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Hellmuzik e il rap vincono al Red Bull Culture Clash

Hellmuzik

Se qualche settimana fa ogni persona non faceva che chiedersi chi fosse Liberato, il tormentone della giornata di ieri a Milano era uno: “hai un biglietto per il Red Bull Culture Clash?”.

Già, perché l’evento – che diciamo subito è stata la cosa più figa in Italia degli ultimi mesi – ha registrato il sold out in prevendita, per un totale di 3000 persone arrivate a Milano per vedere Salmo, Noyz Narcos, Ensi, Moddi e Clementino farsi la guerra.

A presentare tutto, a casa sua nella Barona, c’è Marracash che spiega le regole del clash e introduce i quattro team, ognuno con un palco e un genere: Real Rockers per il reggae, Daytona al rap, Hellmuzik con la drum’n'bass e Milano Palm Beat con la musica tropicale.

All’annuncio dei nomi si capisce che gran parte del pubblico è venuta per tifare il team Daytona (capitanato da The Night Skinny), mentre i supporter di Milano Palm Beat sono di meno rispetto agli altri.

Ma questo è un sound clash e più che la fan base conta quello che si fa sul palco.

Ad aprire le danze ci pensano i Real Rockers con il campione in carica, Macro Marco che per tutta la durata del Red Bull Culture Clash gestirà i round con un’esperienza ed un carisma da fuoriclasse. Non è da tutti bloccare una bestia da palco come Ensi a quindici secondi dalla fine del countdown per chiedere, intelligentemente, al pubblico di fare casino.

Quest’anno però per Macro e soci non è facile come per la scorsa edizione perché gli altri sound system sono preparati. I dubplate (canzoni in esclusiva riadattate per l’occasione) sono tantissimi: Lord Bean rifà “Street Opera” per Daytona, Inoki “Bolo By Night” per Real Rockers fino ad arrivare a Jovanotti che per Hellmuzik si “scomoda” addirittura per due dubplate.

Tra Milano Palm Beat e la gente sotto al palco il feeling invece non è mai esploso totalmente. Anche la presenza di Serocee, campione dell’ultimo Red Bull Culture Clash di Londra con i Mixpak, non viene accolta con chissà che entusiasmo. Al team capitanato da Populous va dato però il merito di essere stato coraggioso e di aver provato a fare qualcosa di diverso ed estremo rispetto agli altri che bene o male hanno puntato tanto sul rap.

I momenti in cui il sound delle squadre sfociava sul rap tra l’altro sono stati i punti più alti dei vari team, come per esempio Hellmuzik che con una versione live ad hoc di “Mob” con Lazza, Nitro e Salmo si è portata a casa il quarto round, pareggiando con Macro Marco, Moddi, Ensi e Madkid che avevano vinto le altre due sfide, andando così alla finalissima.

Real Rockers ed Hellmuzik sono stati i più precisi nell’affrontare le regole del clash, avevano una marea di dubplate (Fabri Fibra, Bassi Maestro, Max Pezzali…), i pezzi erano mixati alla perfezione senza mai un calo del ritmo. Forse i Real Rockers sono stati un pelo più bravi ma il pubblico ha voluto premiare il team di DJ Slait al quarto round che così si è guadagnato la finalissima contro il team reggae.

Ancora una volta a farla da padrone è stato il rap. Danno, che era salito al quarto round dei Rockers spaccando tutto, è rimasto su per l’ultimo giro e insieme a Moddi ed Ensi hanno fatto freestyle per tutto il loro turno. Gli Hellmuzik da parte loro hanno risposto che non si trattava del 2 The Beat, di una gara di freestyle, ma di un sound clash e hanno suonato ancora un altro dubplate di Jovanotti (!). Poi è arrivato lui, Nitro, che con due rime in freestyle contro Mecna (sul palco coi Real Rockers), ha consegnato la vittoria del secondo Red Bull Culture Clash agli Hellmuzik che sono risultati i più votati dal pubblico per una manciata di decibel.

Complimenti dunque a Slait, Hell Raton, Salmo e Victor Kwality per la vittoria del clash e per aver sconfitto un avversario ostico come i Real Rockers, nonostante alcune polemiche nate dopo la fine dell’evento.

In ultimo una richiesta a tutti i team: fate uscire i dubplate!

ALTRI MOMENTI SALIENTI: Cicciolina che sale sul palco, Egreen che rappa su “Shook Ones Pt. II”, i dubplate di Guè Pequeno per Daytona e per Hellmuzik, il dubplate di Ghemon per Real Rockers, i ballerini boliviani apparsi dal nulla e Marcelo Burlon sul palco dei Milano Palm Beat, il botta e risposta dei dubplate di Fabri Fibra e Bassi Maestro, l’invasione di campo di un membro dei Daytona sul palco degli avversari.

PROMOSSI: Real Rockers ed Hellmuzik in toto, Mudimbi e Noyz Narcos.
BOCCIATI: Rkomi e MYSS KETA.

About Koki

Amo l'hip hop, il vino rosso, disegnare chiese e vincere. Il mio vero nome è Jorge ma nessuno lo sa pronunciare.

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