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CoCo ci racconta “La Vita Giusta Per Me” – Intervista

CoCo

La Vita Giusta Per Me è il titolo del nuovo progetto di CoCo, il nuovo nome d’arte di Corrado che, da quando si è trasferito a Londra, ha raccolto tutte le sue nuove esperienze in quattordici nuovi brani.
Abbiamo voluto farci svelare qualche dettaglio in più a riguardo al suo nuovo album uscito per Roccia Music.

RapBurger) Recentemente hai specificato che il cambiamento da “Corrado” a “CoCo” sia avvenuto a causa delle nuove influenze che ti hanno conquistato in un panorama variegato come quello di Sunnyhill Road. Com’è stato il primo impatto con un’importante città come Londra, avendo già un solido retroterra culturale come quello di Napoli?
CoCo) Sicuramente Londra é stata un trampolino fondamentale per la mia evoluzione, sia personale che artistica. Quando mi sono trasferito qui quattro anni fa, all’inizio ero un po’ spaventato (com’é giusto che sia, d’altronde), ed anche se era da molto che “sognavo” e pensavo di volermi trasferire all’estero, quando realizzi che lo stai facendo davvero è tutta un’altra storia. Viaggiare é sempre stata una delle mie priorità. Ricordo la prima volta che sono stato a New York nel 2008, tornai letteralmente cambiato da lì. Cominciai a realizzare che ci fosse davvero dell’altro. Tornai più sicuro di me, super “esaltato”, naturalmente, e con una consapevolezza diversa. Come se fosse più chiaro, dentro di me, chi volessi essere davvero. Io penso che viaggiare serva proprio a questo. Spesso staccarsi dalle proprie abitudini, dalle proprie “certezze” e, ahimè qualche volta, sentirsi un po’ soli ci aiuta a crescere e a capire meglio chi siamo.

Qual è stata l’emozione che ha reso così lunga la stesura di quest’album? Insoddisfazione o voglia di rivoluzionare continuamente i tuoi standard?
Diciamo che principalmente io sono un eterno insoddisfatto. Ho l’abitudine di buttare giù un pezzo, registrarlo, farmelo piacere, tornare a casa, tornare in studio il giorno dopo e odiarlo. Sono così da sempre, é uno dei miei più grandi “difetti musicali”, se così possiamo definirlo. Proprio per questo, spesso mi forzo ad ascoltare poco quello che faccio. Se una cosa ai primi 5 ascolti mi convince, la chiudo, e spesso e volentieri non la riascolto mai più (ride ndr). Non mi crederete, ma anche La Vita Giusta Per Me l’avrò ascoltato una decina di volte da quando l’ho chiuso, anzi, forse interamente non l’ho mai ascoltato. Ascolto solo pochi pezzi, altri non mi ci azzardo nemmeno, già so che non mi convincerebbero e comincerei ad “imparanoiarmi”.

Indubbiamente il personaggio che ti è stato maggiormente accanto durante la creazione musicale di questo progetto è stato Guido a.k.a. Geeno, ma tra le produzioni ritroviamo anche nomi come Johnny Dama, il quale è sia un beatmaker che un videomaker. Quanto è stimolante vivere in un ambiente colmo di artisti? Luche, Vale Lambo e MV Young Killa, per citarne alcuni…
Sicuramente é stato fondamentale per me. Proprio per questo mi ritengo molto fortunato sotto questo punto di vista. Non é cosa di tutti i giorni riuscire ad essere circondati da persone creative che hanno la tua stessa e identica passione e con le quali sai di poterti esprimere al 100% ed essere capito immediatamente. Quando poi queste persone sono allo stesso tempo anche i tuoi migliori amici é la combo perfetta. Johnny Dama, insieme a Gaetano De Angelis (Burriedalive), sono dei pozzi umani di creatività, dei veri artisti. Basta che ci guardiamo negli occhi e ci capiamo al volo. Per questo ho scelto loro per curare tutta la parte video dell’album, perché, oltre ad una forte amicizia, c’é una grande stima reciproca. Ci stimoliamo a vicenda e ci esaltiamo insieme ogni volta che buttiamo giù un concept per un video o ci scambiamo idee. Questo é molto importante, perché senti che prima di tutto c’é una vera e propria passione dietro e quindi, allo stesso tempo, si prendono cura del tuo lavoro come se fosse loro. Luche, l’ho detto svariate volte, é stata la mia “guida spirituale” dagli inizi ad oggi. É colui da cui ho assorbito di più in assoluto, sia musicalmente, che umanamente. É una tra le personalità più eclettiche che abbia mai conosciuto, una persona colma di interessi, di passioni e talento in tutto ciò che fa. Da lui ho imparato cosa significa il sacrificio nella musica, cosa significano dedizione e tenacia. Per questo, oltre ad essere il mio migliore amico, é anche il mio artista preferito. Per quanto riguarda MV Young Killa, lui é proprio il mio fratellino. Ultimamente se non sono in studio con lui non riesco più a scrivere (ride ndr). È proprio il mio motivatore personale, mi sprona, mi aiuta a riflettere, passiamo giornate in studio ad ascoltare musica, a buttare giù idee per nuovi pezzi. Lui é proprio l’esempio lampante di “passione”. Ci crede quasi più di me nella mia musica, é assurdo! Quando ho fatto “Perso Con Te”, lui era con me in studio a spronarmi e a darmi consigli. Merita tanto, anche artisticamente, e sentirete presto parlare di lui. Poi, Lambo, che ne parliamo a fare. É tipo un personaggio mitologico. Ha una visione tutta sua della musica. Mi affascinano il suo mondo e la sua personalità ed è un artista unico secondo me. Il suo linguaggio, la sua attitudine… A mio avviso ha veramente qualcosa da dare a questa scena. Anche con lui passiamo tante giornate insieme in studio ed é molto stimolante.

