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[Recensione] Isaiah Rashad – The Sun’s Tirade

isaiah-rashad-sun-tirade-album-streamArtista: Isaiah Rashad
Titolo: The Sun’s Tirade
Etichetta: Top Dawg
Anno: 2016

Isaiah Rashad McClain, segnatevi questo nome. L’hip hop è in mani sicure, e il ragazzo ci sa fare. Per farvi capire chi è (per chi ancora non lo sapesse) vi farò una breve introduzione: classe 1991, nato a Chattanooga (Tennesee), influenzato da artisti come Too $hort, Scarface e Outkast, incomincia a rappare già in età da elementari. Alle superiori i suoi amici lo registravano con i loro computer portatili, poi, appena ebbe la possibilità di registrare in studio, si fece notare da Juicy J e Smoke DZA, a cui in seguito aprirà i rispettivi tour nel 2012. Nel 2013 firmò per Top Dawg, nel 2014 pubblicò il fortunato EP Cilvia Demo e aprì i tour di  ScHoolboy Q e Jay Rock. È dall’anno scorso che lavora al suo album di debutto ed il 1 settembre scorso ha pubblicato The Sun’s Tirade.

L’album era molto atteso perché Isaiah ha uno dei flow più freschi, innovativi e coinvolgenti, e mette d’accordo sia gli avanguardisti che i puristi, a differenza di un sacco di altri artisti che hanno molto più pubblico, ma fanno storcere il naso a diversi amanti dell’old school. L’influenza di Kendrick Lamar si sente eccome, il blues e il boom bap si fondono con leggiadria, ma ciò che differenzia maggiormente questo suo primo album da Cilvia Demo è una maggiore consapevolezza dei propri mezzi. E non lo diciamo tanto per dire: nei suoi testi, un po’ meno innocenti dell’EP precedente, è presente il sunto di quello che ha vissuto in tour. Lui stesso spiega a Pidgeons & Planes:

“In tour avevo una seria dipendenza da Xanax e alcol. Mi stavo fottendo, mi stavo fottendo di brutto. Ho rischiato 3 volte di farmi cacciare dalla TDE. Avevo accesso a stronzate che prima non avevo, della serie che mi alzavo la mattina e la mia prima preoccupazione era l’alcol.”

Lui stesso parla di questa sua pericolosa dipendenza nella tracce “Dressed Like Rappers” e “Tity & Dolla” per fare qualche esempio. Altri temi trattati dal giovane artista proveniente dal Tennessee sono: la solitudine, il successo, relazione con le donne e la relazione con la famiglia. L’altra differenza col precedente lavoro è una struttura più solida delle tracce, con introduzione, svolgimento e outro, tutte collegate tra loro in maniera più concreta.

Dal punto di vista delle collaborazioni, nell’album sono presenti elementi vocali dei compagni di label Kendrick Lamar, Jay Rock e SZA, Syd Tha Kyd dei The Internet, Hugh Augustine, SiR, Zacari, Deacon Blues e Kari Faux. Per quanto riguarda le produzioni è stato molto fantasioso nel scegliere i propri collaboratori: da The Antydote (che ha lavorato con Kendrick Lamar in “TPAB”) al celebre Mike Will Made It, da Dave Free dei Digi+Phonics che è uno dei produttori del team TDE a Steve Lacy dei The Internet, per citare i più noti.

Alla fine The Sun’s Tirade è un album cinico. Il nome stesso indica qualcosa contro cui puoi inveire, ma non fermare: “Tirade” è il termine utilizzato per indicare le filippiche, ovvero delle orazioni argomentate da Demostene che si pronunciò contro le mire espansionistiche di Re Filippo II di Atene, orazioni risultate poi inutili. Il sole non si può fermare, e certe cose non si possono evitare, come ad esempio il fatto che grazie al successo si ottiene qualcosa che prima si sarebbe solo sognato. Il messaggio è molto profondo e l’artista è molto più saggio di quello che può sembrare. Non gli si darebbe giustizia a chiamarlo “il nuovo Kendrick Lamar” nonostante la grande influenza, anche perché Isaiah Rashad è capace di istruire e divertire a modo suo, come pochi sanno fare, e questo bisogna rendergliene atto.

About Fabio Baratella

Proveniente dalla provincia di Milano, sono un fan di Mortal Kombat, di Frank Miller, degli Sport Motoristici e del Giappone.

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