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DJ Skizo: “Spero in un nuovo super eroe dell’hip hop” – L’intervista

DJ Skizo Mix

Dai Radical Stuff ad oggi, DJ Skizo è stato e continua a essere la storia dell’Hip Hop in Italia, uno che questa cultura l’ha vissuta sulla propria pelle dal 1984, anno in cui io non ero neanche nato. Producer, DJ e figura carismatica della scena italiana, questi ultimi mesi sono stati ricchi di impegni per lui, tra la finale del DMC italiano che si è tenuta a BOOST016, l’uscita del disco della sua crew Alien Army (leggi qui l’intervista) e la pubblicazine del suo nuovo album da solista: “Disposto A Volare”. Abbiamo avuto modo di intervistarlo per parlare appunto del suo ultimo lavoro e ne abbiamo approfittato anche per fare chiarezza sul momento che l’hip hop sta passando in Italia in un periodo in cui regna la confusione.
Buona lettura.

RapBurger) Tu hai visto nascere l’Hip Hop in Italia e hai vissuto tutti i periodi che questa cultura ha passato in questi anni. Oggi sta andando così male come dicono?

DJ Skizo) Difficile darti una risposta precisa. Io ho attraversato, tenendo una mia dignità musicale, parecchie generazioni, dirti ora che tutta va bene sarebbe una grandiosa bugia. D’altronde anche dirti che tutto va male sarebbe un poco negare l’evidenza di un’attenzione verso un tipo di cultura.
Come già da me espresso parecchie volte, io sento sempre più l’esigenza che il movimento si stacchi totalmente da chi non lo rappresenta e da chi non lo rispetta. Nessuno vuole o obbliga nessuno a regole integraliste ma questa convivenza appare ridicola. Da una parte un grande numero di persone che hanno a cuore la musica intesa come cultura e stile e che hanno fatto un certo tipo di percorso si sentono giustamente offese di vedere l’HIP HOP accostato a fatti e cose che non li rappresentano. Dall’ altra parte c’è una generazione nuova cresciuta in maniera “avulsa” dalla storicità del movimento che giustamente partono dal loro giorno 1 e pretendono una collocazione all’interno di una storia che aimè NON è loro, o quantomeno non è la loro storia.
Poi esistono i Media e le Label che di riscontro vivono da sciacalli su questa diaspora a volte fomentando uno scontro generazionale insulso e contro-produttivo.
La fuori c’è gente giovane che studia la storia progredisce e dà un apporto sano a questa Cultura, ne sono state dimostrazioni i vari Be There or Be Square con affluenze di giovanissimi che venivano a cercare di capire la nostra storia nella sua integrità, senza soffermarsi sulla bufala televisiva o radio/cacofonica.
La Ricetta: ognuno libero di vivere la sua realtà… ma non confondiamo la Merda con la Cioccolata.
Abbiamo ancora la possibilità di scegliere e differenziarci… Facciamolo e smettiamo di relazionare ogni nostra azione alla possibilità di monetizzarla o di costruirci sopra un “artista”… Creiamo più musica e meno artisti.
Parlando con un amico del settore discutevo sul fatto che di questi giorni per lavorare nel nostro campo, devi avere una faccia ed un vestito per ogni occasione. Ecco io rifuggo questo tipo di idea, l’Hip Hop è energia positiva, esplosiva che si rigenera grazie alla Verità non alle paraculate.

E’ la prima volta che sento parlare di Nasia Alzhanova, devo dire che la sua voce si sposa alla perfezione con la morbidezza delle strumentali dove compare. Come hai scoperto quest’artista?

Ero in una sala prove e stavo stendendo una song del nuovo disco, l’avevo notata nei giorni precedenti, era sempre indaffarata a riprodurre standard jazz, capivo che la cosa non era il suo sogno e quando mi chiese se poteva cantare “liberamente” su una mia canzone capii che potevo realizzare un suo sogno. La portai a casa e timidamente mi chiese comunque… come vuoi che canto? Io risposi divertiti fai quello che ti piace, così nacque la nostra prima collaborazione. Finito il suo triennio di studi è ritornata in Kazakistan ed ora è una stella e suona praticamente ogni giorno. A volte basta poco per far spiegare le ali alla gente.

Come sono nate le collaborazioni in generale? Ci sono artisti che per un motivo o un altro non sei riuscito ad inserire all’interno del disco?

Ovviamente quando fai un disco sei sempre alla ricerca delle persone che possano completare il tuo suono in maniera ottimale, cerchi le persone adatte per la tua visione. Io non sono uno che ci mette anni per realizzare un progetto dunque chi è con me sulla barca in quel momento è il benvenuto. Per chi non sale sul treno questa volta, ci sarà sicuramente la prossima. Nello stilare la lista delle collaborazioni c’è stato al primo posto il fattore amicizia e voglia di collaborare, ho scelto le persone più umanamente che artisticamente sicuro di fare cosa buona. L’importante è dare un’imprint omogeneo al disco e far sì che il discorso musicale fili liscio e che ogni interprete della mia musica riesca a dare ed esprimere il massimo

L’intro si apre con dei sample di DJ Gruff e dei Cammelli, come mai non sono presenti in “Disposto a Volare”?

