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[Recensione] Salmo – Hellvisback

HellvisbackAutore: Salmo
Titolo: Hellvisback
Etichetta: Sony Music
Anno: 2016

Anche alle prese con uno dei dischi più cool del momento, Hellvisback di Salmo, mi trovo come sempre a fare una corsa contro il tempo per evitare di recensirlo ad un anno dalla pubblicazione. È uscita, infatti, due mesetti abbondanti fa la sua ultima fatica, su cui tutti si sono espressi più che positivamente e nessuno si è sentito di dare un giudizio opposto rispetto al pensiero dominante. Strano? No.

D’altronde, che il lavoro di Salmo sia tecnicamente ineccepibile è oggettivo. Hellvisback non viene certificato Disco d’Oro in una sola settimana perché agli instore di Salmo si presentano in settordicimila ragazzini; Hellvisback è riconosciuto Disco d’Oro ad una settimana dalla pubblicazione (e ora di Platino, a due mesi dall’uscita) perché il rapper di Olbia è il rapper che negli ultimi cinque ha cambiato le regole del gioco; non me ne vogliano alcuni tra i suoi più illustri colleghi che, sebbene forti di un supporto alle spalle degno di molti big della discografia pop (italiana), nel faccia a faccia con le proprie prede, hanno sparato colpi al vento. Mentre il taciturno Salmo, nel frattempo, si apprestava ad asfaltare il bersaglio forse perché consapevole di non poter contare, dopo una serie di tiri a vuoto, su qualcuno accanto pronto a porgergli un set di cartucce nuovo di zecca.

La gente (sì, soprattutto i pischelli più piccoli, va bene) si reca in massa ad i suoi firmacopie proprio perché ama alla follia Salmo, anche per i motivi di cui sopra. Dunque, Salmo in questo momento – numeri alla mano – è il rapper di maggior successo in Italia. Non mi avventurerei altrimenti in una simile conclusione.
Allora stiamo arrivando all’assurdo per cui Salmo, avendo i numeri dalla sua, debba essere considerato il migliore a priori? Sì, è il migliore, ma non per i numeri in sé, ed è qui che volevo finire. Hellvisback è l’esempio, purtroppo uno dei rarissimi da queste parti, di come si possano raggiungere certi traguardi, in particolare in termini di vendite, senza dover seguire quei quattro passaggi obbligati, ovvero il disco pieno zeppo di featuring, il mix e il master ad opera di un Mr. X dall’altra parte dell’oceano, magari una voce ospite di calibro internazionale. E, soprattutto, la suddivisione netta tra singoli da mandare in radio e singoli invece destinati alla sola rete. I singoli di Salmo in radio non passano: lui lo sa, e ha capito che programmare per poi andarsi a schiantare contro dei mulini a vento non vale la pena, anzi, può rivelarsi solo controproducente.

Comunque, il machetero in materia di merchandising è scafatissimo (vedi, la super operazione legata al lancio del disco-fumetto), e la star internazionale in realtà compare nella lista degli invitati anche se nelle vesti di batterista, non però di uno qualsiasi: è Travis Barker dei Blink 182. Il californiano non passa inosservato, fa la cosa che meglio gli riesce al mondo (suonare la batteria in due brani) ed impreziosisce un lavoro in cui si è puntato, in primis, alla ricerca di un suono che non avesse chissà che vezzo o pretesa, ma che risultasse il più possibile omogeneo e piacevole all’ascolto.
Diventano così cinquanta minuti di puro spettacolo per le nostre orecchie, scanditi da insoliti escamotage stilistici in grado di catapultarci con la fantasia nell’immaginario di Salmo, rendendo il più naturale possibile il passaggio tra i diversi generi esplorati nell’album, grazie ad una cura maniacale in fase di arrangiamento e post-produzione.
Se il sound è libero da qualsiasi impostazione predefinita, risulta scevra dalla più remota costrizione la scrittura, liberissima di viaggiare e di improvvisare sulle note dei brani. I testi a tratti sembrano quasi scritti in freestyle, a tratti si prendono gioco del rap e dell’ascoltatore, interrompendosi magari sul più bello. La musica è il fulcro di Hellvisback, se non vi fosse ancora chiaro. Il chiacchierato e la retorica fine a se stessa non sono poi così importanti per Salmo. Questa è la sostanziale differenza tra Salmo e il resto della scena.

Mi preme solo tornare su quel famoso status comparso sulla sua pagina Facebook lo scorso aprile, a due anni dalla pubblicazione di Midnite, in cui manifestava tutta la propria saggezza nel constatare quanto difficile sarebbe stato per lui realizzare un disco più bello dello stesso Midnite in futuro: ecco, ora posso finalmente dire che il passo in avanti c’è stato. È indubbiamente così, sotto un profilo tecnico di sicuro. Anche se, su quale sia il più bello tra i due avrei ancora delle riserve. Ma qui, si sa, entrano in gioco le nostre ossessioni.

Review Overview

Rap - 8.9
Produzione - 9.4
Fattore RB - 9.2

9.2

User Rating: 3.82 ( 43 votes)

About Giorgio Quadrani

Inseguito dal diritto di giorno, rincorro il rap di notte. Amo ascoltare gente che blatera al ritmo di una base musicale, indagare su tutto ciò di inutile intorno a me e fare discorsi col senno di poi.

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