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Cosa abbiamo imparato dal Genova Hip Hop Festival

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Aprire il 2018 con un festival di spessore in una delle città italiane che si sta facendo notare di più per quanto riguarda l’ambiente hip hop, è stato molto interessante.

Il 5-6-7 gennaio all’RDS Stadium si è tenuto il Genova Hip Hop Festival e si respirava un clima abbastanza particolare: ci chiedevamo tutti cosa sarebbe uscito fuori da una lineup che prevedeva in 3 giorni tanti stili, diverse età e soprattutto delle maniere di interpretare il rap che delle volte vanno in contrasto tra di loro, o per lo meno così sembra. Qualcuno poteva aspettarsi un clima non proprio disteso dietro le quinte, poiché sono ben pochi gli eventi musicali dove rapper di appartenenze e categorie differenti si possono confrontare. E invece no.

Questo esperimento ci ha ricordato che l’umanità e l’amore per la musica vincono sempre su tutto. Grazie al Comune di Genova, che ha promosso l’evento culturale, al Genova Hip Hop Festival hanno partecipato più di 3000 persone di diverso tipo, e possiamo assicurarvi che, si avvertiva non solo lo spirito musicale ma anche quello culturale.

È stato di grande esempio il giovane rapper Lazza che, oltre alla sua esibizione, ha partecipato sia allo show di Bassi Maestro che a quello di Ensi, come a dire che ci saranno diverse ondate, diverse scuole, ma alla fine si parla sempre di rap. Il pubblico può confermare che su quel palco si sentiva forte e chiaro il profumo del rispetto tra vecchia e nuova scuola, una lezione di maturità con dentro anche un pizzico di emozione.

KT Gorique, unica donna ad esibirsi e la sola a venire da un’altra nazione, è invece la rapper svizzera rivelazione: ha stregato il pubblico con un cattivissimo rap in francese, pieno d‘amore per il popolo, e con nessuna paura di schierarsi. Subito dopo, Giaime si è trasformato in Gimmy Andryx, dimostrando che la sua voce decisa, chiara e concisa, rende molto anche dal vivo.

Ci è dispiaciuta l’assenza di Er Costa, uno degli artisti chiamati a rappresentare Roma sul palco, ma Suarez e Il Turco, con Mr. Phil ai piatti, hanno riscaldato la situazione con del sano e schietto rap romano. Da tradizione.

Scendiamo giù a Palermo city  per la grande esibizione di Stokka & Madbuddy, capitanati da DJ Shocca che hanno sicuramente insegnato a molti piccoli nuovi ascoltatori le basi di questo gioco.

C’è stato spazio naturalmente anche per dei momenti più conscious: sia Murubutu che Claver Gold hanno completamente stregato lo Stadium, la presenza poetica di questi artisti è forse qualcosa che mancava da un po’ nel rap italiano. Dopo loro a bussare la porta abbiamo trovato la realness dei Good Old Boys che sono stati il gran finale, la ciliegina sulla torta.

Non è detto che chi ha partecipato allo show per Kaos fosse interessato al giovane Giaime e viceversa, ma tra la gara di freestyle e la proposta varia di artisti, abbiamo sicuramente notato un interesse alternativo e concreto da parte del pubblico. La città di Genova e l’organizzazione del festival hanno vinto, e ci auguriamo che ci sia una seconda edizione di questo interessante progetto .

About Arielle Moukala

Avevo 2 opzioni: rappare o raccontare del rap. Sono molto loquace, quindi ho scelto la seconda. Viaggiare è la mia religione.

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