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Il presidente della FIMI: “le radio non passano i giovani”. Proposta una quota del 20%

Radio

Domani partirà la 66sima edizione del Festival di Sanremo e nel giorno della vigilia il presidente della Fimi, Enzo Mazza, ha cercato di portare l’attenzione sul tema dei giovani artisti che non vengono passati dalle radio italiane.

Tutto parte da una critica alle radio che, nonostante abbiano la possibilità di passare in onda le canzoni degli emergenti del Festival con anticipo, di fatto non lo hanno mai fatto:

“(…) da qualche anno (i brani dei Giovani partecipanti a Sanremo) possono essere anticipati in radio con l’obiettivo di far arrivare al Festival dei giovani che non siano proprio degli sconosciuti. Il risultato di questa strategia, che fu uno dei nostri cavalli di battaglia nell’era Mazzi, è stato però ostacolato dalla generale assenza di copertura radiofonica dei network, e sorprendentemente, della stessa RAI” scrive Enzo Mazza.

Lo spunto del Festival di Sanremo serve però a far luce su di un problema ben più grande che ammorba la musica in Italia: quello delle radio che si ostinano a passare i soliti “quattro” artisti. Aldilà dei Giovani di Sanremo, le radio italiane sono abbastanza ostili nei confronti delle nuove realtà, se non si contano i The Kolors e Dear Jack che, guarda caso, sono degli artisti di RTL.

Il tema è tuttavia più ampio. I giovani talenti italiani non hanno di fatto spazio nelle radio, e la situazione sta diventando tanto più assurda se comparata appunto con alcuni effetti invece molto significativi legati agli artisti di RTL.
Non è un caso che Dear Jack e The Kolors siano stati gli unici nuovi talenti con opera prima ad entrare in top ten delle vendite, segno che l’impatto promozionale delle radio esiste ancora ed è comunque più forte di qualsiasi altro media nella spinta di novità.

Qui arriva dunque la proposta del CEO della FIMI, direttamente al ministro per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini, di garantire il 20% della programmazione radiofonica alle opere prime e seconde di artisti italiani

“A questo punto è evidente che l’unica soluzione praticabile sia quella dell’introduzione di quote obbligatorie, intorno al 20%, nella programmazione radiofonica dedicata ad artisti italiani con opere prime e seconde. Si tratta peraltro delle produzioni che come sapete dal 2014 godono del tax credit, un incentivo fiscale di un certo rilievo.
Ma gli incentivi fiscali non servono a nulla se poi i giovani non hanno nessuno spazio”.

Si tratterebbe di una svolta non da poco, soprattutto per il rap italiano che da sempre fatica ad essere passato in radio nonostante i numeri più che positivi di vendite, sul web e ai concerti.

Incrociamo le dita e speriamo che il Ministro per i Beni Culturali accolga l’appello di Enzo Mazza per il bene della musica italiana.

[via]

About Koki

Amo l'hip hop, il vino rosso, disegnare chiese e vincere. Il mio vero nome è Jorge ma nessuno lo sa pronunciare.

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