shopclues offers today 2017

amazon coupons code india

clear trip coupon code promo

flipkart coupon code

globalnin.com

L’intervista ai misteriosi Coma_Cose

Coma Cose

Durante il Salone del Mobile, Milano si trasforma sempre in una vera e propria città cosmopolita, piena di persone e idee e anche quest’anno Sabotage darà il suo contributo musicale ospitando due artisti che saranno presto sulla bocca di tutti.

Lo showcase di Coma_Cose, nuovo eclettico e misterioso duo milanese che tra punchline, campionatori e riferimenti poco velati alla moda dei “video sotto i palazzoni” ha attirato l’attenzione di quella parte di pubblico che ha sempre fame di novità musicali, accompagnato dal DJ set a cura di Sabotage, si terrà mercoledì 5 aprile nel cuore nevralgico del Tortona Design District presso l’openspace Spazio Tempio (maggiori info sull’evento qui).

In occasione del live, vi proponiamo l’intervista ai Coma_Cose da parte di Filippo Mangili.

“VADO VIA COME UN TRENO DA MILANO”

Andando oltre il significato che può avere un gioco di parole, vorrei usare questa frase per introdurvi. Come spieghereste a chi non vi conosce chi siete e da dove venite? Che rapporto avete con MI?

Coma_Cose) Siamo milanesi d’adozione e come tutti i milanesi d’adozione dopo cinque traslochi da una parte all’altra della città puoi dire che la senti tua. Milano è come una nuvola e noi la usiamo per ripararci dal sole.

“DUE CANNUCCE DENTRO UN BICCHIERE DI PLASTICA”

La “Milano da bere” è un’espressione ormai obsoleta, ma senza dubbio questa città ruota attorno al mondo del divertimento. Vi state or ora approcciando a questa realtà o state scappando da essa? Ad un ascolto più attento la vostra musica non sembra essere una monade assoluta e staccata da tutto e tutti, anzi, piuttosto risulta una sorta di fotografia di ciò che vi sta attorno, che filtrate a modo vostro. Che risvolti pensate che possano avere su un artista le “due cannucce”, ovvero il mondo di cui si parlava prima?

“Fare serata” è il mantra di questa città, lo vivi, lo respiri e poi inevitabilmente lo metti in musica, tipo: “la circonvalla di notte sembra una libellula”.
I nostri pezzi sono un mix di immagini a volte profonde a volte superficiali, come una vita normale.
Sabato sera non è solo l’alcol e il rimmel che cola, ci sono storie e rimpianti, ci sono la rabbia e la disillusione, ci sono le risate e la leggerezza, e le persone diventano più tridimensionali e interessanti.

“IL GIORNALISTA [...] MI CHIEDE COSA PENSO DELLA SCENA RAP, GLI RISPONDO: SI, MA SECONDO TE OGGI TUPAC FAREBBE TRAP?!?

Fin dal primo ascolto, questa frase mi ha interessato molto, principalmente per due aspetti. Prima di tutto, come deve essere intesa questa domanda così spiazzante? È pura provocazione o ha dietro un ragionamento logico? In secondo luogo, una mia curiosità: che opinione avete del giornalismo musicale italiano?

Pensiamo che le nostre canzoni non vadano spiegate, quello che facciamo è costruire semantiche, se le recepisci vuol dire che siamo connessi. Non sottovalutare mai la scomodità del divano su cui avvengono le interviste agli artisti, l’ambiente che ti circonda è fondamentale.

DUE GRILLETTI, MA NEMMENO UNA PALLOTTOLA E CIAO, CI VEDIAMO SOPRA IL GOLGOTA

Ecco il perno della traccia, la parola chiave del pezzo. Siamo alla fine di un chiaro attacco non ad un preciso artista (da qui la mancanza di nomi), ma ad una scena che sembra incapace di uscire da un circolo vizioso costruito sullo stesso immaginario, fatto di “palazzoni” e “due grilletti” (che provocatoriamente potrei definire alfa e omega di questo genere…). Il Golgota non è solo il monte dove crocifissero Gesù Cristo, ma anche quello dei due ladroni, diametralmente opposti anche se destinati alla stessa fine. Nel momento in cui sostenete che in qualche modo sul Golgota ci sarete anche voi, non sembra che vi tiriate fuori da questa situazione, ma anzi che nonostante i percorsi diversi dagli altri rapper siate diretti proprio là. Che lettura bisogna dare a queste parole? Cosa vorreste dire a un giovane che oggi si avvicina al mondo del rap?

Non stiamo parlando di un genere ma di penne, e le penne che leggiamo in giro o sono scariche o cancellabili come le Replay. Tralasciando i “santoni” paladini del Sacro Graal del rap visto che noi siamo atei, a un regaz oggi gli diremmo così: “Hai quindici anni?, ti droghi?, smazzi?, impenni?, fai e/o ascolti rap?… Ottimo ma non ci interessa grazie.

(Filippo Mangili)

About RapBurger

www.rapburger.com è il magazine dove potrai saziare la tua fame di rap.

Sparati anche questo!

Jangy Leeon Crowfunding

Intervista a Jangy Leeon: la sfida vinta del crowdfunding

Questo sabato 25 marzo all’Apollo Club di Milano ci sarà il Musicraiser Night con Stokka …

Lascia un commento

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>