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[Recensione] Travi$ Scott – Birds In The Trap Sing McKnight

Travis ScottAutore: Travi$ Scott
Titolo: Birds In The Trap Sing McKnight
Etichetta: Grand Hustle – Epic
Anno: 2016

Dopo un anno dal suo album di debutto, Rodeo, Travis Scott ha pubblicato Birds In The Trap Sing McKnight il suo nuovo lavoro. Come tutti sappiamo Travi$ non è il tipo che rispetta le scadenze, dato che anche per questo album ci sono state diverse posticipazioni, ma vi assicuriamo che ogni volta il risultato ripaga dell’attesa. Ascoltare per credere. Per farvi capire quanto è produttivo La Flame, vi diciamo solo che l’artista aveva già annunciato il nome del terzo album ancora prima che uscisse il lavoro di cui stiamo parlando: ovvero Astroworld (il titolo prende ispirazione da un parco divertimenti che aveva luogo a Houston, che però venne abbattuto e sostituito da una struttura che ospita i rodeo) che a suo dire dovrebbe uscire l’anno prossimo.

La prima cosa che salta all’occhio è la copertina, più cupa, dark e misteriosa che mai, ma è nel titolo dell’album che Travi$ si supera in quanto a mistero: cosa diavolo vuol dire che “Gli uccelli in trappola cantano McKnight”? le poche informazioni che lo stesso Travi$ dà le fornisce in un’intervista a Billboard:

“Il mio prossimo lavoro Birds in the Trap Sing McKnight è fondamentalmente basato su di me e sui miei amici, che siamo cresciuti a Missouri City. Non sto dicendo che quella città è una trappola, ma è come se fosse una trappola sociale. È una connessione tra quella trappola che è la società e quello che vorresti fare, come ti vorresti esprimere. Sento come se tutti fossero costretti dai loro genitori o dalla loro vita”.

Il McKnight in questione è il cantante soul Brian McKnight, molto attivo all’inizio degli anni ’90, quando Travi$ e suoi amici erano ancora dei ragazzini della periferia di Houston. Il 6 settembre è anche uscito un video dove lo stesso Brian McKnight canta “Bitch U Broke My Heart” con Travi$ appoggiato sul pianoforte dove McKnight sta suonando. Ha anche detto che l’album avrebbe dovuto chiamarsi “Tina”. È facile che la “Tina” a cui La Flame stava per fare riferimento per intitolare il suo lavoro potrebbe essere la famosissima Tina Turner, anche lei molto attiva durante quel periodo.

Anche se poi musicalmente Travi$ Scott ha poco a che fare con questi due artisti di inizio anni ’90, la sua musica è fatta di un sacco di citazioni. Se Rodeo suonava come un ringraziamento di Travi$ nei confronti dell’aiuto che Kanye gli ha dato, Birds In The Trap Sing McKnight è il suo personale tributo all’altra sua grande fonte di ispirazione: Kid Cudi. In quanto sonorità l’album è molto simile al lavoro precedente, quasi come se fosse collegato. La differenza sostanziale sta nell’impronta che viene data ai due lavori :Rodeo era una sorta di racconto narrato da T.I. in cui Travi$ raccontava del rapporto coi genitori, come se dovesse ancora cominciare a crescere, mentre BITTSM non ha bisogno di una voce narrante ed è molto più incentrato sul contorto rapporto con la città, la droga e le donne (che quando si cresce in un modo tormentato sono la preoccupazione principale, soppiantando quello che è il rapporto coi genitori).

I singoli che hanno anticipato l’album sono stati “Wonderful” con The Weeknd (i due hanno un buon rapporto) e “Pick Up The Phone” con Young Thug (altro grande amico di La Flame) e Quavo dei Migos. “Wonderful”  è stato addirittura pubblicato il 31 dicembre dell’anno scorso, mentre “PUTP”è stato il singolo che ha contribuito maggiormente a creare l’hype per l’album, ed è uscito il 3 giugno di quest’anno. L’album è stato pubblicato il 2 settembre in esclusiva su Apple Music, e vede collaborazioni e produzioni di alto profilo: per quanto riguarda i vocals, La Flame ha chiamato anche personaggi come Andrè 3000, il suo idolo Kid Cudi, Kendrick Lamar, Bryson Tiller, Swizz Beatz e 21 Savage per citarne alcuni; per le produzioni abbiamo nomi come Cardo, Mike Dean, Vinylz, WondaGurl, Cashmere Cat, TM88, Frank Dukes e Boi-1da.

In conclusione possiamo dire che stiamo parlando un lavoro più che buono. Segue perfettamente la linea dettata dall’album precedente. Travi$ non è certamente il liricista che è Kendrick Lamar oppure Eminem, di incredibile lui ha però il lavoro che fa sulla musicalità delle parole: dopo aver convissuto con Synth e altri strumenti elettronici che servono per distorcere il suono nei suoi lavori precedenti, sembra addirittura che non abbia nemmeno bisogno del flow. Come ho già detto in precedenza, la sua musica è una continua citazione, che si tratti della sua vita, dei suoi artisti preferiti o della sua città, ed è dannatamente bravo nel farlo. L’unica cosa che potrebbe aver sbagliato è l’annuncio in largo anticipo del terzo studio album, perché dopo che gli ascoltatori si saranno letteralmente mangiati questo album di sicuro avranno di nuovo fame, sapendo che ci sono altri lavori in corso. Chissà magari “Astroworld” è già finito. Nel frattempo meglio saziarsi con “Birds In The Trap Sing McKnight”.

About Fabio Baratella

Proveniente dalla provincia di Milano, sono un fan di Mortal Kombat, di Frank Miller, degli Sport Motoristici e del Giappone.

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