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Masamasa, un artista giovane ma con le idee molto chiare

Masamasa rb

Abbiamo già incontrato Masamasa all’inizio del 2018 in una puntata di Training Day andata in onda su Radio Raheem e siamo tornati a fargli qualche domanda dopo quasi un anno in cui parecchi fari sono puntati su di lui.
Come già successo per altri artisti hip hop, anche Masamasa ha preso una strada tutta sua che strizza l’occhio al cantato e che un po’ di gente da qualche mese inizia ad associare all’indie, ha pubblicato una serie di canzoni tutte prodotte da simoo e di recente ha fatto uscire in un solo giorno tre canzoni tra cui “Bilancia”, un brano particolare che parla dei disturbi alimentari dell’artista di Caserta.
Abbiamo fatto qualche domanda a Masamasa in vista delle ultime date del suo tour che lo ha visto suonare in tutta Italia e che domani lo vedrà al Wasabi di Parma e il 15 dicembre al Circolo Ohibò di Milano.

RapBurger) Forse è la prima volta in Italia che in un solo giorno escono tre pezzi dello stesso artista in 3 orari differenti. Come ti è arrivata questa idea? È stata accolta bene dal tuo pubblico?

Masamasa) L’idea è arrivata perché era ora che il mio progetto uscisse dal classico canone moderno delle “uscite singole”, così ho cercato un’idea che potesse accomunare più brani in maniera originale. A primo impatto non sembra altro che un EP, in realtà non lo è. Sono tre brani che hanno bisogno l’uno dell’altro ma non rappresentano un’idea precisa: sono tutti un po’ ruff, oserei dire lasciati volutamente all’80%. Certo, puoi sentire che sono composti e scritti dalle stesse persone, ma non sono coesi. Se e quando rilascerò un EP/disco/album sarà perché sentirò il bisogno di trasmettere un viaggio preciso e con un background diverso. Le playlist sono chiaramente i nuovi mixtape. Per quanto riguarda la percezione delle persone non è stata così a fuoco: le persone continuano a definirlo EP, mi rendo conto che magari la differenza è solo nella mia testa, ma è lì che deve stare (ride ndr). Me l’aspettavo comunque, soprattutto “Magnifico” e “Bilancia” non sono per niente easy listening, hanno una struttura più complessa e temi più profondi. Detto ciò, non mi erano mai arrivati messaggi così profondi sulle mie canzoni, questo mi è piaciuto tanto.

I tre brani, così come tutti i tuoi pezzi usciti fino ad ora, sono prodotti da simoo, quando è arrivato l’incontro con lui e cosa ti ha convinto a lavorare, come Masamasa, sempre con lui?

Io e Simoo ci conosciamo da tanto tempo ormai, siamo praticamente vicini di casa. Il mio primo brano l’ho registrato a casa di suo cugino, mi ha prodotto i primi brani, abbiamo suonato tanto fin da subito. Ci siamo però separati per un periodo in cui io sentivo il bisogno di suonare con musicisti veri e lui invece era totalmente dentro la musica elettronica. Questo ci è servito tanto, quando ci siamo ritrovati è stato tutto molto naturale. Masamasa è anche simoo, simoo è anche Masamasa.

Tra i singoli usciti, “Bilancia” è quello che tocca una tematica molto delicata che per la prima volta è stata affrontata nel rap italiano. Come nasce questo pezzo?

Nasce come tutti i miei brani, parte da delle idee che ho raccolto nel tempo. Quando colleziono un numero sufficiente di immagini e metafore riguardanti un tema, le metto giù su un beat. Per questo sono sempre presente al momento della produzione dei miei brani, voglio che prendano la direzione che desidero, ho le idee chiare da subito. Volevo parlare da tanto tempo dei miei disturbi alimentari, ti assicuro che è una cosa difficile da fare. Non riascolto quasi mai quel brano, live lo eseguo solo se davvero me la sento. L’ho fatto per me, per questo ho scelto di girare il video senza figure troppo grasse o troppo magre, volevo che rappresentasse la condizione di essere vicini al peso forma e sentirsi comunque a disagio.

Tu arrivi da Caserta, una città che nel nostro mondo stiamo iniziando a conoscere anche per via di Speranza che fa della musica un po’ all’opposto di quella che fai tu. Quanto c’è di Caserta nelle tue canzoni?

Di Caserta in sé, delle sue strade, della sua violenza e della sua noia, molto poco. Non vivo più lì da più di tre anni ormai, se mai dovesse ispirarmi qualcosa però lo farei senza dubbio. Io e Speranza siamo molto amici da sempre. Ti sembrerà assurdo ma vediamo il mondo della musica in maniera molto simile, abbiamo fatto squadra da sempre perché ci siamo distinti in un panorama poco originale come quello di Caserta. Se guardi i dettagli dei brani puoi trovare simoo che produce “Givova” e Frank, il cugino di simoo, che registra e cura la parte audio del progetto Speranza, Rafilù Rafale era mio compagno di crew, insomma il giro è quello. Speriamo di riuscirci ad affermare contemporaneamente con due stili completamente diversi.

Per quanto riguarda i live qual è il tuo settaggio? Il brano più apprezzato dal pubblico fino ad oggi qual è?

Il mio setup è molto rap: producer/DJ e rapper. Non uso playback e non ho doppie. Ci tengo tantissimo al live e a breve cercherò di introdurre del suonato sia da parte mia che da parte di simoo. Fino ad ora non c’erano i presupposti: rischiavamo di cadere nel classico trip che hanno molti rapper, che pur di differenziarsi aggiungono strumenti o percussioni, suonate male, che non fanno altro che appesantire il live.

Quali sono invece gli album usciti quest’anno che ti sono piaciuti di più?

Te ne lascio tre:

1) Jon Bellion – Glory Sound Prep
2) Jeremy Zucker – summer,
3) Generic Animal & Zollo – Emoranger

About Koki

Amo l'hip hop, il vino rosso, disegnare chiese e vincere. Il mio vero nome è Jorge ma nessuno lo sa pronunciare.

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