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MI AMI ORA: il racconto dei live e la conferma dei Coma Cose

Coma_cose

(foto MI AMI Festival Facebook)

Il 24 febbraio al Fabrique di Milano si è tenuto il secondo evento di anticipazione del celebre festival MI AMI, organizzato annualmente da Rockit per promuovere la musica italiana in tutte le sue espressioni.

L’evento in questione voleva puntare l’attenzione sul rap e sulle varie sfumature che sta assumendo nel panorama musicale italiano: dalle contaminazioni con i temi e le forme del tanto bistrattato quanto amato “indie”, fino alle derive più soul e pop.

Unire in un unico evento queste diverse espressioni del rap italiano non era certamente facile ed immediato per tante ragioni. Sia per i tipi di pubblico molto diversi, per età e gusti musicali, sia per la diversità di suoni ed aspirazioni, sia per il tipo di performance live.

Nonostante queste difficoltà, gli organizzatori del Mi Ami Ora hanno comunque voluto osare provando coraggiosamente a mettere sullo stesso palco artisti come i Coma Cose, Rkomi, Ghemon, Belize, Night Skinny e i DJ-Set finali di G. Quagliano e Giad.

I Belize hanno fatto una breve apertura, dimostrando di essere una band interessante, con idee e potenziale da sfruttare. Tuttavia, erano davvero fuori contesto rispetto a tutto quello che è avvenuto dopo.

La piacevole sorpresa sono stati sicuramente i Coma Cose. Buona presenza sul palco e molto riuscita la collaborazione con la band che li ha accompagnati, i Mamakass. Hanno quindi saputo valorizzare i loro brani live (da “Anima Lattina” a “French Fries”), caricandoli di emotività ed energia, convincendo anche il pubblico che gli ha supportati dall’inizio alla fine.

A prendersi la parte centrale e più corposa dell’evento ci ha pensato poi Ghemon, che ha presentato molti brani del nuovo disco (tra cui “Un Temporale” e “Magia Nera”) non tralasciando qualche brano del precedente lavoro (ad esempio “Pomeriggi Svogliati”, e “Quando Imparerò”). Sta crescendo molto nel suo approccio ai live da quando ha iniziato a suonare dal vivo con la band per lo più cantando. Infatti, è sembrato sicuro e a suo agio, capace di condurre la performance anche con presentazioni ed intermezzi parlati per rimarcare il significato di alcuni passaggi. Ad aiutarlo molto sicuramente la sua band ed il talento e l’esperienza di una corista come Wena, cantante soul che ha già lavorato con artisti come Almamegretta, Raiz e Paola Turci.

Dopo Ghemon, con le sue atmosfere più pacate, si è passati in modo repentino alla musica di Rkomi. Il pubblico si è notevolmente ringiovanito, con molti fan di Ghemon e dei gruppi precedenti che hanno probabilmente lasciato il locale.

Night Skinny ha dato un apporto fondamentale al live, con il suo gusto e la sua esperienza. Rkomi invece per buona parte dell’esibizione è apparso spaesato, come del resto ha dichiarato lui stesso più volte dal palco. Spesso non finiva le strofe, molti ritornelli non gli ha cantati dal vivo lasciando la sua voce registrata sulla base. Senza contare i momenti vuoti, in cui ha lasciato uno dei suoi brani  più attesi come “Fu*k Tomorrow” in sottofondo, scendendo sotto il palco per salutare amici e fan o distribuire gadget.
Peccato, perché in alcuni momenti (come in “Sissignore”) ha anche dimostrato grinta e personalità, ma di certo non è bastato. Pure il momento con il chitarrista Jack Jaselli, per proporre il brano “Mai Più” in una nuova versione, non è sembrato del tutto riuscito.

Lo showcase di Pezzi con Night Skinny ai controlli e Ensi al mic è stato tra i momenti migliori della serata. Ensi entertainer indiscusso, che ha dimostrato, come se ce ne fosse ancora bisogno, come si tiene un palco. Insieme a Night Skinny ha fatto il vero mattatore dell’evento: tra freestyle, brani riadattati sulle strumentali di Skinny e un costante dialogo con il pubblico.

Tuttavia, il pubblico rimasto per questo ultimo showcase probabilmente non era abituato a questo tipo di atmosfera da sound system e quindi la risposta, che in questi casi è fondamentale, non è stata delle più partecipative. Comunque i vari ospiti intervenuti hanno saputo fare del loro meglio. Noyz Narcos, Mecna, lo stesso Rkomi e Tedua hanno omaggiato Night Skinny con ottime prove. E lo stesso producer, con una selezione di brani grime e trap, ha messo in campo tutto il suo talento, lo stile e la personalità.

Molto interessanti anche i DJ Set finali, con i quali Quagliano e Giad, hanno proposto un’ottima scelta di brani classici del rap italiano ed internazionale. Un momento però un po’ fuori contesto per quanto avvenuto durante la serata.

L’esperimento coraggioso tentato con questo Mi Ami Ora nel suo complesso non ha quindi convinto appieno. L’evento è sembrato davvero una commistione di performance senza un filo logico che le legasse tra loro e le valorizzasse. A prescindere dalle scelte artistiche, è mancato quindi un trait d’union capace di accompagnare il pubblico dentro i vari momenti dell’evento, esplicitando il senso delle performance che si susseguiano.

About Francesco Zendri

Insaziabile di musica e cibo, vere e proprie ragioni di vita, amo scrivere e vado matto per la criminologia. Nel tempo libero curo le iniziative dell'Associazione Culturale Step by Step di Rovereto (Tn) per promuovere la cultura Hip Hop.

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