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“DAMN.”, come capire la dannazione di Kendrick Lamar

kendrick lamar damn. rapburger

Dopo Section 80, Good Kid, M.A.A.D. City e To Pimp A Butterfly abbiamo il quarto lavoro, anzi, capolavoro ufficiale di Kendrick Lamar: DAMN..

K. Dot come ben sapete ci ha sempre abituato a lavori concettuali di alto livello: in Section 80 ha voluto descrivere la città divorata dall’epidemia del crack negli anni ‘80, ovvero quelli della sua infanzia. In Good Kid, M.A.A.D. City racconta gli anni della sua adolescenza in quel di Compton negli anni ’90, e la voglia di smettere di avere a che fare con la violenza di quelle strada. Infine in To Pimp A Butterfly riflette sull’effettiva riscossa della popolazione nera negli USA dagli anni 2000 in poi, cercando di capire se è proprio ciò che voleva una delle sue più grandi fonti di ispirazioni: Tupac Shakur.

Quale sarà mai il messaggio, o il racconto che Kendrick Lamar vorrà tramandare questa volta in DAMN.?

Come ben sapete “Damn” in italiano significa “dannazione”, e il fatto che sia il titolo dell’album che i titoli della tracklist siano scritti in maiuscolo, a caratteri cubitali e seguiti un punto, fanno pensare a qualcosa a cui dobbiamo fare molta attenzione.

C’è da dire che i titoli della tracklist sono stati presi di mira dai fan più complottisti: secondo alcuni di loro infatti le ultime lettere di ogni titolo presente sul retro della cover (facili da notare anche grazie al distacco tra gli sfondi bianco e nero) anagrammate darebbero “DEATH 2 THE LEADR”, che significherebbe “morte al leader”.

Sarebbe questo il tema principale dell’album? La politica? Diciamo che sì, la politica è uno dei temi che Kendrick Lamar riprende più spesso e volentieri, e lo riprende anche in DAMN., ma non è l’argomento principale.

Per quanto riguarda l’artwork, Vlad Sepetov, l’artista che ha curato anche le cover di To Pimp A Butterfly e Untitled Unmastered ha detto che ha voluto creare qualcosa di “forte e graffiante”. Ha dichiarato:

Non sarà stra-politica come la cover di ‘To Pimp A Butterfly’, ma ha un sacco di energia”.

I colori sono semplici e caldi e Kendrick appare come stanco e rassegnato. Ma la cosa che ha catturato l’attenzione di molti è lo sticker “Parental Advisory”, invece di essere relegato in basso o in un angolo per non creare disturbo, Sepetov ha deciso di posizionarlo in una posizione insolita come se fosse un ulteriore elemento di design dell’artwork. Ma nemmeno questo ci da un’idea precisa del concetto sviluppato da Kendrick Lamar.

Per avere un’idea precisa dobbiamo per forza incominciare ad ascoltarlo: “BLOOD.” È la prima traccia di DAMN., e nell’intro Kendrick Lamar racconta di aver visto una signora cieca in difficoltà, come se avesse perso qualcosa. Quando Kendrick decide di andare ad aiutarla e chiederle se può essere d’aiuto a ritrovare ciò che ha perso, la signora risponde:

Si hai perso qualcosa, la tua vita”.

E gli spara.

La signora, rappresenterebbe le conseguenze del libro del Deuteronomio, libro dell’Antico Testamento, in cui viene raccontata la storia degli ebrei e il loro cammino verso la Terra Promessa, e in cui soprattutto vengono disposte le leggi divine, tra cui i 10 comandamenti. Nel libro viene specificato che solo se il popolo osserverà le leggi disposte da Yahweh avrà la benedizione divina, e chi non le rispetterà sarà condannato alla dannazione. A supporto di questa teoria, sempre in “BLOOD.”, La voce di BēKon recita:

Is it wickedness?
Is it weakness?
You decide

Are we gonna live or die?

“Wickedness” è ovviamente la malvagità, ovvero la consapevolezza di disobbedire all’autorità, mentre “weakness” simboleggia la debolezza, la sottomissione al volere di questa volontà. E tra queste due bisogna decidere se vivere oppure morire.

Nell’ultima traccia “DUCKWORTH.”, invece racconta la storia di due perone molto vicine a lui: Anthony “Top Dawg” Tiffith, ovvero il fondatore della Top Dawg Ent., che fece firmare Kendrick a 15 anni per la sua label, e Kenneth Duckworth, il papà di Kendrick.

In questa storia i due personaggi sono ben definiti: Anthony è il risultato di anni e anni di degrado di Compton, e non è nuovo a infrazioni della legge, mentre “Ducky” (come viene chiamato in “Backseat Freestyle”) è un fiero sostenitore della vita onesta e del rispetto delle regole.

I due in un certo senso impersonificano i concetti di malvagità e di debolezza sopracitati.

Kendrick ci racconta che questi due personaggi si incontrarono molto tempo prima che lui firmasse per la Top Dawg: il papà di Kendrick lavorava in un drive-through di un KFC a Compton ed è rimasto coinvolto in un sparatoria che aveva causato proprio “Top Dawg”. “Ducky” si salvò e da quel giorno Kendrick si chiede come sarebbe stata la sua vita se non avesse avuto la figura paterna che tanto lo ha aiutato a tenersi lontano dal crimine. Anche “Top Dawg” riuscì a farla franca in quel frangente, e l’altra considerazione che Kendrick fa è che se “Top Dawg” fosse stato arrestato, lui non avrebbe mai incominciato a fare musica sul serio. La vita è proprio strana.

Whoever thought the greatest rapper would be from coincidence?
Because if Anthony killed Ducky
Top Dawg could be servin’ life
While I grew up without a father and die in a gunfight

Possiamo notare anche come l’album si trasformi dall’inizio alla fine: all’inizio si nota un Kung Fu Kenny scettico e pieno di sé, dove ripete che nessuno prega per lui, come ad esempio in “DNA.”, “ELEMENT.” e “FEEL.”, poi si vede come incominci a porsi degli interrogativi sui valori della vita in “LOYALTY.”, “PRIDE.”, “HUMBLE.” e “XXX.”, e come infine ritrova la fiducia e la fede, come descritto in “LUST.”, “FEAR.” e “GOD.”. In certo senso, il cambiamento è paragonabile alla storia della conversione di San Paolo sulle vie di Damasco (storia a cui si è ispirato anche Kanye per “TLOP” in un modo tutto suo).

È un album con un’impronta molto religiosa, come avrete sicuramente notato. Una delle frasi chiave di questo album è senza dubbio “what happens on earth, stays on earth”, ripresa in “ELEMENT.” e in “DUCKWORTH.”. Alcuni fan credono che si tratti di un’altra allusione biblica, nella fattispecie di Timoteo 6:7:

“poiché non abbiam portato nulla nel mondo, perché non ne possiamo neanche portar via nulla;”

Questa citazione rappresenta il fatto che la conoscenza e i racconti tramandati dagli uomini sono destinati  alla popolazione di questo pianeta

Che sia questa la condanna o la dannazione di Kendrick? Il fatto che le sue storie e le sue riflessioni siano destinate a persone che spesso e volentieri vogliono sminuire il suo operato?

Si sa, ogni artista vuole essere capito e puntare sempre più in alto, il cielo è sempre stato l’unico limite che si sono imposti artisti del suo calibro. Kendrick Lamar con DAMN. ha superato questo limite.

About Fabio Baratella

Proveniente dalla provincia di Milano, sono un fan di Mortal Kombat, di Frank Miller, degli Sport Motoristici e del Giappone.

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