“Se ripenso a questi ultimi anni ero come anestetizzato, Fra, fanculo club e party” è la frase che colpisce maggiormente all’interno dell’intro di questo progetto. Rende forse l’idea di cosa sia veramente “La Vita Giusta Per Me” dal punto di vista di CoCo?
Diciamo che quella frase racchiude il mio stato d’animo degli ultimi tre anni. Prima che uscisse il disco, come ho già detto altre volte, sono stato parecchie volte in crisi. Come appunto “anestetizzato”, perché non riuscivo a capire realmente cosa volessi, dove volessi arrivare e perché ci volessi arrivare. Sapevo solo che dovevo farlo. Naturalmente tutto questo tempo “perso” a capirmi mi ha portato a perdere credibilità, a perdere quella visibilità (anche se minima) che mi ero creato nella scena. Molti si sono cominciati a chiedere se avessi definitivamente chiuso con la musica, altri si sono semplicemente dimenticati della mia esistenza. Sopratutto oggi che il mercato ed il mondo della musica sono diventati così di veloce consumo, é veramente facile finire nel dimenticatoio. Perlopiù se non si é produttivi. Per questo la frase “Fanculo club e party non sono stato invitato” rispecchiava il mio stato d’animo nel sentirmi con consapevolezza un po’ escluso dalla scena. Un’esclusione che, però, alla fine mi sono creato da solo.

Sapere cosa si voglia veramente dalla vita è un processo parecchio arduo… Tu come sei riuscito a comprendere in pieno quali fossero le tue esigenze? Il tempo ti è stato d’aiuto? O gli eventi?
Indubbiamente lo é. Sicuramente come ho già detto trasferirmi a Londra mi ha aiutato molto. Soprattutto mi ha aiutato a capire COSA volessi vivere, di quali input avessi bisogno per stare bene. Ognuno di noi ha delle priorità, ognuno di noi ha delle esigenze diverse. C’é però chi si accontenta di quello che ha e se lo fa andare bene anche se non é soddisfatto e chi no. Io sicuramente faccio parte di quelli che non si accontentano. É forse “La Vita Giusta Per Me” in primis é proprio questa. Riuscire a prendermi quello che voglio o, almeno, provarci.

