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Il record di Kanye West: 1° in classifica vendite grazie agli streaming. E in Italia?

Kanye West

Ridendo e scherzando, Kanye West riesce a lasciare il segno ovunque.

Stavolta per una cosa relativamente seria, niente di trascendentale per carità, ma che però non ha a che fare solamente con la sua figura artistica, umana o divina. C’è di più, c’è di mezzo il destino dell’intera discografia mondiale che, con la pubblicazione di The Life of Pablo, dovrà far i conti con un fattore che nell’economia delle cose riveste sempre un maggior peso: lo streaming.

Dello streaming si è detto di tutto e di più di recente, basti pensare alla mega-notizia giunta qualche settimana fa dalle nostre parti: in USA, nel 2015 è stato lo streaming a fare da padrone nel mondo del digitale.
In termini di revenues, ha sorpassato il valore degli introiti derivanti dai download digitali. Alla fine l’ha spuntata di quel tanto che basta: 34,3% vs 34% sul giro totale d’affari riguardante il mercato statunitense.

Fatto sta che Yeezy, stavolta, l’ha rifatta grossa.
Risulta infatti il primo artista della storia ad essere arrivato in cima alla Billboard 200 (la classifica settimanale dei dischi più venduti negli States) grazie ad una percentuale di streaming più alta rispetto a quella rappresentata dalle copie vendute sul totale delle copie calcolate ai fini della classifica.

Piccolo ma doveroso passo indietro.
Da fine 2014, la celebre chart americana si basa non più solo sulle mere vendite (digitali o fisiche che siano), ma anche su i dati streaming rilevati su tutte le principali piattaforme digitali secondo la seguente modalità: al 1.500esimo streaming di uno dei brani presenti in un album verrà conteggiata, in classifica, una copia venduta in più dello stesso album.

Non a caso, grazie ai 99 milioni di brani streammati dal suo TLOP, è come se ne avesse venduto la bellezza di 66mila copie.

Kanye è un tipo lungimirante e chissà che, in preda ad uno dei suoi tantissimi attimi di follia, non abbia previsto la possibilità di stabilire il nuovo record, escludendo dunque a priori l’ipotesi di vendere la versione fisica del disco (fatto che avrebbe stravolto le percentuali).

Lo streaming di TLOP è disponibile ora su tutte le piattaforme (Spotify, Apple Music, Tim Music, eccetera), dopo l’iniziale esclusiva su Tidal.
E, al momento, l’unico store dove si può acquistare la sua ultima fatica discografica (in formato digitale, eh!) è quello sul suo sito, alla ‘modica’ cifra di 20 dollari!
In attesa, ovviamente, di altre mille cambiamenti di opinione a riguardo. Così come è già avvenuto per il titolo del disco, inizialmente SWISH, poi convertitosi anche in Waves (il tutto a pochi giorni dal lancio ufficiale dell’album).
E così come non si esclude possa riaccadere per quel che riguarda la tracklist (già modificata, peraltro), a detta della stessa Def Jam.

Ad ogni modo, chi ne ha pagato care le conseguenze è stata la povera Riri, ovvero la detentrice del precedente record fino a domenica scorsa, quando Kanye è stato incoronato come nuovo re del digitale.
Ma, per adesso, lei non sembra averla presa troppo sul personale.

In Italia, in tutto ciò?
Rihanna a parte, la situazione non è poi così diversa dagli U.S.A. o, almeno, potrebbe non esserlo sulla carta. Perché anche da noi, a partire sempre dal 2014, le classifiche Fimi tengono conto anche degli ascolti in streaming, come spiega questa nota della stessa Federazione: in breve, il rapporto streaming–vendita è di cento streaming per un download.

Va detto, innanzitutto, che in Italia non è ancora possibile conoscere le esatte percentuali di vendita rispetto a quelle legate allo streaming, perché la Fimi non si espone sulle unità vendute.

Comunque, al di là di questo piccolo ostacolo, quel che ci differenzia dalla loro situazione, proporzioni del mercato a parte, è insito nella nostra mentalità poco coraggiosa e nella nostra avversione nei confronti delle novità proposte dal mercato: non sarà una casualità il fatto che in Italia, per la diffusione di un album, si segua il trend opposto rispetto a quello che ora va per la maggiore all’estero, quello secondo cui lo streaming preceda la vendita (digitale e fisica che sia).
Qui, spesso, prima che un disco sia disponibile online per l’ascolto, passano diverse settimane da quando è uscito nei negozi.

La soluzione, in questo momento, resta quindi quella di non porsi troppe domande in merito alla questione. Accontentiamoci invece di riflettere sullo stimolante input lanciato da Kanye.

About Giorgio Quadrani

Inseguito dal diritto di giorno, rincorro il rap di notte. Amo ascoltare gente che blatera al ritmo di una base musicale, indagare su tutto ciò di inutile intorno a me e fare discorsi col senno di poi.

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