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[Recensione] Big Sean – I Decided

Big-Sean-I-Decided-album-cover-artArtista: Big Sean
Titolo: I Decided
Etichetta: G.O.O.D. Music/ Def Jam Recordings
Anno: 2017

Vi abbiamo già spiegato l’effettiva produttività del rapper di Detroit, e per non smentirsi Big Sean ha pubblicato da poco il suo quarto lavoro ufficiale: “I Decided”. Si tratta del suo primo concept album solista: dopo “Dark Sky Paradise” uscito nel 2015 (primo suo lavoro ad essere stato certificato platino, e ad essere stato in vetta alla Billboard 200) e “TWENTY88” uscito l’anno scorso, (il joint project concepito assieme alla sua attuale fiamma Jehnè Aiko) Big Sean ha deciso di tagliare i contatti con il rapper che abbiamo conosciuto finora per raccontarci una storia che si basa sulla rinascita.

Partiamo dalla cover, ci sono due versioni di Big Sean: quella attuale sulla sinistra, e una versione di lui invecchiato sulla destra (interpretato dall’attore J.R. Starr). È una cover volutamente simbolica, lui stesso si mette di fronte a un bivio: la scelta è tra una vita superficiale e frivola, e una senza stimoli. Lo stesso Anderson, durante la puntata di Halloween del 2016 del “Tonight Show Starring Jimmy Fallon”, ha aggiunto un verso un più alla sua hit “Bounce Back”, che recita:

“I decided that counting money never feel as good as counting blessings… I decided for the first time in my life no second guessing. I decided in this moment and time right now who the best is. I’m the best.”

Al programma radio di Zane Lowe invece, ha spiegato il significato del titolo “I Decided”: “Significa un sacco di cose. È come se la vita è tutta incentrata sulle scelte che tu fai. Questo è quello che ho deciso. E questo è anche il motivo per cui ho deciso di smettere con determinato periodo della mia vita, è definitivo”. Ha inoltre citato Kanye West come ispirazione per quest’album: “Mi ha aiutato e insegnato a fare gli album”.

È un Big Sean più scocciato e burbero, alla ricerca di una profondità e di una serenità interiore, e già lo si capiva dai singoli rilasciati mesi fa: il 31 ottobre SeanDon ha pubblicato “No More Interviews”, traccia non contenuta nell’album, che parla della difficoltà nel conciliare la carriera artistica con la sfera privata. Lo stesso giorno ha anche pubblicato “Bounce Back”, brano coinvolgente (contenuto in “I Decided”) che racconta della voglia di Sean di reinventarsi. L’altro brano che è stato pubblicato e che ha incluso nell’album è “Moves”, il 22 dicembre 2016.

Durante l’attesa dell’uscita dell’album, qualcuno ha leakato su internet del materiale di Big Sean e Chance the Rapper, ovvero il pezzo “Living Single”, scartato da “Coloring Book” del rapper di Chicago e destinato a fare parte dell’album di SeanDon. Anche in questo caso Anderson si è mostrato molto rimostrante su Twitter, perché si trattava di un prodotto in fase di lavorazione che internet (o meglio chi l’ha leakato) ha rovinato. Il singolo è poi stato pubblicato ufficialmente il 19 dicembre, con la partecipazione del cantante Jeremih, ma non è stato aggiunto alla tracklist di “I Decided”.

“I Decided” comprende 14 brani, e sono presenti collaborazioni con Jeremih, Migos, Jehnè Aiko, The-Dream, l’emergente Starrah, il coro Gospel Flint Chozen di Detroit e Eminem. Eminem, appunto, una collaborazione così non può certo passare inosservata: “No Favors” è una traccia in cui si parla di essere arrivati a un punto tale della propria carriera da non dover chiedere favori a nessuno. Big Sean ha ringraziato il suo noto concittadino per aver accettato di aver fatto parte di questo suo lavoro, e Eminem non ha perso occasione di dire la sua in questo suo spazio offertogli: ha attaccato il modo di fare insensato di certe femministe accanite (l’attrice Jamie Lee Curtis e Fergie tra tutte) e il presidente Trump, continuando la critica di “Campaign Speech”.

Le produzioni sono state curate principalmente dal producer Amaire Johnson, che ha lavorato assieme a Sean e a Kanye West in modo da sviluppare meglio la storia e il concetto. Nei credits troviamo anche i nomi di Hitmaka, Metro Boomin, Dj Khalil, 808 mafia, Wondagurl, Dj Mustard, Travis Scott, Dj Dahi e Key Wane.

La storia che Big Sean ci vuole raccontare è un po’ complessa nella sua struttura: il punto focale è il fatto che lui vuole raccontarsi solo attraverso le sue canzoni, ed è questa l’unica cosa che lui vuole fare. Nell’input dell’album troviamo una voce di un Sean Anderson invecchiato (interpretato da J.R. Starr) il quale fa un esame di coscienza dopo una vita passata a fare lo stesso lavoro per 45 anni. È una riflessione sul fatto che se Big Sean non avesse fatto la scelta di diventare un rapper, avrebbe fatto quella fine. La rinascita (o la reincarnazione) parte dalla seconda traccia dell’album, dove ricorda eventi passati della sua vita: quando faceva freestyle in una radio locale di Detroit e quando non aveva soldi per poter fare nulla. Poi arrivano la fortuna, i soldi, la fama, gli atteggiamenti autodistruttivi e le relazioni burrascose. Tutto ciò può essere pericoloso, e arriva quel momento in cui devi decidere se vivere per lavorare o lavorare per vivere. È una decisione che non è mai facile da prendere, per  farlo Sean si affida al ricordo di quando era più piccolo e di quando sua madre si prendeva cura di lui. La decisione che alla fine decide di prendere è quella di dover migliorarsi ancora e dare il meglio di sé, perché nonostante il successo si trova ben lontano da ciò che sognava di essere tanto tempo fa.

Un concetto preso alla larga, che non è stato facile raccontare. Jay-Z ha apprezzato molto questo album, tanto da regalare ad Anderson una collana della Roc-A-Fella records, dicendo che se l’è meritata. Siamo d’accordo con HOV, perché trovare motivazioni, ispirazioni e reinventarsi in questo ambito è sempre una scommessa, e bisogna sempre prendere una decisione.

About Fabio Baratella

Proveniente dalla provincia di Milano, sono un fan di Mortal Kombat, di Frank Miller, degli Sport Motoristici e del Giappone.

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