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La Storia di Keith Cozart, noto come Chief Keef

Chief Keef

Ci sono molti personaggi discussi e controversi in ogni panorama musicale, specialmente in quello americano. Oggi vi racconteremo di un artista che nonostante la giovane età è già noto in tutto il mondo per le sue gesta non proprio ortodosse: ovvero Chief Keef.

Il suo nome è Keith Cozart, ed è nato il 15 agosto 1995 a Chicago. Quando lo partorì, sua madre aveva 16 anni, ed è stato chiamato Keith in memoria di un suo zio venuto a mancare. È cresciuto nel quartiere Washington Park, nella parte sud di Chicago. Ha incominciato giovanissimo a rappare, registrando le prime canzoni usando il Karaoke di sua madre e un mangianastri. A scuola non è stato esattamente uno studente modello e lasciò la Dyett High School a 15 anni.

Nel 2011 si fece notare a Chicago per i suoi tape “Glory Road” e “Bang”, e attirò l’attenzione anche dalla polizia per una sparatoria a bordo di una Pontiac. Keith finì agli arresti domiciliari a casa della nonna, per uso illecito di armi da fuoco. Ciò contribuì a renderlo popolare tra suoi ex-compagni di scuola e incominciò a pubblicare video su Youtube uno dopo l’altro. Questi video furono l’inizio del sottogenere hip hop più famoso di Chicago: ovvero il Drill. Il Drill è caratterizzato da testi che inneggiano alla violenza, da beat presi in prestito dalla musica Trap e da un flow che spesso chiude in levare. Riceve un sacco di attenzione quando pubblica “Back From the Dead” e i video di “Bang”, “3hunna” e “I Don’t Like”. L’ultimo pezzo in particolare cattura l’attenzione di uno dei più influenti artisti di Chicago, ovvero Kanye West, che deciderà durante il 2012 di pubblicare un Remix di “I Don’t Like” con lui stesso, Pusha T, Big Sean e Jadakiss nell’album “G.O.O.D. Music: Cruel Summer”.

Nonostante questa comparsa dell’album della G.O.O.D. Music, Chief Keef non firmò con l’allora presidente Kanye West, e questo fece scatenare una guerra tra label: la giovane età e l’influenza che Keith aveva tra i giovanissimi in quel periodo erano dei fattori che le etichette discografiche volevano dalla loro parte, a tutti i costi. Jeezy, con la sua CTE spinse molto per averlo tra i ranghi, ma Sosa aspettò il 2013 per far venire alla luce che ebbe un accordo con la Interscope, la quale gli permise di fondare un’etichetta a suo nome: la “Glory Boyz Entertainment”. Pensate: poter essere proprietari di una label a 18 anni.

Il contratto prevedeva 6 milioni di dollari per tre album, più un’opzione per il  4° valente 400.000 dollari. E comprendeva anche una clausola rescissoria nel caso “Finally Rich” (ovvero il suo album di debutto) avesse venduto meno di 250.00 copie. “Finally Rich” uscì a cavallo tra il 2102 e il 2013 e vide le collaborazioni di 50 Cent, Wiz Khalifa, Young Jeezy e Rick Ross.

Chief Keef divenne anche membro della Brick Squad di Gucci Mane, e apparve in “Hold My Liquor” pezzo dell’album “Yeezus” di Kanye West. E per quella strofa ricevette anche i complimenti da Lou Reed.

Dopo aver compiuto 18 anni fece uscire 2 mixtape: “Bang pt.2” e “Almighty Sosa”. Ma nessuno dei due mixtape ricevette alcun feedback positivo. “Colpa della mia dipendenza da Lean” si giustificò Cozart. E come se non bastasse, solo nel 2013 ebbe i seguenti problemi legali: violò per 4 volte i termini della libertà vigilata, venne citato in giudizio da parte della label per aver perso una data del tour a Londra, venne beccato per uso di sostanze stupefacenti in pubblico e per guida in stato di ebbrezza.

Per chi non lo sapesse, giusto per completare il quadro familiare/legale, a 16 anni Keef ebbe una figlia: Kayden Kozart.  Nel 2013 venne poi citato in tribunale da una ragazza per riconoscere la sua secondogenita, che riconobbe a 10 mesi dalla nascita. Nel 2014 diventò padre di Krue Karter Cozart e nel 2015 venne citato in tribunale di nuovo per un’altra paternità non riconosciuta. Che dire, ce ne vuole a 20 anni ad avere 4 figli.

Keef fece firmare alla fine del 2013 per la sua Label “Glory Boyz Entertainment”, i cugini Fredo Santana e Tadoe. Uno dei fratellastri di Cozart rimase vittima di una sparatoria in quel periodo e anche Big Glo, un altro suo cugino che aveva firmato per la Glory Boyz, morì nel 2014 sempre per una sua sparatoria a Chicago. Da quel momento Keef decise che era ora di crescere, e nel 2014 cambiò il nome della label in Glo Gang. Keef in quel periodo rivelò anche i mebri della nuova realtà: lui stesso, Tray Savage, Ballout, Capo, Tadoe e Justo.

Nel 2014 accadde  anche il conseguente licenziamento della Interscope di Keef a causa delle troppe controversie che il personaggio provocava. E di conseguenza è stato ritardato anche l’uscita di “Bang 3” che doveva essere pubblicato alla fine del 2013 come mixtape. Dopo tanti ritardi e posticipazioni alla fine Keef decise di pubblicare il lavoro tramite la sua etichetta e “Bang 3” uscì in 2 spezzoni: la prima parte uscì ad inizio agosto 2015, mentre la seconda uscì a settembre, e vide le collaborazioni di A$AP Rocky, Mac Miller e Lil B. Le critiche dei media furono abbastanza positive ma i numeri dicevano tutt’altro.

A marzo 2016 Keef decise così di annunciare il suo ritiro dal rap game tramite Twitter. Ritiro che durò poco dato che Machine Gun Kelly lo chiamò a collaborare per il suo singolo “Young Man” e che ha da poco pubblicato il suo mixtape “Two Zero One Seven”.

La storia di Keef è una delle più incredibili e pazze nell’hip hop, e la cosa che fa più scalpore è che ha vissuto tutto questo con una velocità mai vista a soli 21 anni. Veloce nell’ascesa quanto nel declino. Chissà se si aggiungeranno altri capitoli a questa storia inverosimile…

About Fabio Baratella

Proveniente dalla provincia di Milano, sono un fan di Mortal Kombat, di Frank Miller, degli Sport Motoristici e del Giappone.

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