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Dieci anni di Macro Beats

Macro Beats

Macro Beats è una delle realtà più importanti nel panorama delle etichette indipendenti italiane. Il 2017 rappresenta il decimo anno di attività per questa label. Un traguardo importante che arriva dopo anni di duro lavoro, attraverso i quali l’etichetta partendo da zero si è affermata, passo dopo passo, puntando su qualità e originalità dei suoi prodotti. Per questo abbiamo voluto ripercorrere l’attività dell’etichetta attraverso i suoi progetti, avvalendoci anche della voce del suo fondatore Macro Marco, tra aneddoti e curiosità.

Macro Beats nei primi anni nasce a supporto dell’attività di Macro Marco nell’ambiente reggae e dancehall. Vengono prodotti svariati 7” di singoli che coinvolgono artisti chiave di questi generi, tra cui Killacat & Gioman, Brusco e Boomdabash.

Così racconta Macro Marco l’inizio della label:

In quel periodo lavoravo proprio in un negozio di dischi di musica reggae e le mie produzioni erano rivolte a quel pubblico, perciò è stato naturale per me iniziare la mia attività di discografico da quel mondo. Ho creato Macro Beats per portare avanti la mia idea di musica, mettendoci la faccia in ogni scelta, tanto che anche il nome dell’etichetta è collegato al mio nome artistico. Per fare questo ho scommesso sul progetto fin da subito, lasciando il mio lavoro dell’epoca per occuparmi esclusivamente dell’etichetta”.

Il 2009 è l’anno in cui la neonata Macro Beats inizia a fare sul serio, pur partendo da zero, come testimonia il suo fondatore: “All’inizio facevo tutto da solo: registravo, mixavo, facevo le grafiche e spedivo di persona i dischi portandoli alla posta”.

L’etichetta in quell’anno oltre alle produzioni reggae e dancehall, inizia a pubblicare anche dischi hip hop. “Il produrre dischi hip hop – ci racconta Macro Marco – con l’etichetta è stato un passaggio naturale. Il mio background è prettamente hip hop, per questo quando ho creato Macro Beats ho coinvolto in modo automatico le persone che frequentavo all’epoca, buona parte delle quali facevano parte del collettivo Blue Nox”.

blue nox(La Blue-Nox)

Ghemon pubblica l’acclamato E Poi, All’improvviso, Impazzire accompagnato dal gruppo Love 4Tet; gruppo creato per l’occasione con DJ Tsura e Fid Mella. Un album lungo 23 tracce che affronta le varie sfaccettature dell’amore. Ghemon può avvalersi di beat di Fid Mella e degli austriaci Brenk e Mainloop, in un connubio di suoni e parole equilibrato ed efficace. Ad accompagnarlo in questa monografia sull’amore anche vari artisti di spessore, come Al Catellana, Martina May, i vari compagni di crew, e anche qualche musicista d’eccezione come Augusto Pallocca. Macro Marco ci svela però un interessante aneddoto al riguardo:

In realtà quell’album doveva essere inizialmente preceduto da un EP che si doveva intolare “Cuore Più Pistola” e che doveva essere interamente prodotto da me. Il lavoro fatto ispirò però Ghemon, a tal punto che decise di accantonare il progetto per scrivere direttamente il disco. Uno dei beat del progetto è stato poi utilizzato da Mecna per il suo singolo “Aeroplani”.”

(Ghemon – Abbiamo Solatamente)

Sempre nel 2009 Macro Marco decide di produrre anche il nuovo disco di Turi. Un nome storico dell’hip hop italiano con il quale il fondatore di Macro Beats ha l’onore ed il piacere di poter lavorare, dopo anni di amicizia, come ci confessa:

Io e Turi eravamo amici da tanto tempo, lui agli inizi mi aveva portato spesso con sé nelle sue date live e mi aveva fatto scoprire parecchie cose sull’hip hop. Per questo fui davvero felice di poterci lavorare con Macro Beats”.

