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Chi può fermare la dinastia dei Warriors?

LebronA cura di Flavio Zocchi e Davide Marcon

Sono dati favoriti(ssimi) per la vittoria finale (sarebbe il terzo anello consecutivo) inoltre, i campioni in carica Golden State Warriors hanno aggiunto un altro All-Star – DeMarcus Cousins ​​- al loro nucleo di stelle (Steph Curry, Kevin Durant, Draymond Green e Klay Thompson). Unici – ipotetici – ostacoli? Gli infortuni e l”equilibrio emotivo di una squadra oramai divenuta leggenda. I loro più accreditati avversari sono gli Houston Rockets. A maggio contro i Warriors, i Rockets hanno sfiorato il K.O. (perdendo in gara 7 delle Finali di Conference)… Quest’anno partiranno con il core dello scorso anno, con il “barba” Harden galvanizzato dal premio di MVP della scorsa stagione l’aggiunta di una star come Carmelo Anthony.

Ma in sintesi, escludendo forse Boston (vedi sotto) e Houston, non ci sono altri team che possano battere Curry a compagni.

THE KING OF L.A.
LeBron ai Lakers è qualcosa di magico e inaspettato, magnifico. Il migliore giocatore di questa generazione e (forse) di tutti i tempi giocherà per una delle più vincenti franchigie della storia. Il connubio tra LeBron e Los Angeles ha a che vedere con il basket ma anche con il futuro del n° 23: oramai icona globale, uomo immagine, imprenditore, attore (come saprete l’anno prossimo uscirà Space Jam 2), impegnato contro il razzismo e battagliero nei confronti di Trump, un uomo di 33 anni con una famiglia e interessi patrimoniali da portare avanti… In quale altro luogo aprire un nuovo ciclo, se non in California? LeBron sa benissimo di non potere vincere quest’anno il titolo NBA, sa che dovrà essere leader di una squadra piena di giovani di talento e arricchita da “veterani” di valore, ma il Re è consapevole che i piani devono per forza essere di medio periodo, per quest’anno portare i Lakers ai play-off (che mancano da 5 anni) e nei prossimi anni vincere il titolo NBA. Sarebbe una vera e propria impresa, un ulteriore marchio alla legacy del “Prescelto”. E poi L.A. è L.A, e l’hype intorno a LeBron coinvolge tutti, attori, giocatori di football e baseball, musicisti. LeBron è un personaggio globale ed è la perfetta sintesi di questa generazione tra millenial e under 40. Oramai mancano poche ore al suo esordio casalingo (sabato 20, contro Houston) ma lo Staples Center è già esploso di gioia quando l’altro giorno, in occasione dell’ultima data del tour di Drake e Migos, James è salito sul palco con Drizzy e Travis Scott durante “Sicko Mode”, ‘Bron ha letteralmente preso per mano il pubblico ballando e divertendosi alla grande con i due amici rapper.

IL LIBERO TERRITORIO AD EST
Per otto anni consecutivi, LeBron James ha dominato la Eastern Conference, per otto volte in fila ha portato il suo team in finale. E’ semplicemente stata la Forza sui cui hanno contato due squadre – Miami e Cleveland – per arrivare a giocarsi il Larry O’brien Thropy. Ma quest’anno sarà diverso: LeBron è a Ovest, a Los Angeles. LeBron lascia l’east e ora chi “governerà” ad Oriente?
Due squadre sembrano essere le favorite, Boston Celtics e Philadelphia 76ers. I Celtics l’anno scorso sono arrivati ad un passo (perdendo gara 7 con i Cavs) senza le due all-star infortunate: Kyrie Irving e Gordon Hayward che da ieri sono tornate nella rotazione di una squadra già rodata, ricca di giovani di talento e allenata sapientemente dal giovane Coach Brad Stevens.
Il che li rende automaticamente i primi favoriti ad East. Poi c’è Philadelphia, le young guns dei Sixers sono tutti di alto livello, l’anno scorso hanno fatto molto bene e quest’anno potrebbe essere quello della maturià per Joel Emblid, Ben Simmons, Fultz e compagni.
Con i giochi così aperti non possiamo che menzionare Washington con un roster agguerrito ma dal temperamento altalenante, i Toronto Raptors che hanno preso “a sua insaputa” uno dei top 5 giocatori della NBA odierna: Kawhi Leonard. Infine occhio Milwaukee Bucks che dalla loro hanno Giannis Antetokounmpo, “The Greek Freak” meriterebbe un racconto a parte, quest’anno è chiamato a fare il passo della definitiva consacrazione e il suo team sarà una variabile che si potrà trasformare in contender.

