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Rap Italiano, è ora che ti levi da YouTube

rap italiano youtube

La Canon 5D è stata la più grande innovazione per il rap italiano degli ultimi anni. Vengo da un’era dove per fare un videoclip ci volevano 15 milioni di lire (7.500€ circa); poi arrivò questa macchina fotografica dal costo abbordabile, a cui potevi mettere le ottiche professionali (prima potevano farlo solo le telecamere di altissima gamma) in grado di girare fino a 30 secondi di filmato . Pochi collegano le due cose; ma proprio nel momento in cui è arrivata questa innovazione tecnica il rap italiano è riesploso. Piccole crew, piccole realtà locali, giovani talenti potevano finalmente farsi vedere con i cachet di un paio di serate ed arrivare a tutta l’Italia grazie a, beh, grazie a YouTube.


“Prima della 5D, prima delle TV HD”

Facciamo una premessa doverosa; YouTube è di fatto una piattaforma di streaming, ma, come una regione a statuto speciale, vige di una legislatura leggermente diversa rispetto a quella a cui sono soggiogati gli altri. Essendo infatti aperta agli utenti (tutti possono caricare video) paga molto meno i proprietari di contenuti ed ogni play vale poco e niente in termini di classifica ufficiale: da anni c’è un braccio di ferro fra i g della grande G e le case discografiche, ma ad oggi la situazione rimane irrisolta.

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Il rap italiano, come il resto del mondo, ha deciso di abbracciare questa piattaforma, nonostante i difetti, educando il suo pubblico a seguirlo lì, ma mentre gli altri piano piano l’hanno abbandonato in Italia i grandi numeri della musica passano ancora da lì. Pensateci, tutti i più grandi progetti musicali a livello mondiale degli ultimi tempi non sono passati da Youtube: The Life Of Pablo (Tidal), Lemonade (Tidal), Views (Apple Music), Blonde (Apple Music).
Qui tutti i progetti musicali più importanti passano dal tubo, non c’è artista rap italiano che non annunci ogni nuovo progetto con un bel videoclip caricato sul suo canale ufficiale (a volte passando da Vevo, ma poco importa) ed alla lunga questa cosa ha danneggiato la scena.

Forse l’avevate capito, sto parlando di Ghali; la sua mossa, coraggiosa e visionaria, di mettere “Ninna Nanna” in esclusiva streaming ha creato un terremoto nella discografia letteralmente distruggendo la concorrenza, Vasco e Mengoni, quest’ultimo l’artista Italiano che ha venduto di più negli ultimi 3 anni. Finalmente, grazie a Spotify, la quantità di persone che amano ed ascoltano la sua musica erano certificate, non erano più cifre su un counter ma valevano effettivamente come vendite che adesso è dura ignorare.
Non facciamoci illusioni, tutta la discografia italiana insegue Ghali da mesi, si sapeva che era il nuovo Salmo (inteso come fenomeno urban in grado di catturare il grande pubblico), ma in pochi avevano previsto un exploit di questo livello, pochi pensavano che avrebbe potuto battere il progetto più mainstream e naz pop che c’è nel belpaese.

E allora emancipiamoci da YouTube; facciamo arrivare il videoclip dopo, se proprio serve, usiamo le playlist e le esclusive per dimostrare che questo genere ha ancora i muscoli e può rivaleggiare con i nomi più importanti della discografia italiana e che ignorarlo è a vostro rischio e pericolo. Battiamoli sul loro terreno; quando la top 10 FIMI sarà piena di singoli rap (o trap o come preferite voi) sarà dura per i programmatori radiofonici dire “ma questa roba piace solo a pochi!”. La Dark Polo, Enzo Dong, Vegas Jones potrebbero avere i numeri oggi per battere Ligabue in classifica, se non decidessero di sprecarli tutti sul tubo. Chissenefrega, potrete dire, tanto i ragazzi li seguono uguale; sì ma è ora di dimostrare che il rap italiano non è una forza contro la discografia ufficiale, ne è parte e va trattata come tale. Brand, giornali, radio, tv, organizzatori trattano il talento italiano con estrema sufficienza; vogliono che si pieghino al ritornellino pop, alla bella faccia in copertina, ma “Ninna Nanna” funziona per altri motivi ed è il singolo più ascoltato in Italia.

Schermata 2016-10-24 alle 15.02.30Top 5 Digital – FIMI

About Oliver Dawson

Conduttore di Hip-Hopera sull'ormai defunta Hitchannel, autore di The Flow, ho collaborato con Groove Magazine e Beat Mag: seguo da vicino il rap italiano da più di 10 anni e mi piace ancora tanto.

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