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[Recensione] Migos – Culture

Migos cultureArtista:  Migos
Titolo: Culture
Etichetta: Quality Control Music/ 300 Entertainment/ Atlantic
Anno: 2017

Non c’è alcun dubbio sul fatto che il 2017 si sia aperto nel segno del trio di Atlanta. Per quanto possano sembrare scanzonati, l’hype che si sono riusciti a costruire per l’uscita di questo album ha pochi precedenti, tanto da diventare i personaggi più discussi del momento. Non sono più i Migos del 2013, o forse sì? L’unica cosa certa è che si sono evoluti da Young Rich Niggas. La differenza di Culture si sente anche dal penultimo lavoro da loro pubblicato lo scorso anno, ovvero YRN 2 (Young Rich Niggas 2): i suoni, il flow e gli argomenti erano triti e ritriti, e non c’è una canzone che spicchi piuttosto che un’altra.

Culture è stato molto più curato dei lavori precedenti, sotto ogni punto di vista: basti pensare alla copertina curata dal nostro connazionale Moab che spezza lo stile solito delle loro cover, ad una pubblicità e una strategia commerciale di diversa portata, e da props provenienti dai personaggi più impensabili. Vi abbiamo già spiegato come è nata la copertina, ma il titolo ha una storia diversa: l’album doveva chiamarsi No Label 3, ma visto l’intervento dell’Atlantic Records (che è una label) hanno deciso di cambiarlo in Culture, perché (come spiega Dj Khaled nell’omonima prima traccia) rappresentano la cultura delle strade di Atlanta.

Inutile poi che vi stiamo a raccontare il successo di “Bad and Boujee”: la canzone è stata pubblicata il 28 ottobre 2016, prodotta da Metro Boomin, e con la partecipazione di Lil’ Uzi Vert. È stato il loro primo singolo in assoluto a raggiungere il traguardo del disco di platino, certificato dalla RIAA (Recording Industry Association of America). Oltre ciò hanno per la prima volta raggiunto la vetta della Billboard 100, e si sono esibiti per la prima volta in prima serata nel Jimmy Kimmel Show (che per un trio che tratta essenzialmente di “hoes”,”shooters” e “drugs” è un traguardo non indifferente).

Gli altri singoli che sono stati pubblicati prima dell’uscita di Culture sono stati “Call Casting” il 5 gennaio scorso e “T-Shirt” il giorno seguente.  In questo disco compaiono  DJ Khaled, Gucci Mane, 2 Chainz, Travis Scott e Lil Uzi Vert. Per quanto riguarda le produzioni il trio ha voluto andare sul sicuro: nei credits troviamo 808 mafia, Nard & B, Metro Boomin, Murda Beatz, Cardo e Zaytoven tra i nomi più altisonanti.

I temi trattati sono prettamente identici a quelli dei lavori precedenti: attività criminali, donne di facili costumi, droghe, armi e soldi. Oltre a ciò c’è anche la consapevolezza che lo stile e tutto ciò che stanno creando loro sia di una portata enorme, come viene spiegato in “Big On Big”. Basta pensare al Dab: mossa concepita da loro e da Metro Boomin, che in poco tempo è diventata virale in ogni angolo del mondo.

È interessante notare come solo in quest’album si possano contare all’incirca una settantina di ad-libs (Skrt!, Gang!, Splash!, Cookie!, Cash!, Dab!, e via via tutti gli altri…) quando di solito se ne utilizzano 2 o 3 al massimo. Come ben sappiamo loro non sono tipi da seguire canoni o standard, e non sarà certo questo l’album in cui incominceranno a farlo. Quando si prende il loro mood e si mette in play quest’album è difficile non incominciare a dabbare e ballare senza un domani. Hanno preso una direzione che in pochi, fino a poco tempo fa, si sarebbero sognati di prendere. Esagerare è sempre stata la parola d’ordine per qualsiasi forma d’arte proveniente dagli USA come ben sappiamo, e loro riescono a mantenere in pieno questo spirito. Oltre a rappresentare la loro “cultura”.

About Fabio Baratella

Proveniente dalla provincia di Milano, sono un fan di Mortal Kombat, di Frank Miller, degli Sport Motoristici e del Giappone.

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