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20 anni di leggenda: leggi l’intervista agli Alien Army

Alien Army Quatro TurboLa copertina di Quattro Turbo – Il nuovo album degli Alien Army

Se segui l’hip hop non puoi non conoscere gli Alien Army, la crew di DJs più importante in Italia che quest’anno compie 20 anni.
La DJ Band nel corso degli anni ha cambiato spesso formazione, attualmente i suoi componenti sono Skizo, John Type, Mandrayq, SimoG, 5L, Fakser, Chryverde e da poco è fuori il loro nuovo album Quattro Turbo, un disco molto sofisticato con al suo interno 14 tracce.
Abbiamo avuto l’occasione di entrare in contatto con gli Alien Army e abbiamo parlato del loro nuovo album, di come si gestisce un gruppo con così tanti componenti e del momento che sta vivendo l’hip hop in Italia.
Leggi l’intervista qui sotto.


Il disco degli Alien Army inizia così

RapBurger) Il nome Alien Army è un’istituzione per la scena hip hop italiana e non solo. Dal 1996 ad oggi avete sempre continuato ad innovare e proporre musica di un certo livello. Qual è il vostro segreto?

Alien Army) Siamo nati come una DJ Band e da allora abbiamo evoluto il nostro stile attraverso generazioni diverse e ovviamente il nostro stile si è sviluppato anno dopo anno, mantenendo comunque l’imprint iniziale. Alien Army da sempre è stato aperto a sperimentazioni e ricerche sonore, pensiamo questo sia il segreto della longevità del Gruppo che non ha mai smesso di operare sui giradischi ed in produzione dal giorno uno, cercando di coinvolgere gente nuova al suo interno. Ne è la dimostrazione lampante l’enorme numero di DJs che hanno fatto parte del gruppo e con i quali abbiamo avuto la fortuna di fare assieme dei percorsi che hanno reso storico questo ensemble.
La formazione attuale è la seguente: Skizo, John Type, Mandrayq, SimoG, 5L, Fakser, Chryverde, un ottimo gruppo di Produttori, DJs, Remixer e Creativi. Abbiamo avuto negli anni riconoscimenti da Capi Storici del movimento che tra l’altro a diverse riprese hanno collaborato anche in alcune nostre tracce e continuiamo lo studio ininterrottamente sul nostro strumento.
Essere come dici tu una “Istituzione” fa gravare sulle nostre spalle una grossa responsabilità verso le nuove e vecchie generazioni di DJs e sopratutto verso chi ci sostiene musicalmente. Cerchiamo ogni giorno di portare avanti lo stile italiano del giradischi con onore e speriamo di essere un valido esempio per chi approcia lo strumento oggi.

Molte canzoni dell’album sarebbero adattissime per sentirci del rap sopra, a cosa è dovuta la scelta di ridurre i contributi al microfono al minimo? E’ per dare maggiore risalto alla parte dello scratch?

Molte nostre produzioni hanno il suono giusto per altre collaborazioni, in questo nuovo disco lo abbiamo dimostrato con “Drippin” con Dre Love e “The Rain” con Nasia Alzhanova, due song molto diverse tra loro ma che danno l’idea di come si può spaziare con la nostra musica. Ovviamente lo Scratch è la nostra arma di espressione ma questo non deve limitare a ghettizzare il suono al solo virtuosismo. Posso vedere nel nostro futuro collaborazioni a 360 gradi con chiunque abbia il talento per star assieme a noi. La sperimentazione è l’anima del giradischi, se fosse mancata quella il giradischi sarebbe ancora un soprammobile impolverato in casa, dunque non scartiamo nessuna ipotesi per il futuro .


La traccia con Dre Love

Qual è la formula che permette a 7 DJs, ognuno eclettico e con un suo stile particolare, di realizzare un album che suoni omogeneo dall’inizio alla fine? C’è stata una direzione artistica precisa?

L’approcio di produzione in Quattro è stato produrre in studi diversi e poi ogni song veniva in seguito ottimizzata e in alcuni casi anche remixata. Il processo produttivo è lungo ed elaborato ma i risultati sono alti, il nostro suono è migliorato nettamente dal primo disco ora abbiamo un’esperienza di studio di anni. C’è un sottile filo conduttore in tutto quello che facciamo ovviamente ogni volta che ci sediamo a comporre per AA la mente si setta in un modo totalmente diverso che per altre produzioni. Lo stile e approccio rimane inalterato ma il suond Alieno esce automaticamente dalla prima nota. Ogni song ha un suo viaggio particolare con una sua visione molto definita, riusciamo ad avere un nostro sound d’insieme, pur avendo idee completamente diverse in produzione. Anche la strumentazione che usiamo varia da traccia a traccia.

Come avete lavorato a questo album? Le produzioni e gli Scratch sono stati partoriti nello stesso ambiente quando eravate insieme o avete fatto tutto ognuno per conto proprio per poi confrontarsi con il resto della crew in un secondo momento?

