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Il fumetto di Tupac è un progetto italiano. Intervista agli autori

tupac

Questo è l’anno di Tupac.

Dallo scorso dicembre, a vent’anni dalla sua morte, è stato ufficialmente inserito nella Rock & Roll Hall of Fame, prestigiosa lista che include star come James Brown, Elvis Presley, Ray Charles, ma anche esponenti illustri del mondo hip hop come N.W.A., Public Enemy, Run DMC e The Beastie Boys.

Da oggi, per i prossimi sette giorni, verrà proiettato nelle sale All Eyez On Me, l’attesissimo biopic dedicato alla sua vita.

Ma quello che forse non sapete è che Tupac è stato il protagonista di una graphic novel (fumetto) e che il progetto è tutto italiano!

Qualche mese fa siamo riusciti ad intercettare Paolo Gallina e Antonio Solinas, illustratore e autore di TUPAC – SOLO DIO PUO’ GIUDICARMI. Ecco la loro intervista.

TUPAC SOLO DIO MI PUO' GIUDICARE

RapBurger) Presentatevi e presentate il vostro progetto.

Antonio) Ciao a tutti, io mi chiamo Antonio e, in una vita precedente, sono stato scienziato e blogger/scrittore di rap e appassionato/critico di fumetti. Da fine 2012 lavoro come editor per Panini Comics, cosa che ha chiuso il cerchio rispetto alla passione fumettistica di una vita. Avendo già scritto di rap (oltre al mio blog, ho collaborato per alcuni anni allʼottima, scomparsa rivista Superfly, fra le altre cose) e di fumetti, oltre a essere editor/traduttore italiano di Hip Hop Family Tree di Ed Piskor, il progetto Tupac – solo Dio può giudicarmi rappresenta un poʼ la fusione di molte delle mie influenze principali e, al di là dellʼenorme impegno che cʼè voluto per realizzare un libro a fumetti, è stato una gioia da portare a compimento.

Paolo) Ciao, sono Paolo Gallina ed ho sempre avuto la necessità di disegnare e faccio lʼillustratore e il fumettista. Qualche anno fa ho vinto il concorso per nuovi autori del Treviso Comic Book Festival, manifestazione internazionale che si svolge ogni anno nella mia città e di cui ora faccio parte dello staff organizzativo. In questo amniente ho conosciuto molti amici disegnatori e con alcuni di questi abbiamo fondato Super Squalo Terrore, una gang di fumettisti/bikers (senza moto) che si occupa di fumetti condominiali.

Come vi è venuta l’idea di fare un fumetto su 2PAC?

A È stato un insieme di concause, ma il merito principale ce lʼha Paolo, che aveva pensato al ventennale della morte del grande artista americano e quindi, tramite amici comuni, sapendo della mia passione per il rap mi ha coinvolto nel progetto. Dopodiché, abbiamo dovuto “solo” pensare a come strutturare il libro e realizzarlo (e lì è venuta la fatica!).

P Tupac è uno dei miei miti della mia adolescenza e mi ha sempre intrigato per il suo talento e la sua carica. La morte prematura poi lo ha fatto diventare una sorta di monumento, una figura di culto per chi ama lʼhip hop di quegli anni. Un giorno mentre scarabocchiavo lʼho ritratto quasi per caso ed ho pensato che la sua storia sarebbe stata proprio perfetta per essere raccontata in un fumetto. Grazie al mio amico Alberto Polita sono quindi entrato in contatto con Antonio e con Beccogiallo Editore e pian piano lʼidea ha preso forma.

Come è nata la collaborazione con Shocca per l’intro del lavoro?

A Lascio la parola a Paolo perché ne sa più di me. Shocca ha la base dʼoperazioni in zona Treviso e quindi è stato abbastanza naturale.

P Ci piaceva lʼidea di avere unʼintroduzione scritta da qualcuno dentro la scena musicale, Shocca era la persona giusta ed è rimasto entusiasta quando gli abbiamo parlato del progetto. Fra lʼaltro è stato gentilissimo perchè ha fatto tutto in tempo da record.

Che musica ascoltate?

A Poca. A parte gli scherzi, con la sopraggiunta vecchiaia e le incombenze di padre, ho sempre meno tempo per ascoltare musica, purtroppo, e quindi sto diventando anche più selettivo. Cerco di tenermi aggiornato sulle ultime uscite rap, ma ultimamente sento lo scollamento fra le cose che mi prendono e i nuovi ritmi che vanno di moda oggi, che a volte trovo noiosi. Se devo fare due nomi di roba che trovo interessante ultimamente, dico Roc Marciano e il “solito” Madlib. Magari non è roba super di moda, ma è basata sul talento e sulla tecnica.

P Per quanto riguarda lʼhip hop americano mi sento legato alla cosiddetta golden age ma mi piacciono anche artisti più recenti, per farti dei nomi Tyler the Creator, Joey Bada$$ e Kendrick Lamar. In Italia invece mi piacciono i romani, su tutti Colle der Fomento, Noyz e Truceklan. Oltre allʼhip hop ascolto anche parecchia musica con schitarrate: rock alternativo, noise, stoner, metal, hardcore. Mi piace la musica “di genere”, o comunque la musica fatta con una certa attitudine, credendoci diciamo.

