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L’influenza di Pablo Escobar nel rap

Escobar

Ammettiamolo: la storia di Pablo Emilio Escobar Gaviria piace a tutti, è cruda, accattivante e la serie televisiva Netflix “Narcos” ha influito maggiormente tenendoci attaccati allo schermo.

E’ risaputo che nel rap game temi come il traffico di droga e la criminalità siano onnipresenti, un po’ per gioco e un po’ perché si tratta di real life; il rito del “povero che ce l’ha fatta“, diventa ricco e frega tutti.

Al contrario di Tony Montana, altra grande fonte di ispirazione per i rapper, la storia del Patròn è reale ed ha a che fare con le nostre vite, la politica e tutto ciò che ci riguarda.

In un’intervista radiofonica il rapper Nas affermò che Escobar rappresenta per lui la sua prima consapevolezza di un vero boss in carne ed ossa, non di un personaggio immaginario. Per lui Scarface insegnava a fare i soldi fregandosene delle regole e delle conseguenze, ma Pablo invece si era creato le sue regole, il suo impero e passò da essere il figlio di un contadino ad apparire su Forbes come uno degli uomini più ricchi del mondo: il sogno americano.


Nas nel 1995 quando si proclamò Escobar per la prima volta

Nas negli anni ’90 è stato uno dei primi a usare Don Pablo nelle sue punchline, uno dei suoi A.K.A. era proprio Escobar, creò anche una linea di abbigliamento (fallita dopo poco) chiamata Willie Esco e di recente ha tirato nuovamente fuori la questione nel suo singolo “Nas Album Done”, contenuto nel disco di DJ Khaled Major Key,  dove fa notare che effettivamente, da quando è uscito Narcos questa storia è una fissazione.

“Now everywhere all I see is Pablo, Esco
Last time I checked I was still breathin’
My neck was still freezin’
now everybody got an Escobar Season”

Quando Kanye West annunció il nome del suo ultimo album The Life Of Pablo, tutti si chiesero la stessa cosa: di quale Pablo sta parlando? Da un perfezionista come lui ci si poteva aspettare di tutto, ma alla fine nel singolo “No More Parties in L.A.” ammise  di “sentirsi come Pablo Escobar” quando si tratta di fama e business. Yeezy si ispiró anche a Pablo Picasso per la complessità della sua arte, in cui si rivede molto.

“I feel like Pablo when I’m working on my shoes
I feel like Pablo when I see me on the news
I feel like Pablo when I’m working on my house
Tell ‘em party’s in here, we don’t need to go out.”

Lo stile di vita di Escobar si riflette in questo mondo da sempre, a partire dall’hardcore del Wu-Tang Clan fino all’attualissimo rap ignorante dei Migos, ma questo gioco inizia a diventare un po’ pericoloso: c’è chi esagera sempre e si dimentica che la storia che tanto ci appassiona racconta anche di tremila morti ammazzati dal Cartello di Medellin negli anni ’80.

E’ il caso di Wiz Khalifa, che approfittando del suo tour nell’America del Sud, si è recentemente recato in Colombia per rendere omaggio al Re della Cocaina posando sulla sua tomba un mazzo di fiori e uno spinello. Non contento, il rapper di fama mondiale ha anche pubblicato una foto dove si ritrae davanti ad uno dei tanti palazzi residenziali del Patròn, luogo in cui era scoppiata anche una bomba nel mezzo della faida con il Cartello di Cali.
Il sindaco di Medellin ha reputato questo gesto molto offensivo e il paese intero è indignato.

Questa volta Wiz Khalifa ha palesemente esagerato.

La musica è un mezzo di comunicazione e una manifestazione di emozioni, gli artisti sono i portavoce e hanno una grande responsabilità sulle spalle. Quando si supera il limite svaniscono sia l’intrattenimento che la fantasia e resta a galla solo una cosa: la verità.

Anche in Italia negli ultimi anni sembra che il rap sia stato  influenzato dal fascino del Drug Lord: Fabri Fibra ha intitolato una sua canzone proprio “Pablo Escobar” e Salmo dice di essere il “Don Medellìn” del rap italiano, avendo creato il suo spazio da sé e senza la spinta di nessuno, proprio come Pablo.

Un post condiviso da Gue Pequeno (@therealgue) in data:

“Plata o Plomo” era la miglior strategia di Escobar (frase resa famosa dalla serie Narcos), e Guè Pequeno ha colto occasione di scriverlo sulle magliette della sua linea di abbigliamento Z€N.

Forse noi italiani ci prendiamo un po’ più gusto, perché la mafia fa parte della storia del nostra paese. E’ forse per questo che Marra & Guè dopo il successo di Santeria sono stati chiamati da Netflix per un viaggio di lavoro a Bogotà? Due più due fa quattro, immaginiamo che si tratti proprio di Narcos. Magari per il lancio della terza stagione, staremo a vedere.

Pablo Escobar è ormai una moda, Kanye l’ha portato addirittura sulle passerelle delle Fashion Week stampato sulle magliette del suo brand, ma non dimentichiamoci mai che ci siamo innamorati di un mito, della storia e non del terrorista che era in realtà.

About Arielle Moukala

Avevo 2 opzioni: rappare o raccontare del rap. Sono molto loquace, quindi ho scelto la seconda. Viaggiare è la mia religione.

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