Per questo disco la produzione è stata fatta in studio da ogni singolo produttore che ha poi spedito tutte le parti con delle indicazioni sull’esecuzione e l’intenzione ritmica della song. Ovviamente ci sono stati episodi dove eravamo tutti assieme in studio per programmare una specifica cosa. Internet dà sicuramente un grosso aiuto di questi tempi e non sfruttarlo sarebbe folle. Certo conserviamo anche la magia delle session tutti assieme dove il livello di follia sale a livelli competitivi. Nasciamo tutti come Bedroom DJs e ogni tanto trovarsi come ai vecchi tempi per un sano confronto porta a risultati inaspettati.

Le canzoni di Quattro sono state pensate anche in funzione di quello che sarà il vostro show dal vivo?

Da sempre noi abbiamo cercato di eseguire la nostra musica nei live fedelmente il più possibile all’originale, esser una Band significa anche questo. Ogni song ha un suo KIT delle parti e un ensemble di esecutori. La maniera in cui proviamo con successo anche a distanza di centinaia di chilometri rimane un nostro segreto… In un Live cerchiamo di comunicare il più possibile, iniziando dai visual, alle composizioni personali (routines) per finire alle esecuzioni dei brani del disco attraverso un display tecnico frutto di anni di lavoro.

Alien Army quattro turboIl CD di Quattro Turbo

A proposito come si fanno a coordinare così tanti DJ su un unico palco? E’ un live diverso rispetto ai precedenti show targati Alien Army?

Coordinare Alien Army non è proprio una cosa facile quando si tratta di gente di spirito libero, alta inventiva e follia elevata, bisogna lasciare ad ognuno il suo spazio e il suo momento top dove riesci a regalare in pochi attimi tutto lo studio che c’è dietro quella esecuzione. Quando si tratta di esecuzioni di song vere e proprie invece zero casualità, zero improvvisazione se non richiesta dal brano stesso. Dietro alla esecuzione pulita ed efficace di un brano ci sta lo STUDIO. Per Quattro Turbo stiamo cercando di organizzare live diversi a seconda delle occasioni live che ci vengon chiesti, siamo modulari e ognuno di noi è in grado di eseguire parti di altri .

Sono passati 20 anni dalla nascita degli Alien Army, avete in mente qualcosa per celebrare questo ventennale?

Stiamo pensando a qualcosa di Storico, per intanto Quattro Turbo segna sicuramente il passo del gruppo attraverso questi 20 anni di suono alieno, ma come puoi notare siamo iper produttivi e pronti più che mai a sfornare musica di qualità e a settare ogni volta un nuovo livello sui giradischi.

Domanda per DJ Skizo: come vedi il momento del Turntablism oggi in Italia? E l’Hip Hop in generale?

DJ Skizo) Sono appena tornato dal World DMC e posso dirti che il Turntablism è super attivo in tutto il mondo. Un sacco di case di produzione stanno investendo soldi per produrre nuove apparecchiature ispirate o disegnate direttamente da DJ per DJ come è successo con la Mixars, ditta italiana che ha sviluppato assieme a Mandrayq, 2 Mixer ed un giradischi, immettendoli sul mercato e presentandoli nelle più grandi fiere mondiali con estremo successo ed ottimo feedback nel mondo del turntablism mondiale. Il DVS e il mondo del Turntablism stanno viaggiando alla grande ed i DJs sempre di più sono gli sviluppatori di questa nuova era… Non me ne vogliano i DJ chiamamoli “tradizionali”… Ma gli strumenti che avete in mano oggi, nascono grazie alle nostre “esigenze” e sopratutto al nostro studio. Altra nota interessante è che è stato creato il primo sito di Turntablism italiano che racchiude i risultati e la storia della scuola italiana dagli anni ’80 ad oggi: www.scratchitalia.com

Per la questione Hip Hop in generale, sta attraversando un periodo di transizione. In Italia c’è un momento di grande stallo e solo quando ognuno prenderà la sua strada senza troppi rimpianti avremo un poco di luce. Mi spiego meglio, è arrivato il tempo che gli artisti prendano coscienza del loro suono e se il loro modo ed il loro suono non ha più un senso con il mondo dell’HIP HOP… allora che lo lascino libero di vivere la sua storia e smettano di succhiargli energia. Prendano altre strade, trovare un’etichetta, uno stile o un nome non è difficile, la storia ne è piena. Continuare questa convivenza mi sembra una follia per entrambe le parti e forse chi ne esce più malconcio e senza dignità al momento è l’HIP HOP stesso e i suoi Artisti. Ad ognuno il suo in Pace, questo un poco per tutte le forme che contraddistinguono la nostra Storia, per una volta realmente la Formula è Levare, non Aggiungere. Serve grande Autocritica per fare questo.

Cosa avete in mente per il futuro?

Alien Army) Alien Army continuare a fare Musica, innovare in produzione e cercare di uscire prima possibile con progetti singoli di ognuno di noi per allargare la nostra Fan Base che ringraziamo dal giorno uno per sostenerci sempre in tutte le nostre scelte musicali.
Colgo occasione per regalarvi oggi una traccia inedita e realizzata appositamente per questa intervista così su due piedi con la spontaneità che ci contraddistingue.

“The Original Humanoid” featuring Simo G, Skizo, 5L, Fakser ( Produzione Skizo) Enjoy it! It’s an Original Alien Sound .

About Koki

Amo l'hip hop, il vino rosso, disegnare chiese e vincere. Il mio vero nome è Jorge ma nessuno lo sa pronunciare.

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