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La Dark Polo Gang non è più solo un meme

DARK POLO GANG INTERVISTA

In occasione del nuovo singolo “British”, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il gruppo romano più discusso degli ultimi anni: la Dark Polo Gang, che ha appena firmato il suo primo contratto per una major, la Universal. Questo è quello che ci siamo detti.

Era tutto iniziato con un tormentone nelle vostre Instagram Stories, ed ecco che quel “British” è diventato anche il nuovo singolo della Dark Polo Gang. Quali sono gli elementi che vi legano all’Inghilterra?

Tony Effe) Sangue blu. Oasis. Beatles.

Pyrex) A parte che noi facciamo sempre riferimento ai Beatles. Quest’anno poi, per caso siamo andati a fare un live a Londra esattamente al 50° anniversario del White Album. Poi ci siamo tagliati i ciuffi che per noi erano come…

Tony Effe) Tipo Sansone…

Pyrex) Esatto! Erano una delle nostre caratteristiche più importanti. C’è stato un cambiamento netto per quanto riguarda la nostra immagine quando ci siamo tagliati i ricci.

Wayne) Poi anche politicamente, noi ci sentiamo un po’ come l’Inghilterra: siamo fuori da quello che è in questo momento la scena, ci sentiamo come degli outsider. Brexit.

Dopo Twins che è uscito da indipendente, arriva il primo singolo per una major: qual è la differenza maggiore che avete percepito?

Tony Effe) Sicuramente è un discorso di mezzi. Per esempio la radio, la distribuzione e queste cose qua.

Wayne) In senso generale quello che abbiamo fatto da indipendenti…

Pyrex) … Era il massimo che potevamo fare.

Wayne) Sì, il fatto di doverti occupare di tante cose allo stesso momento ti leva un sacco di energie, e soprattutto non riesci poi a focalizzare bene artisticamente quello che vuoi fare, a livello di video, musica. Perché non riesci a gestirti.

Tony Effe) Sì ci sono tante cose, devi gestire tutto, quindi la parte artistica viene meno alla fine.

Wayne) A quel punto abbiamo capito che provando un’esperienza in major avremmo fatto un lavoro più completo a livello artistico, le nostre idee si incominciano a materializzare. E il risultato è qualcosa di più figo. Poi chiaramente il concetto di 777 Entertainment è un concetto che rimane, stiamo prendendo nuovi artisti come Gianni Bismark, Mambolosco… è un’identità che continua ad andare avanti. Non si sa se un giorno torneremo indipendenti o continueremo con la Universal, quello è comunque un progetto imprenditoriale che andrà avanti, seguendo quello che è il nostro modo di vedere il Rap.

Perché tra tutte le proposte che avete ricevuto avete scelto di firmare per Universal?

Pyrex) È la Universal che ha scelto noi. Abbiamo portato avanti più trattative, poi la Universal è…

Wayne) … Perché è il Real Madrid!

Pyrex) Sì, è la label più prestigiosa, era quella più adatta a noi. Era quella più interessata, sembrava quasi appunto quando una squadra di calcio si vuole prendere un calciatore. Alla fine chi insiste di più riesce a ottenere l’elemento desiderato.

La domanda che tutti si fanno: sta arrivando un nuovo album? Quanto dovremmo aspettare?

Pyrex) Tra quanto non si sa ma arriverà. Abbiamo un sacco di tracce, abbiamo lavorato tantissimo. Le stiamo rielaborando e stiamo selezionando quali sono le più adatte. Stiamo lavorando anche con altri producer, il risultato sarà qualcosa di diverso rispetto ai dischi precedenti, rispetto ai contenuti.

Tony Effe) Anche rispetto alle sonorità. Dato che comunque ci stanno lavorando più persone.

Pyrex) Poi ovviamente non più solo con Sick Luke, dato che abbiamo fatto insieme 5-6 tape…

Wayne) Abbiamo bisogno anche un po’ di provare cose nuove, come lui ha bisogno di poter lavorare con altri.

Pyrex) E lo facciamo tutto nella normalità, nella tranquillità più assoluta.

Wayne) Non si tratta di una rivoluzione, noi adesso ci sentiamo… com’è che diciamo noi?

Pyrex) Super Sayan di 2° Livello.

