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Dutch Nazari si racconta traccia per traccia

Dutch Nazari

di Giorgio Quadrani

Rispolveriamo la nostra storica rubrica track-by-track “Morsi Contati” per farci raccontare direttamente da Dutch Nazari il suo ultimo EP Fino A Qui, uscito a luglio per Giada Mesi.
Un piccolo viaggio tra le sei tracce che compongono il progetto, tra aneddoti e curiosità, in attesa di ascoltare il suo prossimo album atteso per l’inizio del 2017.
Il nuovo disco vedrà la direzione artistica di Sick & Simpliciter, da sempre produttore di fiducia del rapper di Padova.
Ah, in questi mesi girano l’Italia con lo show “Fino A Lì”.
Lanciate uno sguardo sulla pagina Facebook di Dutch per scoprire se sono di passaggio anche dalle vostre parti.

#01 – FINO A QUI (FEAT. WILLIE PEYOTE)
Dutch) Questa traccia nasce da un’idea di Willie Peyote che aveva già scritto una strofa e ritornello. È un chiaro riferimento al film L’odio di Kassovitz, cult assoluto per chi è cresciuto a stretto contatto con la cultura hip hop. Quindi, sia il titolo che il ritornello sono citazioni tratte dal film, che inizia con “questa è la storia di un uomo che cade dall’ultimo piano e, di piano in piano, si ripete per farsi coraggio ‘fino a qui tutto bene’…” e poi conclude con “l’importante non è la caduta ma l’atterraggio“. Willie ha deciso di mandarmi questo input in un periodo in cui aveva appena mollato un lavoro che detestava, per dedicare così tutto se stesso alla musica: ecco, una scelta del genere dall’italiano medio o dalla stragrande maggioranza delle persone può essere vista come un imprudente salto nel vuoto. Ho intravisto la chiave di quello che lui voleva comunicare proprio nella frase “e non importa se ciò che conta è l’atterraggio, a ‘sto giro ho deciso che mi vivo la caduta come fosse un viaggio“, e ho sviluppato la mia parte partendo da questo concetto.

 #02 – NEAR VENICE
È una notizia di ieri che il numero degli italiani all’estero ha superato il numero degli stranieri in Italia. È una cosa molto attuale, anche se non mi riferisco a quell’attualità che si legge sui giornali o si sente ai TG, ma proprio ai tuoi dieci amici più cari di cui, molto probabilmente, cinque ora sono all’estero.
Riguarda soprattutto chi si specializza in una materia, evidenziando così una delle più grandi contraddizioni del nostro paese: l’Italia, dopo aver formato dei professionisti che sono tra i migliori al mondo, non ha la possibilità e le infrastrutture per dar loro un impiego.
La frase attorno alla quale ruota il brano è un domanda che si sente rivolgere chiunque venga dalle mie parti (Padova, ndr.) quando è all’estero, quando a farla è qualcuno che non conosce bene la nostra geografia: Padova? Near Venice (si ride, ndr.).

#03 – DA ABBINARE CON UN MONDO GRIGIO
È l’unico brano dei sei che, quando mi sono trovato a scriverlo, già sapevo di volerlo inserire in un futuro EP o, insomma, in una piccola raccolta di brani extra disco.
Stavo, tra l’altro, cercando di trovare una scusa per collaborare con The Essence, che seguivo da quel famoso “Smisurata preghiera” di Ghemon. Ho avuto però una prima occasione di collaborare con lei quando Blue Virus mi ha proposto di collaborare in un suo mixtape, passandomi un paio di beat di cui uno proprio suo. Da appreciator di The Essence, ho colto la palla al balzo e siamo poi entrati in contatto.
Qui, un topic definito del brano non c’è perché è la tipica canzone che “salta da una rima all’altra, come una rana salta da una riva all’altra“.
È più pezzo con un mood (malinconico ma con un sorriso) che con un argomento, non a caso il titolo che gli ho dato vuole essere un’istruzione per l’uso del brano.

#04 - INUTILI E BELLI REMIX
È un brano che avevo scritto un annetto fa circa su una produzione di Drops To Zero per la rubrica #dropstosundae dei ragazzi dell’RKH Studio, quindi Shade, Blue Virus, lo stesso Drops To Zero e così via, che sono sempre iper-produttivi e sul pezzo.
Ero molto affezionato a quel brano, tanto che mi sarebbe piaciuto che fosse presente anche in un futuro lavoro mio. Abbiamo fatto un prova di remix con Sick & Simpliciter che, a mio avviso, gli è riuscita molto bene perché questa strumentale rispecchia parecchio lo spirito della canzone.

#05 - LUCE CLANDESTINA
È una canzone con un tema molto classico, quello dell’amore verso la musica stessa. Di tutto l’EP, è quella che è stata scritta con la maggiore spontaneità, senza troppa programmazione o studio alle spalle. Avevo questa figata di strumentale di Freshbeat originariamente destinata al suo album da producer che poi, per una questione di tempi stretti, è rimasta fuori dal progetto.
La melodia già mi risuonava in testa e, allo studio Vandaland di Mekoslesh (dove passo gran parte delle mie giornate), l’abbiamo riascoltata e abbiamo chiuso il pezzo nell’arco delle ventiquattr’ore successive.

#06 – MICHEL
L’ultimo brano è “Michel” e, insomma, “quando ero ragazzo c’era un tipo giù da me, girava con me, stava in crew con me, spaccava col rap.” Ed è tutto vero. C’era questo ragazzo che si chiamava Michel, uno dei fondatori della crew Massima Tackenza, nonché un ragazzo di Padova con cui giravamo ed abbiamo iniziato a fare le canzoni quando avevamo dai sedici ai diciotto anni. È uno dei tanti amici di cui parlavo prima, che saltava da un contratto del cazzo all’altro, da un part-time al McDonalds al proporre contratti ai passanti nei centri commerciali. Un bel giorno ha deciso di fare un corso da croupier ed ora è a Londra a lavorare.
In questa canzone, mi sono immaginato un futuro di totale finzione narrativa in cui mi metto nei guai e, niente, evito di fare spoiler per chi dovesse ascoltare ora il brano! (ride, ndr.)

About Giorgio Quadrani

Inseguito dal diritto di giorno, rincorro il rap di notte. Amo ascoltare gente che blatera al ritmo di una base musicale, indagare su tutto ciò di inutile intorno a me e fare discorsi col senno di poi.

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