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[Recensione] YG – Still Brazy

YG-Still-BrazyArtista: YG
Titolo: Still Brazy
Etichetta: 400/CTE World/Def Jam
Anno: 2016

Signori, preparatevi ad amare Keenon Daequan Ray Jackson. YG è ora l’anello di congiunzione tra quello che è l’hip hop odierno e quello classico. Lui viene da Compton, ma per lui è “Bompton”, perché ha fatto parte della gang criminale dei Bloods, e loro mettono la B dove dovrebbe esserci la C per il semplice fatto che i Bloods odiano i Crips (che è l’altra gang di LA, NDR). Già questo dovrebbe far capire quanto il 26enne di Los Angeles è legato alla golden era del gangsta hip hop e alla storia della sua città. E ciò nonostante gli stanno a cuore temi come i fatti di cronaca odierni, dove le sparatorie tra polizia e civili sono purtroppo sempre più frequenti, e la politica.

Per quanto riguarda la musica, inutile raccontare del successo del lavoro precedente My Krazy Life che risale al 2014: l’album è stato trascinato dalle hit “My Nigga” (traccia che è stata premiata ai BET Awards dello stesso anno), “Left Right” e “Who Do You Love”. L’impronta di DJ Mustard si è sentita in tutto il lavoro citato, ed è proprio grazie al producer che proviene dalla sua stessa città a cui YG deve la sua fortuna. Infatti molti, me compreso, per il 2° lavoro ufficiale si sarebbero immaginati un lavoro simile a quello di due anni fa. E invece no.

In Still Brazy il grande assente è proprio Mustard. La mossa è stata molto rischiosa, ma azzeccata, perché per prendere il suo posto YG ha pensato a DJ Swish e Terrace Martin. Ma andiamo con ordine: dopo la colonna sonora di “Blame It On The Streets” del 2014 (che sarebbe il suo short film, ispirato in parte a “Get Rich Or Die Tryin” e “Notorious”) è rimasto in silenzio per un lungo periodo di tempo. Fino a quando il 17 luglio dell’anno scorso è comparsa “Twist My Fingaz”, traccia che ha preannunciato l’uscita di Still Brazy, e subito si è notato il cambio di stile: dalle hit da club a un bel throwback negli anni 90. Era da tanto che negli USA non si sentiva del sano G-Funk.

Gli altri singoli che hanno anticipato l’album sono stati “FDT” con Nipsey Hussle il 30 di marzo e “Why You Always Hatin” con Drake e Kamaiyah il 21 maggio. Anche questi pezzi hanno lo stile di “Twist My Fingaz” anche se i temi sono diversi. L’album è uscito il 17 giugno ed è stato subito accolto bene dalla critica: la rivista SPIN ad esempio ha detto che “si è migliorato da solo, creando un disco che sovrasta tutti i suoi pezzi precedenti”, e All Music ha dichiarato che “è un album che se ne frega di quello che c’è nei PC, nelle radio o qualsiasi altra cosa. […] mentre The Game invecchia e la musica di Kendrick Lamar sfocia dal rap, YG ha trovato un modo west coast per farci muovere la testa, preparandoci qualcosa che potrebbe essere molto grosso in futuro” e noi ci sentiamo di dare ragione ad entrambe le riviste.

Le comparse vocal in questo album sono molte: oltre a Nipsey Hussle, Drake e Kamaiyah troviamo anche Lil Wayne, Sad Boy, AD, Bricc Baby Shitro, Slim 400, Joe Moses e Jay 305. E anche qui la componente LA si fa sentire. Per quanto riguarda le produzioni, oltre ai già citati Swish e Martin, compaiono P-Lo della HBK Gang, Hit-Boy, 1500 or nothin (collaboratori di Justin Timberlake e Jay-Z) e Ty Dolla $ign.

Il sound ripreso per tutto l’album è quello del G-Funk. La cosa potrebbe annoiare, e invece no. YG stesso ha dichiarato che i suoi artisti preferiti sono Dr. Dre e Snoop Dogg e l’influenza dello storico album “Doggystyle” si sente. Quello che impressiona di più oltre al suono ipnotico del G-Funk è la varietà dei temi: in “FDT” (ovvero “Fuck Donald Trump”) esprime opinioni su quello potrebbe essere il nuovo presidente degli Stati Uniti, in “Don’t Come To LA” dà la sua prospettiva delle strade di Compton, in “She Wish She Was” racconta di una ragazza che vorrebbe essere un uomo e di come sia difficile essere una femmina nelle strade di Compton, in “Police Get Away Wit Murder” parla degli abusi della polizia sui civili, in “Gimmie Got Shot” impersonifica quelli che lo conoscevano prima della fama e che vogliono sempre qualcosa da lui e in “I Got A Question” si pone i grandi quesiti che tutti si fanno nella vita.

L’album è stato intitolato “Still Brazy” perché YG sostiene che nella sua vita accadono un sacco di cose pazze, come la sparatoria di un anno fa nel suo studio mentre registrava ad esempio. La sua musica è fresca anche se lo stile è quello canonico, e se un album del genere riuscirà a portare di nuovo in auge il G-Funk è solo tutto di guadagnato. Le tracce sono una più ipnotica dell’altra e soprattutto è riuscito nell’impresa di farcela senza il suo amico DJ Mustard.

About Fabio Baratella

Proveniente dalla provincia di Milano, sono un fan di Mortal Kombat, di Frank Miller, degli Sport Motoristici e del Giappone.

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