Wayne) Bravo! Non è una rivoluzione ma un’evoluzione, cerchiamo di provare sempre tutto. Comunque nel nostro repertorio non manca nulla: dalla trappata, alla canzone sexy, alla canzone d’amore. Abbiamo sempre dimostrato che non ci ferma nulla fondamentalmente. Siamo già aperti di nostro e ogni cosa sarà sempre un’evoluzione di tutto.

Avete fatto il remix italiano di “Plug Walk” di Rich The Kid. Com’è stata come esperienza?

Tony Effe) È stato figo! L’unica cosa è che preferivamo fare un lavoro un po’ più libero, avevamo poco spazio. Dato che siamo in tre in quel pezzo avevamo 15 secondi a testa, perché ovviamente avevamo un strofa in tre. Però è stata veramente una gran figata!

Wayne) Siamo stati scelti come ambasciatori italiani di un pezzo che ha fatto 2 platini! È stato figo soprattutto perché questo è l’inizio di un ponte che si sta creando oltre l’internet. Un ponte fisico.

Quindi secondo voi si sta creando un contatto tra gli artisti italiani e quelli internazionali?

Tony Effe) Sì, l’Italia si sta comportando molto bene. È un po’ quello che sta succedendo in tutto il mondo.

Wayne) Anche il Sudamerica ad esempio: la trap sudamericana è arrivata ai livelli di quella degli Stati Uniti a livello di internazionalità. Tutto questo secondo me grazie anche ai social che nell’ultimo periodo hanno creato una rete molto fitta. L’altro giorno per esempio eravamo in studio con Ronny Jay, uno dei producer più forti d’America, ed è stato facilissimo capirsi con lui.

Tony Effe) Alla fine è un linguaggio universale.

Beh Ronny Jay è un nome davvero importante. Con quali altri artisti vi piacerebbe collaborare?

Pyrex) Io direi qualcosa di non rap… Con Diplo uscirebbe qualcosa di figo, secondo me.

Tony Effe) Io direi Dua Lipa!

Wayne) Mah per come siamo fatti noi siamo aperti a chiunque, il bello secondo me sta nel provare tutto. Non faccio nomi perché sarebbe riduttivo, però per me sarebbe interessante sperimentare con dei veri musicisti.

Tornando invece alle vostre origini, qual è il primo album rap per cui siete andati in fissa?

Wayne) Quando è nata la Dark Polo noi eravamo in mezzo a quella roba tipo Chief Keef, Glo Gang…

Pyrex) Sì, è un po’ l’antitesi di quello che c’è adesso.

Wayne) Lui è un po’ il padre di tutta questa nuova generazione di rapper che sono venuti fuori.

Tony Effe) Fino a Bang 3 tutti i suoi pezzi erano belli.

Pyrex) Lì a incominciato a non piacerci, lui comunque di mixtape ne ha fatti veramente un sacco.

Wayne) E poi diciamo che quel tipo di aggregazione famiglia, gang, tutti insieme, tutti che rappano e spaccano, tutti che hanno un personaggio, diciamo che è un po’ quello che ci ha dato l’ispirazione per iniziare.

Pyrex) Sì abbiamo iniziato in quel periodo, quando c’era quel genere là. La Drill di Chicago.

Le band e i gruppi, in qualsiasi genere musicale, ultimamente stanno venendo sempre meno, ma voi restate assieme. Cosa vi fa rimanere uniti senza che qualcuno abbia ambizioni da singolo?

Pyrex) A parte il fatto che ognuno di noi ha fatto progetti individuali, o progetti a coppia, abbiamo sempre fatto un po’ quello che volevamo. E poi live è molto più figo stare tutti assieme, sia dall’aspetto musicale che per quanto riguarda la performance.

Wayne) Anche con i singoli abbiamo avuto un sacco di soddisfazioni.

Pyrex) “Magazine”, “Spezzacuori”, io ho fatto tutti i miei singoli, Side ha fatto “Diego Armando Maradona” … stiamo in gruppo, ma possiamo fare quello che vogliamo liberamente.

Tony Effe) Tipo Scambisti.

Pyrex) È un format strano che abbiamo portato noi qui, perché in Italia nessuno ha fatto una cosa del genere. Il Wu-Tang faceva così.

Wayne) Però sta cosa ci lascia liberi ma uniti, perché comunque abbiamo fatto il nostro. Quando fai il tuo singolo e fai 10 milioni su Spotify, hai spaccato grazie a te, alle tue forze perché alla fine è il tuo singolo, ti rendi conto che poi tutto il resto se si resta uniti viene ancora meglio, è un qualcosa in più. Invece a volte i gruppi si tolgono no? Uno perde rispetto all’altro. Invece a noi la nostra libertà ci ha dato la nostra forza.

