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Don Diegoh e Macro Marco: un disco per la gente comune

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Macro Marco e Don Diegoh oggi hanno fatto uscire il loro primo album insieme, “Disordinata Armonia” fuori in tutte le piattaforme digitali.

Noi abbiamo fatto qualche domanda all’inedito duo che ci ha fatto luce su alcuni aspetti del progetto.

Buona lettura.

RapBurger) Partendo dal nome di un vostro pezzo, pensate che ci siano troppi filtri applicati alla musica rap proposta oggi?

Macro Marco) Nella discografia moderna ci sono tanti “layer” che vanno a modificare e ritoccare quella che è l’immagine nuda e cruda che un artista scatta, che invece è quella che a noi interessa raccontare. Il parallelismo con Instagram e con l’hashtag #NoFilter è quello che più è vicino ad un determinato modo di concepire la musica oggi. C’è chi con additivi come Marketing, promo, scheduling e sfruttamento di trend vari crea un pacchetto, degno del miglior influencer, per cavalcare un’onda e per vendere il suo prodotto, e c’è chi, semplicemente, immortala un momento, così com’è, esaltando la bellezza della sua semplicità.

Don Diegoh) Personalmente, non sono i troppi filtri applicati a darmi fastidio. Quello che non amo è la fretta nel giudizio di un brano o di un disco, il voler a tutti i costi collocare dentro una precisa categoria un artista e poi metterlo o toglierlo da una vetrina che non ha scelto lui. Da qui la scelta di “immortalare” un momento o più momenti senza fronzoli, calcoli e paranoie. Tanto, poi, è sempre la gente che decide in base al proprio gusto personale e a ciò che le resta dentro di un brano o di un disco.

“Rimmel” è davvero un gran pezzo. La sua struttura è molto particolare, sembrano quasi due canzoni diverse. Come è stata pensata?

MM) L’idea di avere CRLN a bordo è nata non appena abbiamo iniziato a strutturare il progetto. L’intenzione era proprio quella di costruire un brano che potesse far convivere due atmosfere completamente diverse tra loro, cucite attorno alle storie dei due protagonisti.

DD) L’album e questo pezzo in particolare erano due ottime occasioni per fare una canzone con lei dandole carta bianca e uno spazio tutto suo in cui esprimersi liberamente, dimostrare quanto sia diventata un’artista completa con una penna sopraffina. La traccia si chiama “Rimmel” non solo per fare un omaggio a De Gregori (l’ennesimo per quanto mi riguarda) ma anche perché un po’ di ‘trucco femminile’ ci stava bene.

MM) Beh… in realtà c’è anche un motivo in più per il titolo, ma per scoprirlo, bisogna ascoltare la canzone fino in fondo.

Quali sono i vantaggi, da entrambi i lati, di lavorare ad un progetto intero con la stessa persona?

DD) Per me lavorare in combo è la dimensione ideale se entrambi hanno come solo e unico obiettivo fare Musica con dedizione. In questo caso è successo.

MM) È quasi fondamentale. Io non sono il tipo di producer che fa beats tutto il giorno, li mette da parte e poi li manda in giro e stop. Mi piace, e mi stimola, lavorare più su un progetto, in tempo reale, a 360 gradi. Quello che senti in questo disco è stato al 90% prodotto appositamente per tradurre in musica un’idea comune.

Dargen cantava “do titoli diversi ma è sempre lo stesso testo”, nelle 8 canzoni del vostro disco mi sembra che si racconti una grande unica storia di una persona. È così?

DD) Assolutamente sì. Nei testi, come nella musica, abbiamo ricercato questa coerenza e mi fa piacere che si percepisca. Questo disco nasce per parlare alla gente comune e può sembrare la mia storia o la tua, intesi come autore e ascoltatore, uniti dal fatto di avere esperienze e opinioni condivisibili. Che viviamo in prima persona e che raccontiamo a terzi. Ogni rima è stata, volutamente, declinata nella maniera più semplice.

MM) Questo è stato anche uno dei motivi che ci ha portato a ragionare su una tracklist di 8 brani. Volevamo mantenere fortemente questa compattezza, ma senza tirare troppo il filo (conduttore).

Le collaborazioni che avete nel disco (a parte Shocca) sono di tre cantanti, a cosa è dovuta questa scelta?

MM) Il rap e le rime, onestamente, non ci sono mai mancati e non abbiamo sentito il bisogno di avere un altro narratore in questa storia. Volevamo, più che altro, andare ad aggiungere delle sfumature e dei colori diversi che ci aiutassero a completare il quadro, così come lo avevamo immaginato.

DD) Io, di base, considero come featuring anche coloro i quali lavorano all’artwork e al suono perché con il loro talento aggiungono una dimensione alle canzoni. Massimo Sirelli ha creato un’illustrazione ad hoc per questo disco, con il supporto di Alberto ‘Dest’ De Seta, aggiungendo frame by frame il miglior visual per la nostra “Disordinata Armonia”. Kiave e Raffaele Giannuzzi si sono presi cura della parte audio e anche gheesa ci ha supportati in studio. E poi c’è Benjamin Ventura, che ha aggiunto le sezioni di piano in “Replica” e “Dodicesima ripresa”. Il team, insomma, è sempre più XL e la disponibilità massima che abbiamo ricevuto mi fa ben sperare, di questi tempi in cui siamo tutti un po’ troppo egoisti.

About Koki

Amo l'hip hop, il vino rosso, disegnare chiese e vincere. Il mio vero nome è Jorge ma nessuno lo sa pronunciare.

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