiducia nel genere umano sono i punti focali (come dargli torto d’altronde…) e i suoni delle sue canzoni sono ricercati e molto particolari. È uno dei pochi artisti Hip Hop italiani ad appartenere ad un side-project che non è strettamente Hip Hop: stiamo parlando del gruppo Funk Shui Project. Metricamente, liricamente, musicalmente e tecnicamente non si discute e all’attivo, oltre ai vari “volumi” del ‘Manuale del giovane nichilista’, ha due studio album: Non è il mio genere il genere umano e Educazione Sabauda. Il ragazzo merita, ed è sicuramente da tenere d’occhio. (Fabio Baratella)

RASTY KILO

Rasty Kilo

Componente di spicco del gruppo romano RapCore, è ora uno dei pezzi più pregiati del roster Machete Records. Rasty Kilo è un rapper che si distingue per le sue rime crude e per i continui rimandi ad un’infanzia difficile, passata tra case popolari di una periferia metropolitana della capitale, senza mai risultare forzato o finto. La credibilità è l’arma vincente del rapper capitolino. Rappa di quello che sa, senza mezzi termini con voce rauca, schierandosi dalla parte di chi voce molte volte non la ha per denunciare il degrado. Assonanze, giochi di parole e sillabe onomatopeiche sono la sua impronta stilistica parallelamente a continue citazioni alla storia di Roma e serie tv ambientate nella capitale fanno di Rasty uno dei rapper più forti ora in Italia. (Massimiliano Suardi)

HYST

Hyst

Uno degli italiani che meriterebbe più attenzione dai media è Hyst perché da anni è sulla scena, ha collaborato con tantissimi artisti ed è riconosciuto da tutti come ottimo rapper. In attività dalla fine degli anni ’90, è membro della Blue-Nox e tra le sue collaborazioni vanta moltissimi nomi come Ghemon, Mistaman, Kiave, Clementino, Cor Veleno e E-Green. Hyst è stato anche tra i primi a lanciare giovani di talento, oltre al fratello Jesto, fu lui a produrre per primo Rancore, Saga e Jimmy con la Alto Ent. Nonostante questa lunga carriera è forse più famoso come attore che come rapper e non riscuote la giusta attenzione nei media. (Tancredi Marini)

DANNO

Danno

Forse il più grande sottovalutato in Italia è Danno; quando anche vostra nonna conosce Fabri Fibra, il rapper der Colle ha dato un contributo altrettanto importante alla scena rap italiana scrivendo degli autentici capolavori della musica italiana da cui è impossibile prescindere, senza però poter vantare una copertina di Rolling Stone. Ha scritto un brano su Roma talmente importante che nessun rapper romano può affrontare questo tema senza temere il confronto con questo classico: perché per un’intera generazione “Il Cielo Su Roma” è altrettanto importante che “Roma Capoccia”. (Oliver Dawson)

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