Sapete usare benissimo i social, che è positivo dal punto di vista del coinvolgimento del pubblico. Ma proprio per questo aspetto i detrattori dicono che la vostra musica viene meno. Secondo voi è così?

Pyrex) Sono due cose totalmente diverse. Tutti vogliono sempre racchiudere tutto dentro un cesto unico.

Tony Effe) Perché siamo scomodi.

Pyrex) Sì diamo fastidio perché nessuno si sente libero come noi, perché nessuno prende il telefono e dice quello che gli pare. Tutti quanti pensano di dover interpretare un personaggio per fare così o cosà. Noi siamo semplicemente noi stessi, e continueremo a fare così sempre. Questa cosa ha creato un sacco di controversie ma per noi è normalissimo. La musica, i social, noi viviamo giorno per giorno, non siamo programmati.

Wayne) I social ci sono alla fine.

Pyrex) Sì ci sono, per chiunque.

Wayne) Poi in questo momento vuoi o non vuoi comunque rimane sempre una buona base dove puoi far uscire la tua roba, per farti notare. È inutile attaccare i social. È l’unica libertà che hai se sei un emergente, o di far vedere quello che fai tramite internet.

Tony Effe) Non serve nulla detrarre i social. È un controsenso poi attaccare i social dai social.

Wayne) È come lavorare senza una casella di posta elettronica. Al giorno d’oggi non puoi permettertelo, capito? È un po’ la stessa cosa. Come dire: “Ah ma lavori e non mandi le lettere via posta! Vergogna!”. Non ha senso. Ormai fa parte del gioco. Poi l’uso che ne fai dipende da te.

Sappiamo che avete dato vita a una Serie TV. Com’è nata l’idea? Cosa ci dobbiamo aspettare di vedere in questi episodi?

Tony Effe) La serie è iniziata perché noi eravamo già in rapporti con ‘sta produzione che ci aveva fatto i video di “Magazine”, “Fiori del Male”, “Caramelle”, poi è nata l’idea della serie tramite Tim che ce l’ha chiesta. Poi abbiamo iniziato questa serie, ogni volta escono sempre 3 puntate, è carina come idea.

Wayne) È una figata la serie. Fa vedere un po’ quella roba delle season…

Tony Effe) È figo, abbiamo fatto ‘sta serie tutti insieme. È una roba un po’ più personale, improntata su di noi.

Wayne) Spiega anche un po’ tutto il lavoro che c’è dietro, un dietro le quinte insomma.

Cosa ne pensate del fatto che siete diventati un fenomeno meme?

Pyrex) Ma in realtà la cosa dei meme era una cosa che apparteneva più all’altro anno, quest’anno se ne vedono di meno. L’anno scorso erano proprio una cosa un sacco divertente. È un po’ la cosa che faceva divertire tutti.

Wayne) Sì ma è una roba che sta scomparendo, i meme erano tipo Drake. Era partito quasi tutto dal video di “Hotline Bling”, s’era creato tutto questo filone che è stato riportato su di noi, su Tony soprattutto. Come tipologia si erano concentrati sulla scuola e sulla vita di tutti giorni e ci stava, ma è una cosa che come dice Pyrex adesso sta morendo.

Pyrex) Comunque penso che nessuno abbia ricevuto tutti i meme che abbiamo ricevuto noi. Manco Drake.

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Quanto siete legati alla vostra città? Quanto Roma ha contribuito a creare la DPG, e cos’ha in più rispetto alle altre città?

Tony Effe) Più che Roma direi Monti, che è il nostro quartiere, dove c’è un background diverso rispetto a tutto il resto della città. Roma è diversa da Milano. Siamo comunque legatissimi perché ci sentiamo gli ultimi romantici. Ci spostiamo spesso tra Roma e Milano, ma Roma rimane sempre…

Pyrex) … Roma sarà sempre come nostra madre! È come quando arriva il momento in cui esci di casa e devi un po’ abbandonarla e diminuire i rapporti con lei.

Wayne) È la nostra parte “dark”, quando diciamo “dark” il nostro riferimento è Roma.