Molti dei tuoi brani riflettono sulle dinamiche dei rapporti con l’universo femminile e spesso mi è capitato di domandarmi quale fosse la tua posizione a riguardo. In sostanza pensi che le donne siano la nostra metà mancante o sei più dalla parte di un destino solitario?
Io penso che tutti i rapporti in generale, sia di amicizia che d’amore, siano tra le cose che maggiormente influenzano le nostre vite. Sin da quando sono piccolo mi è sempre piaciuto ragionarci su. Capire tutte le dinamiche, tutti i vari aspetti dei miei rapporti e non, in base alle diverse e relative personalità. Sono sempre stato un grande ascoltatore. Mi è sempre piaciuto ascoltare gli altri. Forse nella mia vita ho quasi sempre più ascoltato gli altri che parlato di me agli altri. Dal mio punto di vista i rapporti sono un gran bel “casino”. Ci portano a scontrarci con delle realtà diverse, con tanti mondi diversi, e questa cosa mi affascina ma allo stesso tempo mi spaventa. Perchè è molto semplice “risucchiarsi a vicenda”. Ho avuto tante relazioni nella mia vita. Anzi nella mia vita ho avuto solo relazioni o “cose del genere” (ride ndr). Non ho mai trovato stimolante le “avventure” a scopo sessuale e basta. Forse proprio per questa mia tendenza ad affascinarmi e a voler sempre andare a fondo delle persone che incontro. Quasi sempre quindi con tutte le ragazze con cui mi sono trovato a stare ci ho avuto automaticamente una relazione, con qualcuna durata per anni e, con qualcuna, meno. Ma è più o meno sempre andata così. Credo molto nell’amore. Anche se non mi piace chiamarlo così. Credo molto nello scambio di emozioni. Ogni persona con cui sono stato mi ha dato qualcosa di diverso e, quasi mai nessuna, mi ha dato le stesse cose. Ma non mi è mai piaciuto farmi troppe domande. Odio quando le persone stanno lì a chiedersi: “Sono innamorato?”, “Questo è l’amore della mia vita?”. E paranoie varie… Lo trovo limitante e controproducente. Credo che tutto sia molto più semplice di quello che sembri. Quando la persona che hai affianco ti fa stare bene e, in primis, ti fa essere te stesso al 100%, significa che si sta andando nella giusta direzione e ci sono i presupposti per costruire qualcosa. “L’amore”, per me, non è altro che semplicità. E per rispondere alla domanda principale… No non sono assolutamente dalla parte di un “destino solitario”.

“Non Dirmi Di No” ha un’improvvisa inversione sul ritornello, che ci inserisce in qualunque atmosfera tranne il Rap. Ti affascina la novità, anche in ambito artistico?
La novità è sicuramente la linfa vitale per qualsiasi artista. Ma per far si che questa ci sia bisogna essere aperti a nuovi stimoli. Bisogna spingersi oltre ciò che rientra nei nostri parametri di creatività. Sicuramente, per questo, devo ringraziare nuovamente Luche, D-Ross e Star-t-uffo (RC Music), che sono stati una grande fonte di ispirazione per me. Come ho detto in più di un’occasione mi hanno stimolato molto e aperto la mente, sotto tanti punti di vista. Spesso noi “rapper” tendiamo a chiuderci nel nostro mondo. Loro mi hanno insegnato che la musica è immensa e ci sono tanti luoghi inesplorati che, secondo me, ognuno di noi dovrebbe conoscere per riuscire a costruire qualcosa di duraturo e speciale.

In “Sunset Boulevard”, più che un testo, hai scritto la sceneggiatura di un film, probabilmente potrebbe essere un mix tra “Animal House” e “Easy Rider”. La tua vita potrebbe essere un cortometraggio? Come lo intitoleresti?
Sicuramente lo intitolerei “La Vita Giusta Per Me”!

Quali requisiti deve avere un “Pizzaboy Coco”? È uno stile, sicuramente con origini british, che hai pienamente introdotto all’interno della cultura italiana…
Un “Pizzaboy CoCo” deve sicuramente essere un attento osservatore di tutto ciò che lo circonda. Viaggiare, prendere più input possibili e poi esprimerli a proprio modo. Ognuno di noi può essere chi vuole.

Infine ti chiedo, quanto ti manca Napoli? I ringraziamenti finali lasciano trasparire un po’ di nostalgia, ma allo stesso tempo sembra quasi che tu voglia lasciarti alle spalle ciò che hai vissuto.
Napoli mi manca. Mi manca la sua trasparenza, la sua non avere peli sulla lingua ed essere sempre schietta e sincera così come la vedi. Sono sicuro che se non fossi nato lì, oggi sarei un’altra persona. È una città che ti dà tanto e, sia nel bene che nel male, è una città che ti forma sotto tanti punti di vista. Sono fiero di essere napoletano e mi reputo fortunato di esserlo. Naturalmente mi mancano i miei amici di sempre, mi manca mio padre. Ma come dicevo prima, spesso bisogna fare delle scelte…

 

About Leonardo Michaelides

Classe '96. Originario di Cipro, come si può capire dal cognome impronunciabile e pronipote di Gegè di Giacomo. Studio a Milano e amo immortalare ogni momento con una fotografia.

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