Turi in questo album di nove brani, Lealtà E Rispetto, si mise alla prova mischiando il dialetto calabro con lo slang americano, rendendo quello che all’inizio era nato quasi per gioco una cosa seria, come ci dice Macro Marco:

La prima esibizione live che Turi fece mischiando dialetto e slang americano fu all’Hip Hop Motel. Per gioco aveva iniziato a fare questi esperimenti linguistici con un suo amico calabrese. Per scherzo e allenamento aveva accumulato vari pezzi, finché abbiamo capito che dovevamo farne un disco. Il ricordo più bello è stato il gran feedback che abbiamo ricevuto dall’estero, specie da emigranti calabri.

 (Turi – Italo Dialecto)

Il debutto di Macro Beats già con queste prime pubblicazioni si impone con forza nell’ambiente hip hop italiano. Ogni album è frutto di un lavoro di squadra che coinvolge ogni dettaglio, dai video fino ai live. L’attenzione per il prodotto fisico, poi, è particolarmente curata, specie per quel periodo, e segue un file rouge che unisce i vari album attraverso le grafiche di Corrado Grilli aka Mecna, principale mente dietro l’aspetto visivo dei vari dischi.

Del metodo di lavoro sviluppato con Macro Beats, Macro Marco è molto orgoglioso:

Sulle grafiche siamo stati davvero fortunati nell’avere nel nostro roster Mecna, che io reputo essere davvero il miglior grafico italiano. Per la comunicazione e il lavoro sui vari progetti fin dall’inizio ho coinvolto conoscenti e amici che reputavo validi. In questi anni siamo cresciuti assieme perseguendo i medesimi obiettivi. All’inizio non è stato semplice avviare l’etichetta, perché siamo partiti da zero e non sapevamo come fare concretamente. Partendo dalla nostra idea di musica abbiamo sviluppato man mano un nostro metodo di lavoro che ci ha permesso nel tempo di comunicare e di curare efficacemente le nostre pubblicazioni. Per noi l’importante è sempre stato fare musica che ci piacesse. Ho sempre insistito molto affinché i miei artisti si divertissero nel fare musica. Non è solo lavoro per noi”.

Ad impreziosire ulteriormente il 2009 viene pubblicato anche il disco di Kiave Il Tempo Necessario e un EP realizzato da Macro Marco sotto il nome di Macro Orchestra.

Un progetto che riassume il gusto del fondatore di Macro Beats con pochi brani in cui coinvolge un rapper (Hyst), un cantante ispirato alla black music (Patrick Benifei), un artista dancehall (Biggie Bash), e una cantante che spazia dal R&B al reggae (Julia Kee, poi Julia Lenti). Macro Marco definisce il progetto in questi termini:

Macro Orchestra è il mio alter-ego musicale, che si impossessa di me nel tempo libero e mi fa comporre musica. Negli ultimi anni ho sempre avuto meno tempo libero e ho dovuto programmare il tempo da dedicare alla produzione musicale. In tanti mi dicono di ricordarlo  come un progetto innovativo per quel periodo e spesso mi chiedono se ci sarà un seguito. Dipenderà dal tempo e dall’ispirazione del mio alter-ego, ma non escludo un ritorno di Macro Orchestra prossimamente .

(Macro Marco feat. Biggie Bash – Twenty4Seven)

L’anno seguente le pubblicazioni a nome Macro Beats hanno una battuta d’arresto. Vengono pubblicati solo l’album di Franco Negrè, La Gente Se Ne Frega, e un mini-album di Brusco. Bisogna quindi aspettare il 2011 per trovare nuovamente l’etichetta nel pieno fermento del suo anno di debutto.

