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L’incredibile concerto di Anderson .Paak a Verona

Anderson Paak & The Free National live a Verona. Credit Miseria Nera.

Anderson .Paak & The Free National live a Verona. Credit Miseria Nera.

Lunedì 29 maggio al teatro romano di Verona Anderson .Paak si è esibito con la sua band, The Free Nationals, nella sua prima data italiana da headliner. Noi ci siamo stati e vi raccontiamo cosa ha reso questo evento unico ed incredibile.

Il concerto di Anderson .Paak è stato trascinante ed intenso. Un’ora e mezza abbondante di musica – anticipata dalla selecta firmata Fresh Prince Night – senza troppi discorsi, in cui l’artista americano ha divertito ed ispirato il pubblico con la sua personalità, il suo talento ed i suoi brani. Un evento reso davvero unico per diversi fattori che vale la pena di raccontare, sia per far comprendere l’atmosfera che si respirava a chi non ha potuto assistere all’evento, sia per far ricordare quanto è stato incredibile questo evento a chi c’era e l’ha vissuto direttamente sulla propria pelle.

La location del teatro romano di Verona

teatro romano
Situato alla base del Colle di S. Pietro, il teatro romano di Verona è l’edificio più antico della città ed ha per questo un profondo valore storico e culturale.

Inoltre, è un luogo davvero suggestivo in cui poter assistere ad un evento: trovarsi all’interno delle rovine romane del teatro, stare tra le gradinate in pietra ricavate nelle pendici del colle, ha davvero qualcosa di magico.

Per la sua conformazione, poi, l’acustica era davvero ottimale e la disposizione del pubblico aveva un che di intimo e familiare, difficile da trovare in altri contesti.

Il pubblico

L’aver reso la data di Verona l’unica data esclusiva italiana di Anderson .Paak e The Free Nationals ha richiamato nella città veneta gente da tutta Italia. Tantissimi appassionati hanno affrontato ore di viaggio e chilometri di strada per non perdersi la prima volta dell’artista americano da headliner nel nostro Paese. Molti anche gli addetti ai lavori e gli artisti italiani presenti, pronti a farsi ispirare dal talento cristallino di Anderson .Paak.

Probabilmente è per questi motivi che il pubblico presente era davvero coinvolto, molto più di quanto non si sia visto in altre analoghe occasioni. Infatti, il teatro romano era colmo di persone pronte a farsi trascinare dal ritmo e dalle buone vibrazioni dell’artista americano e della sua band. Una partecipazione quindi attiva ed attenta: il pubblico ballava con Anderson .Paak all’unisono, lo supportava con applausi ed incitamenti, e, cosa forse più importante, cantava i vari brani rispondendo alla perfezione all’artista americano che chiedeva collaborazione in alcuni cruciali passaggi.

(Gli) Anderson Paak

Anderson .Paak era davvero ispirato e carico. Ha cantato e rappato in maniera ineccepibile, senza sbavature, tale e quale alle registrazioni su disco. In aggiunta, ha vissuto con trasporto ed emozione la sua musica, ballando e all’occorrenza saltando tra il pubblico in platea per renderlo ancor più partecipe. Inoltre, ha saputo essere un perfetto intrattenitore: abile nel coinvolgere il pubblico, attento nel renderlo attivo, intelligente nel non dilungarsi troppo in discorsi tra un brano e l’altro, spendendo giusto le parole necessarie per introdurre le proprie canzoni in modo efficace. Se tutto ciò non bastasse, si è dimostrato essere anche un ottimo musicista, suonando, quando necessario, la batteria con stile e tecnica. Insomma, sembrava di vedere sul palco tanti Anderson .Paak a seconda del momento e dell’occasione. Ognuno interprete diligente di una delle tante anime dell’artista americano.

Così, nell’abbondante ora e mezza di live Anderson .Paak ha messo in scena la sua musica a trecentosessanta gradi, mostrandone tutte le sfumature. In scaletta c’erano alcune acclamate collaborazioni che lo hanno visto protagonista, come “Glowed Up” con Kaytranada e “Dang!” con Mac Miller. Poi era presente buona parte del suo ultimo disco solista Malibu, da “Come Down” a “The Bird”. Ma c’era anche qualche brano realizzato con Knwledge a nome NxWorries, come “Suede” e “Get Bigger”. Ed infine c’è stato pure spazio per qualche episodio del suo primo progetto a nome Anderson Paak, Venice, tra cui “Milk N Honey” e “Drugs”.

I The Free Nationals

Una dei motivi che possono spiegare la naturalezza e la capacità di stare sul palco di Anderson .Paak, sta nel rapporto che ha con la band che lo accompagna. I The Free Nationals suonano con lui dai tempi in cui era uno sconosciuto e si faceva chiamare Breezy Lovejoy. Hanno cominciato a suonare insieme divertendosi e credendo fortemente nelle capacità di Andy come leader del gruppo. Questo si vede anche oggi: amano la musica che fanno e semplicemente si divertono nel farla insieme.

Il chitarrista Jose Rios ha talento e capacità espressiva da vendere, Ron Tnava Avant gestisce le tastiere e il talkbox con padronanza e sicurezza, Kelsey Gonzalez suona il basso con eleganza, Callum Connor infine fa da DJ del gruppo con precisione. Insieme, accompagnano Aderson .Paak con energia e coinvolgimento, consentendogli di esprimersi in tutto il suo talento in performance da dieci e lode.

About Francesco Zendri

Insaziabile di musica e cibo, vere e proprie ragioni di vita, amo scrivere e vado matto per la criminologia.

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