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L’elettronica malinconia di un 21enne: “Stoney” di Post Malone

Post-Malone-Stoney-album-coverArtista: Post Malone
Titolo: Stoney
Etichetta: Republic Records
Anno: 2016

Questo 2016 per Austin Post, noto al grande pubblico come Post Malone, ha il sapore di una grande soddisfazione, e l’uscita del suo primo studio album Stoney è il coronamento di essa. Dopo un 2015 in cui si è fatto trascinare dalla hit “White Iverson”, e che l’ha visto collaborare con artisti del calibro di Young Thug e 50 Cent, il 2016 doveva essere una sfida che Post doveva completare: all’inizio dell’anno è comparso nell’ultimo album di Kanye West, dopodiché ha pubblicato il mixtape August 26, lavoro ben fatto e molto apprezzato dal pubblico americano.

A tutto questo mancava un album ufficiale: August 26, oltre che il titolo del mixtape uscito ad aprile, era anche la data in cui Post Malone e il suo team avrebbero dovuto pubblicare Stoney, ma che per colpa di diversi problemi legati alla loro organizzazione hanno dovuto posticiparne l’uscita. Nel frattempo Post Malone ha anche aperto la tranche statunitense del Purpose World Tour di Justin Bieber, il che gli ha permesso di stringere un’amicizia col cantante canadese, preziosa in termini di pubblicità.

Ma parliamo dell’album: Stoney (nomignolo che lui stesso si affibbia per il fatto di essere quasi sempre fatto) è uscito il 9 dicembre scorso, e i singoli che hanno contribuito a promuoverlo sono i seguenti: “White Iverson”, uscito il 14 agosto del 2015, “Too Young” pubblicato il 9 ottobre dello stesso anno, “Go Flex” il 21 aprile 2016, e “Deja Vu” (singolo in collaborazione con JB) uscito l’8 settembre. Oltre all’apparizione del cantante canadese, nell’album troviamo anche le voci di Kehlani, Quavo e 2Chainz, artisti che hanno una forte impronta black per un artista che non si autodefinisce un rapper. Per quanto riguarda le produzioni i nomi sono molti e importanti: a differenza del mixtape, curato per la maggior parte dal suo team di fiducia FKI, nella tracklist di Stoney compaiono nomi come quelli di Dj Mustard, Metro Boomin, Pharrell Williams, Illangelo (stretto collaboratore di The Weeknd), Frank Dukes (produttore di Travis Scott e Future), Twice as Nice (duo che segue le produzioni di Rihanna) e Jahphet Landis (collaboratore di DRAM).

Il punto focale di Stoney è il Texas, luogo dove è cresciuto. Dallas e Houston non sono certo la città che hanno le stesse cose da dire di Los Angeles, New York o Atlanta, ma l’identità texana si sente forte nei testi, nei suoni e nelle relazioni raccontate da Post. Le relazioni, appunto, sono un altro punto fondamentale di questo album: si parte dal rapporto che Austin ha con il gentil sesso, raccontato in pezzi come “Deja Vu”, “No Option”, “I Fall Apart”, “Cold”, “Feel” e “Leave”, si continua col rapporto che ha col resto del mondo, descritto in “Congratulations”, “Yours Truly”, “Austin Post” e “Go Flex”, per finire con il rapporto con sé stesso, descritto in “Too Young” e “Feeling Whitney”. Le ultime due tracce citate sono state ispirate da due personaggi in particolare: “Too Young” è stata scritta subito dopo la morte di A$AP Yams e racconta di come Post vorrebbe godersi il successo, frutto del duro lavoro svolto, cosa che Yamborghini non è riuscito purtroppo a godersi a pieno. Mentre in “Feeling Whitney” Post si rivede in Whitney Houston, soprattutto per gli atteggiamenti autodistruttivi che ha verso sé stesso.

Stoney ha uno stile molto particolare: con un sound che si avvicina molte volte alla cultura country (che in Texas, dove Post Malone è cresciuto, sopravvive tuttora) e con testi moderni, cantati oppure rappati, Malone si assicura di non essere qualcosa di già sentito. Non ha certo la voce di Justin Timberlake o il flow di Kendrick Lamar, ma l’artista texano non ne fa uno svantaggio: suoni strumentali, elettronici e la sua voce rotta e malinconica si mischiano molto bene assieme, e riuscire a creare questa armonia a soli 21 anni non è da tutti. La sua inventiva è ben recepita dalla critica e grazie al suo talento ha poco da invidiare ad artisti già affermati.

About Fabio Baratella

Proveniente dalla provincia di Milano, sono un fan di Mortal Kombat, di Frank Miller, degli Sport Motoristici e del Giappone.

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