shopclues offers today 2017

amazon coupons code india

clear trip coupon code promo

flipkart coupon code

globalnin.com

L’originalità prima di tutto. La rinascita di Giaime

Giaime(foto di Adriana Tedeschi)

Questa intervista non si può chiamare tale perché è stata talmente piacevole che mi sento di avere scambiato quattro (ma anche otto) chiacchiere con due artisti che, per il paese in cui stiamo, sono una benedizione.

Musicalmente parlando, cadere nella banalità al giorno d’oggi è davvero troppo facile e ora più che mai siamo troppo influenzati dalla musica estera. Per questo quando il punto di forza di due artisti sta nella loro originalità viene automatico dedicargli più attenzione del solito.

Lo studio di Andry The Hitmaker è il posto dove nasce la magia tra lui e Giaime e proprio lì nasce questa intervista:

RapBurger) Giaime, reinventarsi non è facile, ma tu ci stai riuscendo molto bene. Ci racconti la tua evoluzione da cinque anni fa ad oggi?

Giaime) Nel 2012 ho iniziato facendo il rap come tutti, per caso, eravamo io ed i miei amici e non avevamo idea di nulla. Son stato fortunato perché abbiamo iniziato a farlo tutti insieme, anche chi non ne era attratto, e grazie a loro non mi sentivo un escluso. Inizi così, senza un senso, copi qualsiasi rapper che ti piace, poi ad una certa,  se hai un po di talento o creatività,  più vai avanti più diventa una questione personale: vai più a fondo e scopri il mondo degli studi di registrazione, dove conosci altre persone che fanno rap tipo Paskaman, Roman, Faser ed un sacco di altri ragazzi che ho frequentato, ti confronti, migliori e diventi uno che dice “voglio fare il rapper”. E lo diventi. Poi conosci Lazza e non sai che diventerà il più bravo rapper italiano della nuova scuola. Attenzione: ho detto rapper. Poi ci sono quelli bravissimi che sono anche altro, ma Lazza sul rap italiano è il più forte. Successivamente qualcuno ti insegna un po’ di più; io non sapevo contare le barre per esempio ed ho imparato a contarle col tempo. Fai una canzone, fai uscire il video anche tu… e fai un botto allucinante. Io sono un caso solitario del rap italiano perché a 16 anni tra i giovani c’erano Mixup, Rocco Hunt e LowLow che in confronto a noi erano un po’ più spacchiusi e conosciuti. Io e la Zero2 ci siamo inseriti ma eravamo tra l’underground e ciò che potevano essere loro, quindi una via di mezzo.

Ad un certo punto è cambiato tutto, c’è stata una sfera evolutiva delle canzoni, iniziavo a pensare che le avrebbero sentite e valutate delle persone. Abbiamo (Giaime con la Zero2 ndr) fatto un disco quando avevo 17 anni, e senza l’aiuto di nessuno l’abbiamo venduto in tutta Italia, è stato il periodo più bello della mia vita. Poi ho mollato la scuola, periodo buio, quindi mi sono trasferito a Londra. Vivevo male, è come se avessi avuto una crisi di mezza età nella mia carriera appena iniziata, avevo perso il focus a causa delle idee poco chiare. Non stavo spaccando, poi  il mio producer, Mr.Effe, è partito per l’estero, e allora mi son chiesto: cosa faccio? In quel momento probabilmente pensavo di non avere più speranze.Poi mi chiama lui (indica Andry The Hitmaker) e basta, c’è stato un colpo di fulmine.

Cos’è successo quando hai incontrato Andry The Hitmaker?

Avevo fatto le vacanze giù al mare, era stata un’estate negativa, anche personalmente parlando. Al rientro, il giorno dopo vado in studio da Danti dei Two Fingerz e gli faccio un featuring: ero molto contento di averla scritta, come se avessi messo il piede in qualcosa di un po’ più solido, dopo tanto. Due giorni dopo vado in studio da Andry, entro in cabina, faccio trenta melodie e si ferma tutto, ci siamo fidanzati. Ci siamo innamorati. È successo troppo veloce, cioè questo non può succedere con le tipe. Da lì non ho fatto altro di scrivere sui suoi beat. È stato come se ti sentissi in fin di vita e andassi in un luogo dove puoi rinascere, ovviamente il luogo è questo studio.

Qual è la formula della vostra collaborazione? Come riuscite a differenziarvi dagli altri?

Io e Andry abbiamo casualmente dei gusti in comune, siamo nati a dieci giorni di distanza lo stesso anno, siamo più che coetanei, ma siamo di due segni diversi per un paio  di giorni e secondo me questo conta: due persone così vicine e così diverse che riescono a ritrovarsi per qualcosa. Emblematico no? Abbiamo comunque tante influenze comuni: sia mia madre che la sua ci hanno fatto ascoltare la musica fin da piccoli, abbiamo cultura musicale 2000-2008 e ci troviamo perché siamo sofisticati ma non vogliamo risultare pesanti, vogliamo essere eleganti.