Pyrex) Ci ha ispirati inizialmente, ma adesso meno ci stiamo più riusciamo ad essere attivi. Con la serie ad esempio abbiamo avuto difficoltà perché Roma si muove molto poco, l’unica cosa che si muove artisticamente di Roma siamo noi. Ora non è che ci troviamo molti stimoli o molti contatti lì.

Wayne) Non c’è un fronte di interesse soprattutto. Le persone lì sono poco interessate a tutto.

Pyrex) Da quando siamo arrivati a questi livelli, Roma non ha più nulla da darci.

Wayne) Però ci ha dato tantissimo per quanto riguarda l’ispirazione iniziale, il fatto di dire cosa era “dark”. Un po’ come Sorrentino sai, far vedere la parte oscura della città, è una cosa che molti artisti romani hanno portato avanti nel corso degli anni. Ognuno ha la sua visione ma la parte “dark” della città la ritrovi in tanti testi di artisti romani.

Che rapporti avete con gli altri artisti di Roma?

Pyrex) Li conosciamo tutti.

Tony Effe) C’è Gianni Bismarck, che è un’artista che sta con noi.

Wayne) Lui credo che sia uno dei più forti perché lui c’ha proprio la romanità dentro. È bello quando uno riesce a fare questo.

Pyrex) Il problema è che è un po’ come il neomelodico a Napoli: lo fanno tutti nella città, c’è un sacco di competizione e difficilmente al di fuori della città lo capiscono, ma se sei di Roma impazzisci perché ti ci ritrovi. Con gli altri… Non è che ci sia sta miriade di artisti, però…

Tony Effe) … Noi stiamo bene con tutti.

Pyrex) Sono gli altri che magari non stanno bene con noi, noi stiamo bene con tutti quanti.

Wayne) Il discorso in realtà è che ci vogliono tutti bene, anche quando c’hanno da ridire, alla fine più di tanto non ci puoi odiare, rimaniamo sempre nel limite. Siamo troppo belli per farci odiare.

Tony Effe) Siamo dolci e carini.

Pyrex) Siamo troppo sexy.

In una società come quella di oggi, dove la moda sta assumendo sempre più importanza, che significato date voi ai vestiti e all’apparire in generale?

Tony Effe) È una cosa che ci appartiene da sempre, prima di tutto ciò. Ci siamo cresciuti con sta cosa. È una cosa che per noi ha un senso, non ce ne frega se per te non è giusto o non ha significato.

Pyrex) Ma poi se non è lecito che lo facciamo noi, chi è che lo fa? Sono tutti controsensi questi. Tutta ipocrisia. I Kiss ad esempio: loro si truccavano, avevano le tutine, e io mi metto le collane. Ognuno ha il suo stile. Alla fine ci deve far piacere a noi, per noi è figo. Fa parte di noi, non è che ci siamo svegliati la mattina con il trip che io ti devo far vedere che ho fatto i soldi, a me piace vestirmi bene. A me piace abbinare i colori.

Wayne) È lo swag. Non ne potrei fare a meno.

Pyrex) Fa parte di noi. A parte il fatto che è una cosa che appartiene alla musica in generale, nel bene o nel male…

Tony Effe) Poi l’abbiamo portata avanti noi ‘sta cosa in Italia, prima per fare capire che facevi rap dovevi metterti per forza il New Era.

Pyrex) Infatti ci chiedono sempre: “Ma perché Gucci, Fendi?”. E noi: “Ma che domanda è? Perché non mi posso mettere Gucci e Fendi?”. Già mi devi giudicare in base a quello che mi vesto, perché?

Wayne) Sì, abbiamo sdoganato sti grandi marchi che all’estero sono la normalità. Poi vuoi o non vuoi sti marchi qui sono molto più forti rispetto a quando abbiamo iniziato. Non è un’evoluzione solo nostra ma mondiale: è un marchio che è stato apprezzato in tutto il mondo. Cinque anni fa Gucci non aveva la notorietà che ha adesso. E adesso chiunque vuole vestirsi Gucci. Si è creato proprio un’icona sul fatto che questi grandi marchi comunque stanno esplodendo, anche grazie a gente che li apprezzava da molto prima. È un hype mondiale, una cosa condivisa da molti, non è una cosa solo nostra, sarebbe riduttivo dire che è una cosa solo nostra. È una cosa influenzata da molti fattori.

About Fabio Baratella

Proveniente dalla provincia di Milano, sono un fan di Mortal Kombat, di Frank Miller, degli Sport Motoristici e del Giappone.

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