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Intervista ad Andry The Hitmaker: dalla gavetta al Disco D’Oro

Andry The Hitmaker

Si dice spesso che in Italia non ci sia meritocrazia in ambito musicale, soprattutto nel genere rap, ma questa storia è diversa, è quella di Andry The Hitmaker, ragazzo italo-ivoriano appassionato di musica, che sette anni fa desise di mettersi in gioco e iniziare a produrre.

Andry già in età precoce si fece notare nientedimeno che da Guè Pequeno, a cui produsse la traccia “Quei Bravi Ragazzi” con Clementino. Nello stesso periodo conobbe il rapper Vincenzo da Via Anfossi, il quale fiutò il talento del ragazzo e decise di fargli produrre quasi interamente il suo album V.I.P. (Vera Impronta Popolare) con Don Joe, che successivamente lo introdusse nel roster Dogozilla Empire.

Dal 2014 in poi la carriera del producer è tutta in acesa ed artisti del calibro di Emis Killa, Jake La Furia, passando anche Lazza, Maruego e molti altri, hanno voluto le sue produzioni nei loro album. Dopo una rispettabile gavetta, è arrivato il momento d’oro anche per Andry The Hitmaker, che è diventato Disco d’Oro co-producendo con Done Joe la canzone di Guè Pequeno e Sfera Ebbasta “Lamborghini”.

RapBurger) Così giovane e già così avanti, sei uno dei producer hip hop più richiesti in Italia e ti sei già guadagnato un Disco D’Oro. Come ci si sente?

Andry The Hitmaker) Mi sento soddisfatto, per me è un premio perché produco tutti i giorni e ho sviluppato il mio suono, diverso da quello di tutti: ciò vuol dire che quello che ho creato sta funzionando ed ha un senso. Il Disco d’Oro è la mia prima vittoria delle tante future, sognavo fin dall’inizio di vincere in questo gioco; ora punto al platino e anche a molto di più.

Gli autori della produzione del Singolo D’Oro per “Lamborghini” di Guè Pequeno, siete tu e Don Joe. In che modo avete collaborato insieme per rendere la traccia un successo?

“Lamborghini” è nata per caso: io e Joe ci stavamo annoiando in studio, ho tirato giù una linea melodica con il piano, e abbiamo subito pensato che la melodia fosse figa, quindi da lì abbiamo deciso di sviluppare il beat. Ci si alterna, tutto dipende da tanti fattori, esistono anche varie metodologie di produzione: se nel caso di “Lamborghini” eravamo insieme, la composizione del beat della canzone “Quello Di Prima” di Emis Killa è stata fatta in sedi separate.

Quali sono stati gli artisti che ispirano di più la tua produzione?

Ho scoperto Mike Will Made It nel 2013 e ha cambiato totalmente la mia visione della musica. È un’ispirazione per me, ha una mentalità a 360 gradi, mi piace il fatto che sia aperto a tutti i generi: ha fatto il pop con Miley Cyrus, il rap e trap marcio con Gucci Mane, per poi passare su robe più elaborate con Kendrick Lamar. Quello che voglio fare io, infatti, è aprirmi a più generi e non soffermarmi solo sulla trap. Metro Boomin invece mi ispira per le batterie, ma in questo momento chi mi sta facendo viaggiare più di tutti con le ritmiche è Murda Beatz.

Tutti producer della nuova scuola, ma te hai iniziato sette anni fa. Chi erano i tuoi mentori?

Prima di conoscere a fondo questo mondo ho sempre ascoltato musica soul, ho iniziato ad interessarmi ai producer quando ho scoperto la Dirty South, antenato del genere trap che proviene principalmente da Atlanta, passando dal Crunk di Lil Jon e arrivando alla trap di Lex Luger, quindi il producer più storico, e non per ignoranza, per me è lui.

Che rapporto hai coi social? Vediamo che sei molto attimo.

Io mi diverto! Il social network è un potente mezzo di distribuzione per dare visibilità alla tua musica, uso solo Instagram ed è bello vedere la reazione dei tuoi fan e guadagnarne di nuovi. Due anni fa io ed un mio caro amico abbiamo iniziato a prendere sul serio i social e da quel momento la mia  pagina è cresciuta di molto, carichiamo le foto periodicamente per attirare un certo tipo di target.

La collaborazione con Giaime è stata particolare e per certi versi inaspettata. Com’è nato il progetto “Gimmy Andryx”?

A settembre ci siamo sentiti per caso su Facebook e Giaime si è complimentato con me per una traccia che avevo prodotto a Paskaman, di conseguenza l’ho invitato in studio, ho sentito dei suoi provini e abbiamo quindi deciso di tirare giù qualcosa. Prima di arrivare a “Gimmy Andryx” avremo prodotto almeno 18 tracce insieme, poi per non stare troppo fermi abbiamo deciso di tirare fuori qualcosa di semplice, veloce e allo stesso tempo particolare, come il nome del progetto. La particolarità di questo lavoro è il fatto che in una canzone ce ne sono due, non ci bastava quello che avevamo già fatto e volevamo esagerare: ci siamo messi in gioco, io sto notando cosa sono capace di fare nella produzione e Giaime nota la sua capacità nel giocare su differenti flow e incastri. È una specie di “pre mostra” di ciò che siamo capaci di fare insieme, per questo teniamo a specificare nei titoli delle sei canzoni che si trattano di prove.

Gli artisti italiani di spessore stanno riconoscendo il tuo talento, tra questi c’è Don Joe, che ti ha fatto strada in Dogozilla Empire. Essendo molto giovane, questo è solo l’inizio per te. Hai mai dato un occhio all’estero?

Sono partito con quell’ottica quando ho iniziato perchè volevo e voglio fare tutt’ora business all’estero. Qualche mese fa io e Joe siamo stati a New York City e abbiamo prodotto una canzone di Disco Black, un rapper emergente di Harlem. La traccia è uscita anche in radio su Hot97, ed è stata una vittoria forse ancora più importante del Disco d’Oro perché ho la visione di trasferirmi lì. Vorrei davvero provare a muovermi oltreoceano per sei mesi o un anno e provare a piazzare qualcosa lì, sto davvero puntando l’America.

Nel panorama italiano spesso, a furia di seguire le ondate, si rischia di suonare simili agli altri. Tu come fai a distinguerti dai tuoi colleghi?

Semplicemente non ascolto rap italiano. Da una parte è un difetto mio, bisogna essere sempre aggiornati, anch’io come tutti mi ascoltavo i Club Dogo, ma sono sempre attratto dal sound americano, che sia hip hop, trap o r’n'b.

Beh, questa cosa giova a tuo favore, stai avendo successo anche perché non vieni influenzato da ciò che succede in Italia.

Infatti penso che “Lamborghini” sia andata fortissima perchè, oltre ai due grossi artisti di spessore presenti sulla traccia, il beat che ho fatto con Joe è diverso da tutto ciò che c’è in Italia, dal modo di fare la 808 alla melodia che è semplice, ma ricorda Atlanta, ed è piacevole alle orecchie. Prendo spunto dal suono americano, senza copiare ovviamente, e poi lo rendo mio.

Arriverà prima o poi un album targato Dogozilla Empire?

Al momento stiamo lavorando a tantissime cose, produzioni, i rapper della Casa, quindi non so. Per quanto mi riguarda ho altri progetti con Giaime, Vegas e Laioung.

About Arielle Moukala

Avevo 2 opzioni: rappare o raccontare del rap. Sono molto loquace, quindi ho scelto la seconda. Viaggiare è la mia religione.

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