RAP E NBA
L’hip hop e l’NBA sono così intrecciati che condividono, più o meno, lo stesso pubblico. E i rapper spesso giocano a basket (anche in maniera più che discreta come Master P o 2 Chainz), altre volte invece sono i giocatori a mettersi alla prova con il microfono (recentemente il migliore è la guardia di Portland Damian Lillard a.k.a Dame Dolla). In questa ultima parte di articolo, proviamo ad associare qualche rapper alle principali squadre NBA.

Chicago Bulls & Chance Da Rapper: se i tempi di Kanye (ops, Ye) a Chicago sono lontani, oggi è Chance de Rapper a rappresentare al meglio la franchigia del Michigan in crisi di risultati da qualche tempo
Brooklyn Nets & Jay-Z: tutti sappiamo di Jay-Z e del team sbarcato a Brooklyn da qualche anno. I Nets a causa di scelte societarie a dir poco folli navigano nella mediocrità, ma Jigga è il primo dei tifosi in attesa di anni migliori.
Detroit Pistons & Big Sean: una franchigia storica, vincente che sta ricostruendo la sua credibilità, ha un all star di primaria importanza come Blake Griffin e visto il futuro che potrebbe essere interessante, vogliamo che sia Big Sean.
Houston Rockets & Trevis Scott: sono i favoriti nel contrastare i Warriors e hanno dalla loro una delle nuove star del rap, Trevis Scott, nativo della città del Texas, grande tifoso, creatore dei jingle di incoraggiamento scanditi all’interno del palazzo di Houston, Travis è perfetto per il team di Paul e Harden!
Charlotte Hornets & J. Cole: una squadra di proprietà di Michael Jordan, un top player come Kemba Walker e un cantante-tifoso di primissimo livello: J. Cole.
Golden State Warriors & G-Eazy: il parterre dei Warriors è – soprattutto durante le finali – ricco di star/tifosi, noi abbiamo comunque deciso di affiancare il nativo della Bay Area G-Eazy alla franchigia campione in carica.
Philadelphia 76rs & Meek Meel: la relazione tra questo team e Meek Meel va oltre lo sport e la passione, Meek ha scontato oltre 5 mesi di carcere sollevando un polverone riguardo alla sua ingiusta prigionia, in molti si sono schierati dalla sua parte compresi i 76rs: la scorsa primavera, poche ore dopo essere uscito dal carcere Meek è stato trasportato in elicottero (pagato dal proprietario dei Sixers) per poter assistere ad una partita di play-off della squadra.
Miami Heat & Rick Ross: in Florida quest’anno sarà l’ultimo in NBA per l’icona della franchigia D. Wade, a South Beach sono convinti che potrebbe essere un ultimo giro che durerà fino ai play-off, primo tifoso assoluto nel mondo del rap? È ovviamente Rick Ross!
Los Angeles Lakers & Kendrick Lamar: basta solo il nome, Kendrick Lamar. Anche se sappiamo quanto Snoop Dogg sia presente e visibile durante le partite dei gialloviola.
Toronto Raptors & Drake: per chi segue il basket o la musica o entrambi è facile associare i Raptors a Drake.
Atlanta Hawks & 2 Chainz: quest’anno hanno una delle squadre più mediocri di tutta la Lega ma a livello di rapstar-fan non ha eguali: Future e Migos prima di tutto, ma soprattutto lui: 2 Chainz.
New York Knicks & Cardi B: ok la squadra della grande mela è davvero in difficoltà da anni e ogni stagione la situazione non migliora granché, ora la franchigia lotterà a fatica per raggiungere i play-off, potremmo indicare il classico Nas ma andiamo sulla nuova star nata e cresciuta a NYC, Cardi B.

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www.rapburger.com è il magazine dove potrai saziare la tua fame di rap.

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