Ora che il progetto Gimmy Andryx ha stupito tutti, cosa dobbiamo aspettarci?

Dopo “Cubetti di Ghiaccio” abbiamo altri due singoli pronti a febbraio ed a marzo, e poi tornerà il buon Gimmy Andryx versione estiva, e poi da settembre si può già iniziare a pensare di far uscire qualcosa di un po’ più grosso.

Ci ha sorpreso invece la tua collaborazione con un componente dell’ASAP Mob tra i tuoi singoli. Com’è nato il pezzo con ASAP Tyy?

Alcuni PR delle serate milanesi hanno veicolato ASAP Tyy verso lo studio di Andry perché voleva registrare, quindi appena Andry mi ha informato, mi sono fiondato in studio. Gli abbiamo fatto sentire Gimmy Andryx 1, 2 e 3 e Tyy ci ha chiesto di registrare un pezzo insieme tutti e tre. L’abbiamo registrato la stessa notte e quando lo stesso Asap Tyy era in procinto di andarsene, ci ha chiesto di fare il video. Non abbiamo pagato eh!

Sei un artista a tutto tondo, e qualsiasi sia la tua scelta musicale, la tua personalità esce fuori forte. Qual è la tua posizione nello scenario del rap italiano?

In questo momento io non ho una vera posizione nel rap italiano:  sembra che non ho capito al 100% come devo stare qua. È chiaro come il sole che tra poco ci imporremo con il nostro stile anche a livello di facciata visiva, effettivamente stiamo prendendo una forma. Sicuramente faccio parte del rap italiano, diciamo che mi conoscono ma sono distaccato dalla scena. Per essere comunque al top potremmo crearci una nostra scena di cui saremmo sia inventori che promotori, e ti assicuro che può succedere perché è già successo nel rap italiano. L’alternativa sarebbe metterci in mezzo alla scena con qualche compromesso evidente.

Non c’è una parola che vi definisce?

Originale. Ti faccio un discorso: alla fine un po’ tutti copiano, proprio tutti, e lo fanno anche spudoratamente. Poi che gli venga benissimo, a me non crea problemi. Io mi ascolto delle canzoni che sono copiatissime da altre canzoni e mi piacciono anche di più, quindi non ho un odio per queste persone. Però, come posso dirtelo? Noi siamo originali, io non copio nessuno, non è una cazzata. Questo qua (Andry ndr) si mette sulla tastiera, e non è che gli puoi dire qualcosa. Lui è il produttore più forte d’Italia, non c’è cazzo. Bella per tutti, ma lui è lui. Ma noi siamo simili in questo: non dico che sono il rapper più forte d’Italia perché non è vero, potrei essere uno dei più forti artisti d’Italia, ma rapper no. Mi piace essere rapper, sono rapper, ma non potrei mai essere Lazza, che come dicevo prima per me è un mostro. Quello che uscirà sarà una rivoluzione, poi se non ci riusciamo torniamo a casa zitti, però questo è l’intento.

Si vede che non c’è interesse a collaborare con altri artisti, ciò che c’è tra voi due è troppo particolare.

Ti dico la verità, io voglio collaborare con tutti, ma soprattutto mi piace collaborare con chi ha più hype di me, io potrei collaborare anche con gente inascoltabile, è comunque esercizio, ma se tra le tante collaborazioni che puoi fare riesci a confrontarti con qualcuno che può portare qualcosa per il tuo sogno, sappi che è tutto di guadagnato perché sarà un qualcuno che ha capito meglio le cose di te. È solo un onore, e non vedo l’ora. Ti dirò di più: accadrà a breve, perché qualcuno si accorgerà di tutto ciò che stiamo facendo.

Ciò che traspare da questo giovane artista é la voglia di portare la sua impronta in questo genere. Quando un cantante ed un producer si trovano sulla stessa lunghezza d’onda, nasce qualcosa che si può spiegare solo con la musica. È ciò che è successo a Giaime e Andry The Hitmaker, e lo si può toccare con mano nel loro nuovo singolo “Cubetti Di Ghiaccio”, canzone legata alla fine di un rapporto complicato. Dopo il progetto “Gimmy Andryx”, i due hanno provato a fare qualcosa di diverso, stilisticamente parlando.

È appena uscito il video, guardalo qui:

About Arielle Moukala

Avevo 2 opzioni: rappare o raccontare del rap. Sono molto loquace, quindi ho scelto la seconda. Viaggiare è la mia religione.

Sparati anche questo!

Marracash Iuter Deserto

Scopri perchè Marracash è nel deserto di Fuerteventura

Cosa ci fa Marracash in mezzo al deserto mentre qui in Italia sta arrivando un’ondata …

Lascia un commento

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>