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Salmo VS Sfera: è (solo) colpa di Rolling Stone?

Paul-McCartney-e1472738606656 (2)Venerdì scorso, 2 settembre 2016, è arrivato nelle edicole l’ultimo numero di Rolling Stone, con in copertina un Paul McCartney intento a tuffarsi vestito in una piscina e, all’interno, un’interessante intervista ad uno dei nuovi protagonisti della scena hip hop italiana, Sfera Ebbasta.

Sfera, che pubblicherà il prossimo 9 settembre il suo primo disco con una major, Def Jam/Universal, rilascia una dichiarazione dai toni piuttosto forti (e chiari) nel rispondere ad una domanda del suo interlocutore.

R.S.: Hai visto il video di Salmo dove ti imita?

S.E.: Sì, e penso che me lo può sucare, io non parlo di lui, non so cosa fa, non so qual è il suo ultimo pezzo. Lo conosco perché è Salmo, ma se è lui a parlare di me allora ho vinto io. Quando ho visto il video avrei voluto rispondergli “Zio, ma quanto sei un fallito? Poi ci becchiamo e mi saluti?”. Eppure non l’ho fatto. Lui l’ha messa come parodia, però lo sa che certe robe tirano più di altre. E poi frate, Salmo è finto. A cominciare dalla sua presunta indipendenza discografica. Siamo più indipendenti noi che non lo siamo. Se alla mattina non gli dicono che calze mettere, secondo me va in para. E comunque, anziché supportare giovani che fanno roba nuova, ti ci metti contro? Sei solo un coglione ignorante. Se non altro, la cosa mi ha fatto un botto di pubblicità. Meglio che parliamo d’altro va’ .

La domanda del giornalista è volutamente provocatoria, perché è evidente che l’imitazione a cui fa riferimento – quella che apre il video di “Mr. Thunder” – può riferirsi sì a Sfera, ma anche e soprattutto all’ondata trap che ha travolto l’Italia nell’ultimo anno.

È chiaro, il riferimento a Sfera c’è ma, contestualizzato in un video dai toni goliardici (visto che “Mr. Thunder” è una sequenza di parodie, tra l’altro indirizzate a più stereotipi caratterizzanti alcuni filoni musicali), rimane nei canoni di una tipica parodia, senza il minimo rischio di risultare offensivo o scadere nel volgare.

È sabato pomeriggio e tutto tace, finché lo stesso artista di Cinisello Balsamo pone l’attenzione sull’accaduto, andando a chiarire con un post su Facebook una situazione ai più del tutto ignota (d’altronde, la rivista era uscita da appena 24 ore).

Il rapper, socio di Charlie Charles in Roccia Music, ammette quindi “che sono stati usati termini molto forti”, senza però specificare chi li avesse utilizzati e senza quindi attribuire all’intervistatore o alla testata la responsabilità di aver frainteso (volutamente o no) il suo discorso.

Solo a quel punto, dopo che i primi siti di settore hanno incominciato a porre l’attenzione sul post, anche Salmo ha deciso di replicare attraverso un post di chiarimento. Il destinatario dello sfogo è, però, a sorpresa non il giovane rapper ma la rivista, definito “giornaletto… a metà tra il fashion magazine e il Cioè”.

Sfera sembra quasi uscirne indenne dal confronto, con un Rolling Stone che si becca le critiche di un Salmo alquanto inalberato.

A questo punto sorge spontanea una domanda: perché Salmo se l’è presa solo ed esclusivamente con Rolling Stone, dal momento che Sfera non ha mai smentito quelle affermazioni?

Le ipotesi, dunque, possono essere due.

A. Che Salmo abbia creduto che il messaggio di Sfera fosse stato letteralmente travisato (non risparmiando però il povero Rolling Stone dalla accusa di essere un fashion magazine). Inverosimile, perché non è arrivata una smentita ufficiale delle proprie affermazioni da parte di Sfera.

B. Che Salmo, in privato, abbia cazziato a dovere Sfera, senza lasciarsi comunque scappare la possibilità di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, puntando così il dito contro il mensile. Più verosimile e, se così fosse andata, va apprezzato Salmo per aver evitato di alimentare ulteriore gossip sulla vicenda personale con Sfera, anche se l’attacco a RS, in tutta onestà, si fa un po’ fatica a comprendere. Salvo non ci siano vecchie ruggini tra le parti di cui non siamo a conoscenza.

Allora, se tutto è risolto, di che stiamo parlando?

Mi voglio soffermare sul post di Salmo che può far sorridere qualcuno, innervosire qualcun altro, ma certamente riflettere chiunque lo legga.

Per prima cosa, tra le righe, si percepisce che la risposta del collega non gli sia andata del tutto giù (come dargli torto?): prima sottolinea di aver preso di mira “i giovani rapper italiani”, poi ammette di essere stato lui stesso al centro di mille parodie senza però aver mai replicato.

Il punto non è, tuttavia, questo ma un semplice dettaglio che al momento mi sfugge: se un artista arriva a conquistare un traguardo come un Disco di Platino in un mese, ad esibirsi davanti a migliaia di persone ed a diventare il miglior manager di se stesso, ha il diritto di essere tagliato fuori da qualsiasi polemica un tantino scomoda che lo riguardi? A me pare di capire di sì, perché di gossip nella domanda rivolta a Sfera c’è poco o niente, o meglio, se pur intravediamo del gossip, lo scontro avviene nei confini del rettangolo di gioco (ed a provocarlo ci pensa lo stesso Salmo, paradossalmente).

Non voglio fare retorica su se e quanto i media siano indispensabili agli artisti, perché altrimenti potrei cacciarmi in uno di quei ragionamenti contorti senza via d’uscita (è nato prima l’uovo o la gallina, è stato il mensile a mettere in luce il talento indiscusso dell’artista o, al contrario, è l’artista che continua a dare visibilità al mensile?).

Perché il punto che mi sta a cuore ora è il gossip, il gossip nel senso più becero del termine. Quello che piace tanto ai comuni mortali, non disdegnato affatto neanche dai rapper che, anzi, lo montano con parsimonia e dovizia di dettagli giorno dopo giorno, grazie ai social e compagnia bella.

Va detto ad ogni modo che Salmo è un rapper sui generis, un tipo che nella vita di tutti i giorni preferisce stare alla larga dalle sirene della cronaca rosa. Il tipo che, poi, per puro caso, finisce per dar vita ad una vicenda di gossip musicale, in cui a pagarne le spese è un terzo, colpevole (solo) di aver messo il becco nella querelle.

Il giornalista è il malcapitato di turno, magari un po’ ficcanaso, che deve imparare la lezione: non ha senso fare una domanda in un’intervista per soddisfare la propria (e altrui) curiosità; ora, può chiedere ma senza scomodare. D’altronde, punzecchiare il proprio interlocutore non fa parte del suo mestiere. Si deve limitare a riportare monologhi, perché come precisa Salmo “non abbiamo bisogno di farci intervistare da questo tipo di riviste, se mi rispondo da solo su Facebook arrivo a molte più persone“.

Sfera Ebbasta, invece, per via di una mossa di marketing mal calibrata, poteva ritrovarsi in guai ben peggiori. Non siamo in America, zero stress da faide. Però, da ‘ste parti far partire una querela per diffamazione è davvero ’n attimo.

About Giorgio Quadrani

Inseguito dal diritto di giorno, rincorro il rap di notte. Amo ascoltare gente che blatera al ritmo di una base musicale, indagare su tutto ciò di inutile intorno a me e fare discorsi col senno di poi.

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