Gruff sta uscendo con un suo disco personale dove ho prodotto una song e anche i Cammelli stanno preparando materiale nuovo inedito. Abbiamo preferito non saturare troppo e lasciare i progetti separati. Con Gruff ho un rapporto amicizia/lavoro che ci lega da anni e abbiamo stabilito un solido legame, posso comunicarvi che a breve inizieremo un lavoro di remix di parecchi suoi brani.

Ho letto un po’ la storia che c’è dietro questo disco… sembra che dietro ogni brano si nasconda un’avventura di cui parlare per ore. Qual è il ricordo a cui sei più legato?

Io compongo canzoni per dire e comunicar qualcosa. Se ascolti la mia musica e sopratutto i miei lavori strumentali puoi sentire il messaggio chiaro e limpido. Effettivamente ogni canzone ha una sua storia o quantomeno racconta in musica l’emozione del testo che mi viene proposto.Alterno periodi di iper produttività a periodi di ricerca del suono e stasi. Poi arriva l’evento X e scatta la molla che fa convertire i pensieri in musica. Esistono poi le cose che partorisco “On the Road”, ovvero quando sono in giro nascono collaborazioni musicali improvvise che poi conservo in attesa di dargli una collocazione. Posseggo centinaia di canzoni che miglioro e affino in attesa della loro collocazione  ottimale.
Il ricordo più’ bello di DAV è forse il giorno in cui registrammo “Combo Style”con Bruno Briscik e “Segui Il Ritmo” con Lugi, eravamo ancora in una cantinetta maleodorante con mille fili e mille problemi… Anni fa… Ecco quelle sono le collaborazioni magiche che rimangono nel cuore, il resto del disco è stato registrato e composto nel mio studio di Milano che è un po’ considerato un piccolo santuario Hip Hop.

Sono anni in cui le produzioni in generale suonano molto aggressive, invasive e caotiche, invece “Disposto A Volare” suona come un album molto calmo, riflessivo. I riverberi e gli echi mi danno l’idea di qualcosa di zen, a cosa è dovuta questa scelta?

Non è un segreto ormai il mio essere legato a doppio filo con le Arti Marziali e tutta la filosofia che ne segue e forse questo legame rispecchia un poco il mio mood musicale. Il riverbero e l’eco hanno sempre contraddistinto le mie produzioni, chi conosce il mio stile sa che non non ho mai copiato nessuno ne ho mai trovato ispirazioni in altri, ho sempre e solo cercato Motivazioni. Ritengo che fare cose dignitose, potenti e con dietro una ricerca stilistico-creativa sia la giusta strada per lasciare un’impronta ad altri da seguire. “Disposto A Volare” è un poco una dichiarazione di intenti e se anche tu hai o senti un poco la predisposizione a volare allora il mio suono è anche il tuo.

Ho sempre pensato che per un produttore “parlare” in un album con tanti rapper che dicono la loro, sia molto difficile. Qual è il messaggio che vuoi che passi da “Disposto A Volare”? C’è una canzone che pensi riporti quello che è il tuo pensiero in maniera più fedele?

Penso che ”Love Thing” con Nasia Alzhanova sia la riproduzione fedele del mio suono. Esser disposti a volare signica esser disposti a cadere e lei è un’artista disposta a mettersi in gioco realmente. Ho fatto questa composizione in collaborazione con Paolo Swift, un grande ballerino di Ancona e Dominique Rossi, docente pianista della Sorbona di Parigi. L’ho realizzata in Italia e mixata in Brasile… Anche il trip del pezzo è un poco la mia visione di musica.

L’album è molto onirico come mood e una volta finito si ha la sensazione di svegliarsi da un sogno. Parlando di sogni, come ti piacerebbe vedere questa scena Hip Hop in Italia nei prossimi anni?

Ogni giorno mi sveglio sperando in un nuovo super eroe dell’Hip Hop, qualcuno di magico che possa portare questa arte un poco più distante dalla mediocrità. So che c’è in una strada o in una stanzetta il nuovo mostro che si sta preparando per elevare e portare il livello da un’altra parte, rendendo impossibile il gesto comune di rendere ovvia, normale e banale questa grande esperienza che ci è stata consegnata da altri per esser migliorata perfezionata ed elevata. Nell’attesa rimango in constante “Looking for the Perfect beat”.

DJ Skizo 1

Un saluto circolare a tutti quelli che da anni mi “sopportano” e supportano.
We don’t stop .

About Koki

Amo l'hip hop, il vino rosso, disegnare chiese e vincere. Il mio vero nome è Jorge ma nessuno lo sa pronunciare.

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