TUPAC SOLO DIO MI PUO' GIUDICARE

Su quali fonti e quante ricerche avete dovuto affrontare per arrivare a restituire in modo veritiero ogni aspetto del storia?

A C’è una certa quantità di bibliografia su Tupac, ma niente che esaurisse l’argomento, per cui abbiamo dovuto fare un sacco di documentazione, dai libri, ai documentari ai clip di Youtube. In particolare, dobbiamo un grazie a San Google Maps, che ci ha permesso di ricostruire la dinamica della sparatoria finale, che sulle fonti trovate abbiamo scoperto essere sbagliata (specularmente).

P Per quanto mi riguarda ho fatto un ripasso generale sulla storia di Tupac attraverso i documentari realizzati su di lui, in particolare Tupac Resurrection del 2003. Per me però la documentazione principale è stata quella visiva, aiutato da Antonio abbiamo scandagliato internet alla ricerca di foto d’epoca dei protagonisti, Instagram e Pinterest in particolare sono zeppi di scatti poco noti della scena americana anni ’90. Oltre al character dei personaggi ho cercato di essere il più preciso possibile nella ricostruzione delle ambientazioni, dovendo raccontare diversi luoghi degli Stati Uniti dalla fine degli anni ’60 a metà anni ’90. Per riuscire nel mio intento mi sono aiutato con film delle varie epoche trattate, come Shaft, Foxy Brown, Menace II Society e Boyz N the Hood per citarne alcuni.

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Paolo, quanto tempo ti ci è voluto per disegnare l’intera graphic novel? Chi si è occupato di scrivere i dialoghi?

P La divisione del lavoro è stata quella tipica all’interno della produzione di un fumetto, quindi Antonio mi ha fornito un po’ alla volta la sceneggiatura, compresi i dialoghi, e io ho pensato ai disegni. Per ogni pagina letta la sceneggiatura ho preparato un veloce layout per fissare l’idea, quindi ho impostato la tavola a matita e ripassato il tutto alla vecchia maniera, con china e pennello. A quel punto ogni tavola è stata scansionata, ripulita, colorata a photoshop e letterata digitalmente. Il processo di lavorazione di sceneggiatura e disegno, da quando è stato approvato dall’editore, è stato di circa otto mesi.

A Sì, il lavoro è stato ripartito nella maniera classica del fumetto: uno sceneggiatore che scrive trama e dialoghi e un disegnatore che si occupa di renderli nella maniera migliore possibile, facendo fare bella figura allo sceneggiatore. A parte gli scherzi, il lavoro “di gruppo” è stato fatto all’inizio, prima della stesura di testi e disegni, quando ci siamo consultati per capire che tipo di tecniche volevamo usare, come volevamo impostare la narrazione dal punto di vista del ritmo, e via dicendo. In quella fase lì abbiamo buttato giù tutte le idee che poi sono diventate il fumetto.

Paolo, come definiresti il tuo stile e quali le tue influenze?

P Il mio stile è influenzato principalmente da fumettisti classici come Hugo Pratt, Ferdinando Tacconi, Giorgio Cavazzano, José Muñoz, Alex Toth, Frank Miller, Mike Mignola. Oltre alle ispirazioni fumettistiche però mi nutro continuamente di immagini fra le più disparate da film, riviste, pubblicità, videoclip, meme e quantʼaltro. Direi che il mio stile è un tentativo di orientarmi in un mare di influenze pop.

fumetto Paolo Gallina

fumetto Paolo Gallina

La domanda sorge spontanea…farete anche una graphic novel su BIGGIE?

A È una possibilità che stiamo vagliando seriamente. Sarebbe un buon completamento al “primo capitolo” di Tupac.

P Anche perchè ce lo chiedono quasi ad ogni presentazione. (Ah ah)

TUPAC4

A settembre uscirà anche in Italia ALL EYEZ ON ME, il film sulla vita di 2pac. Cosa vi aspettate?

A Straight Outta Compton mi ha fatto tornare sedicenne e gasato, in alcuni momenti, ma le inesattezze storiche e fattuali mi sono saltate all’occhio di brutto. Spero che nel film di Tupac se la giochino meglio da questo punto di vista. Certamente, l’impostazione sarà diversa da quella del nostro volume… perché altrimenti ci vorrebbero 10 ore di film per raccontare tutto!

P Il film sembra molto ben fatto e rivedere nel trailer alcune scene che ho disegnato anche io fa effettivamente una strana sensazione, sono molto curioso. Temo solo che, come avvenuto per i film su Notorious ed N.W.A. il tutto possa risultare un po’ troppo celebrativo e si tralascino gli aspetti oscuri del personaggio. Ma d’altronde sarà un film “hollywoodiano” su Tupac, anche se lo ritraggono come un supereroi “spaccaculi” senza macchia e paura va bene lo stesso, farò comunque il tifo per lui.

Un progetto sicuramente interessante, un pezzo raro, che non sfigurerà di certo accanto alla vostra collezione di vinili.

Se volete acquistarlo, potete trovarlo QUI.

Buona lettura.

About Massimiliano Suardi

Amo l'arte e l'architettura, appassionato di design d'interni. Fammi vedere che sneaker indossi e ti dirò chi sei!

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