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Gemitaiz l’ha fatto di nuovo

Gemitaiz
Di Prospero Pensa

L’ha fatto di nuovo. Il primo – ma anche il secondo – ascolto dei lavori di Gemitaiz mi lascia sempre deluso. Neanche stranito, nemmeno confuso: il disco è mediocre, penso ogni volta. E dire che l’effetto “primo ascolto” capita a tutti, ma pensavo che qualche anno di hip hop nelle cuffie avesse ormai allenato il mio orecchio e mi permettesse di riconoscere il bello fin da subito, nella maggior parte dei casi. Con lui non è così e, dopo aver storto il naso alla fine del primo play di QCV6, sapevo già che dopo una settimana sarebbe stato in loop sull’iPod.

Questo Nonostante Tutto mi ha trollato come un pivellino. Ciò che temevo era un nuovo L’Unico Compromesso, il primo disco ufficiale di Gemitaiz (Tanta Roba, 2013): un album lunghissimo che a qualche anno di distanza si riduce a “Pistorius” e poco altro. Non a caso cito la traccia che vede la collaborazione di MadMan, il gemello artistico del rapper romano, con cui ha condiviso i maggiori successi. Kepler rimane a mio parere il lavoro ufficiale più riuscito nelle carriere di entrambi. Sarà quindi in grado l’uomo dei due dischi all’anno di sfornare il suo primo album solista convincente?

Premesso che le sue “Intro” – e allora vai Flaviè mandala, fratè questo è quello che vi consiglio, eccetera – non reggono il confronto con quella di QVC4 e che “Bene” potrò anche digerirla ma nella mia auto non metterà piede, il gioco si fa interessante dalla track 3. “Scusa” è una bella bombetta e sono rimasto piacevolmente sorpreso dal riscontro positivo del pubblico. A parte il fatto che Gemitaiz è il trendsetter assoluto del rap italiano e, grazie a questo video, da un mesetto tutti ballano facendo “no” coi palmi delle mani (anche se Achille L che mescola la minestra rimane il mio preferito), ci siamo ormai abituati alla sua abolizione delle consonanti sorde (non lo vaggio biù, non lo vaggio biù) e “Scusa” è il singolo più figo uscito finora. Anche il terzo singolo, “Forte”, ha un’importante impronta sperimentale: verso libero serratissimo e flusso di coscienza in una dolceamara riflessione sul rapporto di coppia. Poi il ritornello fa “lei lo vuole forte” e tutta Italia dà colpetti di tosse imbarazzati.

Detto questo, le tracce da skippare sono davvero poche e ognuna ha qualcosa da aggiungere alla causa. Il ritornello di “Fammi Fuori” potrebbe uscire tranquillamente da Xtreme Time e la strofa di Fibra, così come tutte le collaborazioni del disco, funziona. Guè dà come al solito un contributo senza pretese ma con due barre instant classic, sui Dope DOD penso ci sia poco da dire, MadMan regala una strofa di gran scrittura, ma rimango del parere che la vulcanica sedici di Emis Killa sia la migliore ospitata del disco; dare addosso a Killa nel 2016 significa non avere capito una carriera da rapper mainstream coi fiocchi.

Nel disco, Gemitaiz aggiunge poco a se stesso dal punto di vista stilistico perché un artista camaleontico come lui fa del rinnovamento una costante – cosa non da poco – e ha il coraggio di allontanarsi dalle strofe in extrabeat che lo hanno reso famoso per dimostrarsi capace anche in altri campi. Ogni rapper ha la sua zona di comfort, quel tipo di brano/cliché che funziona al 100% e piace a (quasi) tutti; Gemitaiz si stacca saggiamente dal pianofortino accelerato e io che ho consumato “End of Days” ne sono contento.
Sulle strumentali, nota di merito per Il Tre (“Scusa” e “Ce L’hanno Con Me”) e il sopraffino Don Joe di “Nonostante Tutto”, ma PK, produttore di “Preso Male” e “Non Me Ne Vado”, è superbo.

La portata del successo di questo album – disco d’oro in due settimane – si accompagna a quella di Hellvisback nel contesto di un mercato del rap italiano che sembrava in forte calo e invece ha soltanto cambiato pubblico. Fabri Fibra, che nel 2007 incassava il secondo platino mentre Gemitaiz scriveva Affare Romano, ha impiegato l’anno scorso ben sei mesi a ottenere il Disco D’Oro per Squallor.

Nonostante Tutto probabilmente non è un disco che rimarrà nella storia, ma nonostante tutto ha ancora diversi potenziali video che farebbero esplodere YouTube e nonostante tutto l’accanimento di chi usa ancora la parola “contenuti” per screditare un disco, Gemitaiz si consacra a livello di mercato e di pubblico un nome di primo livello nella scena italiana, nonostante tutto.

(Prospero Pensa)

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