Il 2011 infatti si apre con la pubblicazione del progetto di Macro Marco in veste di produttore con Kiave al microfono. Una sorta di EP, dal suono crudo ed essenziale, che permette a Kiave di esprimersi al meglio, tra incastri e testi ricchi di significato. Un progetto creato in modo spontaneo, come ci racconta Macro Marco:

Questo progetto nacque da anni di amicizia con Kiave, ho sempre prodotto per lui e così in modo molto naturale abbiamo iniziato a fare musica assieme. Doveva essere un side-project che nasceva e moriva là. Invece la cosa più bella fu proprio che ci portò a suonare molto live”.

(Kiave & Macro Marco – Fuori Moda)

Nel 2011 vengono poi pubblicati gli EP di Gioman e Killacat e Julia Kee, progetti che affrontano nuovamente il genere dancehall delle origini dell’etichetta.

Il 2012 è un altro anno importante per Macro Beats. Mecna debutta con Disco Inverno iniziando ufficialmente il suo percorso solista. Un disco fatto in grande stile, con produzioni firmate da nomi importanti e con featuring altrettanto di rilievo. Mecna si impone con originalità scansando i soliti cliché del rap e parlando di quotidianità con autenticità. Macro Marco lo ricorda così:

È stato il disco che ho seguito di più. Era il suo album di debutto e lui era considerato il “piccolino” dell’etichetta. Abbiamo fatto tutto assieme, dalla scelta dei beat fino alle grafiche. Mentre andavamo al release party il giorno della pubblicazione mi comunicarono che bisognava già ristamparlo. Lì ho capito che ci avevo visto lungo”.

(Mecna – Aeroplani)

Il debutto di Mecna è seguito dall’atteso disco di Ghemon, Qualcosa E’ Cambiato (Qualcosa Cambierà pt. 2). Un disco che ha segnato una tappa importante del percorso artistico del rapper di Avellino, sancendo l’ultima (in realtà, la penultima) prova puramente rap per Ghemon. Un progetto intenso, in cui il rap è vissuto come un mezzo necessario con cui esprimere i propri sentimenti, in una sorta di confessione con l’ascoltatore che ci si può rispecchiare traendone spunto per il proprio vissuto.

(Ghemon – Fantasmi pt.2)

Prima di dire addio al rap in modo ufficiale, con tanto di lettera di commiato, Ghemon si concede un ultimo progetto in rima con Bassi Maestro e Marco Polo, nato quasi incidentalmente grazie all’intuizione lungimirante di Bassi e del producer canadese. Una connessione storica, di portata internazionale, che coinvolgerà l’inedito trio a suonare in tutta Italia in un susseguirsi di date acclamate. A testimonianza di questa esperienza di performance live, viene pubblicato il video di “Nonostante Tutto” che racchiude alcuni dei momenti salienti di quel tour.

(Marco Polo, Bassi Maestro, Ghemon – Nonostante Tutto)

A chiudere in maniera ottimale il 2012 ci pensa Kiave che pubblica Solo Per Cambiare Il Mondo. Un album tra i più ispirati della sua discografia, ricco di collaborazioni e di brani intensi che ne esaltano le capacità di narratore.

(Kiave feat. DJ Double S – Welcome)

Il 2013 è un altro anno di transizione che vede Macro Beats pubblicare solo un EP di Mecna, contenente materiale inedito scartato da Disco Inverno.

Si arriva così al 2014, con la svolta prima citata di Ghemon. Orchidee porta con sé molta attesa da parte della critica e dei fan. A curare il lavoro viene scelto niente meno che Tommaso Colliva, che mette insieme un ensemble di musicisti di spessore per realizzare un progetto che si preannuncia già una pietra miliare.

Ghemon in questo disco unisce quello che gli è sempre piaciuto ascoltare, tra atmosfere funk e soul, e si cimenta nel cantato, provando una scrittura più scarna, ma sempre minuziosa ed attenta. Macro Marco parla con soddisfazione di questo progetto:

Tra tutti gli album che ho prodotto, ORCHIdee rappresenta forse una delle sfide più stimolanti. Era qualcosa di davvero nuovo ed è stata una vera soddisfazione realizzarlo e poter apprezzare il riscontro importante che ha avuto questo progetto”.

