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[Recensione] Kendrick Lamar – Untitled Unmastered

kendrick-lamar-untitled-unmastered-cover-artArtista: Kendrick Lamar
Titolo: Untitled Unmastered
Etichetta: Top Dawg/Aftermath/Interscope
Anno: 2016

Immaginate di vivere la vostra vita tranquillamente, bella o schifosa che sia. Ora, mettetevi nell’ottica che il 2015 è stato l’anno di Kendrick Lamar, che ha letteralmente piazzato tutti quanti un gradino sotto di lui con il suo To Pimp A Butterfly. Fatto? Ok. Ora, mettete insieme il fatto che K.Dot non è il tipo di artista che  fa uscire una caterva di materiale a una distanza di tempo ravvicinata (vedi Tyga o Rick Ross), e che ci sono un sacco di voci sul fatto che la sua carriera musicale potrebbe essere vicina al suo compimento (ovvero che potrebbe concludersi a breve). Fatto? Molto bene. Immagino che, come me del resto, vi sarete rassegnati al fatto che ci vorrà un sacco di tempo prima che ci possa essere la possibilità di ascoltare musica nuova da parte dell’artista di Compton. E invece..

… E invece vi svegliate una mattina di marzo e sentite che Kendrick Lamar ha fatto uscire un nuovo album. Un nuovo album? Di Kendrick Lamar? È uno scherzo? No, non proprio.

Chiariamo il fatto che sì, Untitled Unmastered non è esattamente il titolo che si dà a un lavoro ufficiale: logicamente è una raccolta di materiale che probabilmente è stato scartato da TPAB, e di pezzi eseguiti live che però nessuno si è mai preso la briga di mixare, masterizzare e dare un titolo, ma è comunque una raccolta di 8 pezzi nuovi di K.Dot. Che facciamo? Non vogliamo darci un ascolto?

Untitled Unmastered non è uno studio album, ma una compilation. E la colpa dell’uscita di questa compilation, anzi il merito, va a Lebron James: la stella dei Cavs ha avuto la brillante idea di scrivere su Twitter a Dangeroo Kipawaa (il fondatore della TDE) dopo la notte dei Grammy, dicendo che tutte quelle esibizioni live senza un titolo avrebbero dovuto essere state pubblicate. Detto fatto, a distanza di qualche giorno ecco delle tracce nuove di Kendrick.

Il mood di questi pezzi è molto simile a TPAB: un sacco di parti strumentali blues, sonorità funk, che si mischiano a batterie incalzanti e alle “vocine” di Kendrick. A parte una traccia, che se vogliamo è più movimentata rispetto alle altre: ovvero “Untitled 07: 2014-2016” la traccia più interessante di questo disco. Oltre ad avere una denominazione diversa (le altre tracce sono contrassegnate da una data ben precisa, questa è stata rinominata con un periodo che comprende 2 anni) la track vede la partecipazione di ben 5 produttori: Frank Dukes (che ha lavorato con Drake e Rihanna), Cardo (collaboratore di The Game, Ty Dolla $ign), Yung Exclusive (Jay Rock, Nicki Minaj e Meek Mill), Swizz Beatz (che conosciamo bene grazie ai suoi trascorsi con Kanye West, Lil’ Wayne e Jay Z) e Egypt Dean. Egypt Dean è il figlio di Swizz Beatz e Alicia Keys, nel caso non lo sapeste, ed ha 5 anni. Sì ragazzi, 5 anni, non è uno scherzo. E io che a 5 anni non sapevo nemmeno allacciarmi le scarpe da solo…

Detto questo però non dobbiamo sminuire le altre produzioni: DJ Kahlil, Adrian Younge (collaboratore di Ghostface Killah), Terrace Martin (Snoop Dogg, Busta Rhymes, Charlie Wilson), Ritz Reynolds (producer di Tinashe) giusto per citarne alcuni.

Il disco vede alcune comparse per quanto riguarda la parte vocale: Anna Wise compare in 3 tracce (1, 3, 5), al cantante Bilal viene dato il compito di dare un’introduzione sexy nella prima traccia, Cee-lo Green canta nella 6°, SZA, Jay Rock e Ab Soul (ovvero i suoi compagni della TDE) fanno le loro comparse nella 4° e nella 5° traccia. E ci sono anche alcuni elementi vocali nella traccia 7 di Alicia Keys, per ovvie ragioni.

Da come avrete sicuramente capito, questa compilation non è vincolata da alcuna storia/racconto concettuale come invece lo sono i 3 studio album di Kendrick. Il che può essere una sorta di sollievo: finalmente un Kendrick che fa musica come diavolo gli pare, liberamente, senza paletti, e suona comunque da dio. Certo, questo album a sorpresa di Mr. Duckworth può essere anche stato un fulmine a ciel sereno per molti, ma in fondo non è stato poi questo imprevisto non gradito. Anzi, magari ce ne fossero più spesso di sorprese del genere.

About Fabio Baratella

Proveniente dalla provincia di Milano, sono un fan di Mortal Kombat, di Frank Miller, degli Sport Motoristici e del Giappone.

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