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Può un bambino di un anno essere produttore esecutivo di un album?

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Sette mesi fa Dj Khaled è diventato padre, e al contrario di molti suoi colleghi ha deciso di non prendersi nessun “family time” per godersi il suo primogenito. Perché? La risposta è molto semplice: Asahd Tuck Khaled è diventato parte integrante del suo lavoro e della sua musica, in altre parole tutto ciò che ama di più.

Se vogliamo vederla in termini di marketing, però, suo figlio è la ciliegina sulla torta della sua carriera di producer e entertainer preferito dai rapper più famosi.

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Khaled ha annunciato qualche mese fa  ”Grateful“, il suo decimo album, e ha messo subito in chiaro che il produttore esecutivo di questo lavoro sarebbe stato niente di meno che il figlio, ancora in fasce.

Sì, ci chiediamo tutti come un neonato possa ricevere una responsabilità così grande senza neanche avere la capacità di intendere e volere, ma è tra le sue copertine di Gucci ed il suo assurdo profilo Instagram che il padre del bambino si convince del potenziale del mini Khaled. Quel pazzo del papà, avrà sicuramente progettato tutto da prima che il pargolo nascesse.

Un post condiviso da Asahd Tuck Khaled (@asahdkhaled) in data:

In America, per quanto possa essere assurdo, questa strategia è un successo, tant’è che Khaled ha raggiunto il punto più alto della sua carriera riuscendo ad avere la benedizione della coppia più potente del rap game, Beyoncé e Jay-Z, che dopo qualche anno sono tornati a cantare insieme nel primo singolo del suo nuovo album. All’interno della copertina compare Asahd in giacca e cravatta, contento, vittorioso e beato.

“I worked my whole life for this one”

Possiamo giudicare Khaled per aver fatto diventare suo figlio un futuro prodotto redditizio o dovremmo ammirarlo perché è riuscito ad ottenere ciò che ha sempre desiderato con i suoi mezzi, garantendo tra l’altro anche un solido futuro alla sua famiglia? Magari né uno né l’altro, ma i fatti parlano chiaro; il DJ più simpatico d’America temporeggia sganciando il secondo singolo “I’m The One” con le classiche “khaleddate“: Quavo, ormai onnipresente, divide il microfono con Justin Bieber, Lil Wayne e Chance The Rapper; in video invece i cantanti sono costretti a fare spazio anche ad Asahd, che è sempre lo special guest di qualsiasi cosa riguardi l’album in arrivo.

Il pezzo forte arriva proprio in questi giorni: Khaled annuncia che il 23 giugno uscirà l’attesissimo album; come  ben sappiamo, il numero di Michael Jordan è proprio il 23. Asahd annuncia il terzo singolo dell’album vestito Jordan dalla testa ai piedi.

Coincidenze? E chi crede più alle coincidenze?

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Khaled nacque come DJ della Terror Squad, la label di Fat Joe e Remy Ma, e ha cambiato le carte in tavola giocando d’astuzia e rinnovandosi sempre. Così facendo è riuscito ad elevarsi e ha compreso che se un prodotto è buono, può esserlo ancora di più riuscendo a mettere in discussione anche la più remota parte di te stesso, vedendo cose che gli altri non vedono. Forse giudicare è troppo facile. Forse.

Il singolo “To The Max” con Drake è uscito in questi giorni e puoi ascoltarlo qui.

#AnotherOne

 

About Arielle Moukala

Avevo 2 opzioni: rappare o raccontare del rap. Sono molto loquace, quindi ho scelto la seconda. Viaggiare è la mia religione.

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