(Ghemon – Nessuno Vale Quanto Te)
Pic by Mauro Puccini(Macro Beats vince il primo Red Bull Culture Clash italiano – pic by Mauro Puccini)

Nel 2014 l’etichetta partecipa al primo Red Bull Culture Clash italiano aggiudicandosi anche la vittoria. Il fondatore Macro Beats ne ha davvero un bel ricordo:

È stata una grande esperienza, non solo perché abbiamo vinto. Era importante esserci, per mettere sulla mappa determinati stili e persone che potevano davvero far evolvere il mercato musicale italiano e l’ambiente della street culture. L’ho vissuto comunque con serenità perché il mondo del sound clash fa parte del mio background di DJ”.

Sempre in quell’anno Macro Beats pubblica poi il nuovo album di Hyst, Mantra; un progetto che sintetizza le varie anime del poliedrico rapper romano, tra episodi più impegnati e momenti più scanzonati.

(Hyst – Adesso Parlo)

Il 2015 si apre con una nuova scommessa di Macro Beats. Killacat intraprende la carriera solista, percorrendo una nuova dimensione di suono e d’ispirazione. Il suo EP Parto Da Qui segna dunque l’inizio di un nuovo percorso, fatto di soul, prendendo ispirazione dall’universo della black music in generale, come dimostrano anche le varie collaborazione del progetto, tra cui figurano Mecna e MadBuddy.

(Killacat – Quando Ti Rivedrò)

Anche Mecna nel 2015 affronta una nuova tappa del suo percorso. Con Laska ci troviamo di fronte ad un artista più maturo che vira verso un rap più intimo e personale, quasi un diario di amori, delusioni, traguardi e soddisfazioni. Il suono è attuale e fonde la musica che piace a Mecna, da Drake fino alle più recenti produzioni del rap internazionale, che mischiano elettronica e atmosfere soulful. Tra i producer con cui si trova a lavorare Menca c’è anche Iamseife che lo accompagnerà anche nei live del tour di Laska. Proprio lui, sempre nel 2015, pubblica per Macro Beats un EP di elettronica contaminata da un gusto per la black music, sulla falsariga di quanto aveva prodotto proprio per Mecna.

(Iamseife – New Ferrari)

Il 2016 prosegue quanto iniziato nel 2015. Kiave si presenta con Stereotelling, album stratificato, che riprende i vari lati espressivi dell’artista, con una forte attenzione per i brani impegnati e, per l’appunto, lo storytelling.

(Kiave – Rum e Sigarette)

Proprio in Stereotelling debutta la nuova scommessa di Macro Marco CRLN, che da lì a poco pubblicherà il suo primo EP, Caroline. Un progetto che è quasi pop come risultato, anche se il punto di partenza sono comunque l’ R&B e il soul. L’EP è di per sé minimale, ma serve per far intravedere il talento cristallino di Caroline, come una sorta di trampolino di lancio da cui partire. Macro Marco racconta così la scoperta di CRLN:

Per diverso tempo ho smesso di fare talent scouting. Per una label indipendente non è semplice gestire molti artisti. Anche perché tengo molto al poter dare ad ogni progetto la medesima attenzione. Tanti mi hanno proposto progetti già pronti solo da pubblicare, ma ho sempre rifiutato perché volevo lavorarci sopra come per il resto delle nostre release. Finché un anno fa circa ho iniziato ad ascoltare nuove cose ed ho scoperto Carolina su Instagram. L’ho conosciuta, mi ha convinto ed ho deciso di investire su di lei”.

