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[Recensione] Kanye West – The Life Of Pablo

The Lif Of PabloArtista: Kanye West
Titolo: The Life Of Pablo
Etichetta: G.O.O.D./Def Jam
Anno: 2016

Tutti quanti, noi di RapBurger compresi, abbiamo assistito e raccontato l’artificio mediatico ideato dal 38enne di Chicago nell’ultimo periodo. E tuttora non si riesce a capire se si tratta di un piano architettato minuziosamente nei minimi particolari, o se si tratta semplicemente di un delirio, o una crisi di mezza età. Non c’è da girarci molto attorno: Yeezy o lo ami da morire oppure non lo sopporti.

Cerchiamo di valutare l’operato musicale di Ye: TLOP è la settima fatica di Kanye. Dopo le insicurezze della trilogia del college, la delicata complicatezza di 808s & Heartbreak, la stravaganza di MBDTF, e l’estremismo (passatemi il termine) di Yeezus, The Life Of Pablo è un gigantesco e continuo punto di domanda, al quale Kanye ci dà le sue risposte. Le SUE risposte alle SUE domande, non le tue o le mie, o quelle di qualcun altro, le SUE. La cosa che più personalmente mi entusiasma di lui è per l’appunto la noncuranza e la spudoratezza nei suoi testi, capaci di farti esplorare tutti gli angoli più oscuri e contorti della SUA mente. Tutti, nessuno escluso.

Il titolo è già il primo enigma che Kanye ci pone: The Life of Pablo. Sì, ma chi è Pablo? Secondo una chiave di lettura molto ampia i Pablo che Yeezy tira in ballo sono 3 (se non addirittura 4):

- San Paolo (che dovrebbe essere l’ispirazione ufficiale del titolo) un uomo che ha incontrato Dio sulle vie di Damasco, reso cieco da un raggio di luce ma considerato il più importante messaggero di cristo.

- Pablo Escobar, colui che tra soldi, donne, droga e fughe dalla legge è considerato uno dei modelli della vita al limite.

- Pablo Picasso, per il processo creativo ed eccentrico con cui raggiunge il risultato finale.

L’altro Pablo a cui si potrebbe ricondurre è Pablo Neruda, personaggio alla ricerca della pace, ma in continuo conflitto con chi vorrebbe destabilizzarla. Tuttavia, dobbiamo sempre ricordarci di una cosa: il titolo è stato cambiato 4 volte (da So Help Me God, passando per Swish, proseguendo con Waves e infine con TLOP).

Qual è il filo conduttore di questo album? Suvvia, ragazzi non facciamoci domande inutili: secondo voi Kanye West di che cosa dovrebbe raccontare se non di Kanye West?

Ye ha fatto del riscatto della popolazione nera negli Stati Uniti uno dei suoi capisaldi nel corso della sua carriera, in questo album, però, si nota un Yeezy più misogino che mai. Ha fatto il giro del mondo la frase “I feel like me and Taylor might still have sex” presente in “Famous”, in cui Kanye reclama il merito del successo che ha avuto Taylor Swift (vedi l’intervento ai VMA del 2009) ma non solo: in “FSMH pt.1” racconta di  questo rapporto avuto con una modella che ha appena fatto uno sbiancamento anale in puro stile gospel (delicatissimo), in “Highlights” sputtana l’ex di sua moglie (e anche sua moglie) dicendo che Kim l’ha mollato per lui perché è più ricco, e “Freestyle 4” è una raccolta dei suoi pensieri (non proprio romantici) mentre ha dei rapporti sotto l’effetto di droghe, giusto per farvi un esempio.

L’altro tema centrale è la freddezza che ha nelle relazioni con il resto del mondo: in “No More Parties in LA” e “Real Friends” appare molto cinico e distaccato nei rapporti umani e racconta di quando suo cugino gli rubò il laptop per farsi un po’ di soldi, in “I love Kanye” fa il verso a chi dice che preferisce il vecchio Kanye e in “Wolves” confessa di non riuscire più a fidarsi di nessuno, uomo o donna che sia.

Il suono di questo album può risultare molto caotico e sperimentale, ed effettivamente è così: nelle produzioni sono comprese persone come Kanye stesso, Metro Boomin, Madlib, Charlie Heat, Swiss Beatz, Cashmere Cat, Hudson Mohawke, Southside, Boi-1da, Goldstein e Mike Dean, giusto per fare qualche nome. Se un miscuglio di tutti questi nomi non è caotico ditemi voi cosa lo è…

Ci sono delle diverse fasi: si parte da una sorta di gospel presente in “Ultralight beam”, “FSMH pt.1” e “Low Lights”, si prosegue con degli elementi elettronici come in “Feedback”, “Freestyle 4” e “Waves”, continua con pezzi malinconici con uno stile non esasperato come “FML”, “Real Friends”, “No More Parties in LA” e “30 Hours” per poi finire con uno stile esasperato, ovvero “Facts (Charlie Heat version)” e “Fade”.

In questo album sono presenti molti artisti per quanto riguarda le collaborazioni, dal mio punto di vista due su tutti spiccano particolarmente: Desiigner e Ty Dolla $ign. Ty Dolla $ign lo conosciamo: di solito appare come un donnaiolo scanzonato e menefreghista, ma in “Real Friends” e “Fade” ha dato il meglio di sé, abbinando un po’ di serietà e profondità alla sua voce (che ha sempre avuto un buonissimo potenziale). Desiigner invece è un nuovo acquisto della G.O.O.D. music, 18 anni, figlio di un musicista blues, che ha praticamente regalato la sua traccia “Panda” a Ye facendogliela rinominare in “FSMH pt.2” e appare anche in “Freestyle 4”. Grandi voci come Frank Ocean, The Weeknd, the Dream e Caroline Shaw si alternano a ottime strofe come quelle di Chance the Rapper e Kendrick Lamar. Nomi noti come Rihanna e Young Thug suonano come dei classici (rispettivamente Nina Simone e Kirk Franklin) e non dimentichiamoci di Andrè 3000, Chris Brown e Kid Cudi, seppur relegati a ruoli marginali.

La novità che Ye ha introdotto nel “pubblicizzare” il suo disco è che ha praticamente mostrato al mondo il processo creativo che sta dietro al completamento di un album: Dalla scelta del titolo (appunto) alla decisione della tracklist, dal ripescaggio di materiale accantonato (“No More Parties In LA” era stata pensata per MBDTF) ad aggiunte last minute (La strofa di Chance the Rapper in “Ultralight Beam”). Non mancano nemmeno le esclusioni clamorose: ovvero Sia Furler, che avrebbe dovuto comparire nella track “Wolves”. Di solito questi aneddoti rimangono segreti oppure raccontati a distanza di anni, lui invece ci ha fatto praticamente uno streaming del completamento di TLOP, con conseguenti ripensamenti, aggiornamenti  e critiche.

Nel complesso, è il solito gran lavoro fatto da Kanye, (anche se magari al primo impatto può non sembrare ai livelli di 808’s & Heartbreak o MBDTF) sempre alla ricerca di qualcosa che faccia catalizzare l’attenzione del pubblico su di sé. E che lo vogliate o no, ce la fa sempre. Magari ultimamente la situazione gli sta sfuggendo di mano, ma d’altronde, “fatemi il nome di un genio che non sia pazzo”…

About Fabio Baratella

Proveniente dalla provincia di Milano, sono un fan di Mortal Kombat, di Frank Miller, degli Sport Motoristici e del Giappone.

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