(CRLN – Parlami Di Te)

Arrivati al 2017 siamo ormai a 10 anni dall’inizio dell’avventura Macro Beats. Un anno quindi importante che l’etichetta vuole celebrare alla grande pubblicando progetti di quasi tutti i suoi artisti. Il fondatore della label specifica:

In questo 2017 continueremo a fare musica come piace a noi. Già con questi primi mesi abbiamo fatto capire quali sono le nostre intenzioni per quest’anno. Tutti gli artisti sono al lavoro e cercheremo di far uscire progetti di tutto il roster. Per ora posso solo confermare che Ghemon sta ultimando il suo nuovo album e che stiamo concludendo il mix e il master del primo disco di Killacat”.

Tra le tante cose realizzate con Macro Beats, Macro Marco è fiero soprattutto di essere riuscito a creare un luogo a Milano in cui l’etichetta può lavorare in modo strutturato e professionale:

Una delle più belle cose è aver costruito una piccola factory a Milano con studio di registrazione e ufficio stampa collegati. Ci permette di lavorare in un ambiente organizzato, in cui c’è uno scambio continuo tra artisti e ufficio stampa. Elemento cardine per il metodo di lavoro e di promozione che abbiamo sviluppato. Questo ci permette di lavorare in team, dando tutto il supporto necessario agli artisti, dall’ideazione alla realizzazione dei loro progetti“.

macro beats studio(Macro Beats Studio)

Fino a qui la promessa fatta da Macro Marco, circa la pubblicazione di vari lavori nell’arco di quest’anno, sembra più che realistica in effetti. Kiave ha pubblicato un nuovo EP, dimostrando come per lui il rap sia qualcosa di viscerale e necessario. Mecna ha pubblicato a sorpresa il suo nuovo album Lungomare Paranoia; un disco più a fuoco di Laska, che esalta le scelte e lo stile intrapreso dall’artista. La scrittura è nuovamente molto intima, le atmosfere sono molto attuali, ma in questo caso ancor più innovative ed originali, il cantato è più calibrato ed efficace.

(Mecna – Non Serve)

In questi mesi c’è poi stato spazio per una nuova scommessa dell’etichetta. Dopo aver accolto nel roster Davide Shorty è stato pubblicato il suo nuovo album solista Straniero. Un disco fatto di funk e soul allo stato puro, che spazia anche fino al rap. Macro Marco commenta così la scelta di questo artista:

Shorty già lo conoscevo, ci siamo incontrati e abbiamo capito che lui era l’artista che mancava a noi e che noi eravamo l’etichetta che mancava a lui. Così abbiamo deciso di unire le nostre forze”.

(Davide Shorty – Nessuno Mi Sente)

Il 16 marzo Macro Beats festeggerà questi 10 anni ricchi di buona musica con un party speciale a Milano. Macro Marco ce ne parla così:

Ho pensato questo evento come una festa con una bella atmosfera in cui divertirsi. Non è un live, ma non è neppure un DJ-Set. Lo considero più un block party: cioè un momento di condivisione di una comunità in cui divertirsi assieme uniti dalla passione per la musica, festeggiando uniti il traguardo raggiunto. Un traguardo impensabile senza il pubblico che ci ha sempre supportato e che per questo motivo è un protagonista necessario. Ci saranno poi altri eventi in cui io sarò il punto cardine, dove ci sarà più la formula del DJ-Set. A Catanzaro porteremo live di nuovo Gioman e Killacat, dopo tanti anni che non suonavano assieme. A Roma faremo un evento con Kiave e alcune special guest. E poi ci saranno altre date, insomma, fino a dicembre festeggeremo degnamente questo importante traguardo”.

Appuntamento perciò al 16 marzo al Biko di Milano a partire dalle 22. Trovate tutte le informazioni sulla pagina Facebook di Macro Beats.

About Francesco Zendri

Insaziabile di musica e cibo, vere e proprie ragioni di vita, amo scrivere e vado matto per la criminologia. Nel tempo libero curo le iniziative dell'Associazione Culturale Step by Step di Rovereto (Tn) per promuovere la cultura Hip Hop.

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