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Intervista all’Armata del Tronto: vecchie maniere attuali

Armata del Tronto

Armata Del Tronto è un gruppo di ragazzi, forse meglio dire una crew, di Ascoli Piceno, presi bene con il rap di una certa scuola che piace tanto anche a noi e a chi questo genere non lo ascolta da ieri. Sul finire dell’anno scorso l’Armata ha pubblicato un album interessante, dal titolo omonimo e con dentro tanta bella musica e una produzione di DJ Shocca. Abbiamo fatto qualche domanda al crew composto da 4 MC’s e un DJ e loro ci hanno risposto così:

RapBurger) Ciao, come sta andando il vostro disco? A noi è piaciuto molto.

Armata Del Tronto) Ciao, innanzitutto grazie mille. Per essere il primo progetto ufficiale a cui abbiamo lavorato in maniera seria e professionale, il disco sta avendo un buon riscontro sia a livello di ascolti che di visibilità, siamo soddisfatti ma si può sempre fare meglio.

A noi quotidianamente ci arriva una valanga di musica e tra tanti artisti che non conoscevamo ad un primo ascolto ci avete subito colpito. Dove eravate fino ad oggi?

Ci fa piacere che tu ci dica questo, in realtà ci siamo sempre stati, anche se un po’ nascosti in disparte, ma la verità è che non avevamo ancora in mano un prodotto valido e completo per cercare di competere nel mercato musicale attuale e ci abbiamo messo davvero tanto a pensarlo e a realizzarlo dato che volevamo creare qualcosa che riuscisse a rimanere nel tempo, e adesso eccoci qua.

Questo è il vostro primo disco? Suona boombap ma molto attuale. Un bel mix, questa cosa di avere quattro rapper su un pezzo per tutto l’album fa venire in mente quelle cose tipo Wu Tang e Boot Camp.

Esatto, questo è il nostro primo disco e l’intento era proprio quello di riportare un po’ in voga quel suono classico che a noi ci rappresenta, perché comunque noi veniamo da quel mondo, aggiungendo però sonorità più attuali che rendono più gradevole l’ascolto ma nello stesso tempo valorizzano e facilitano la comprensione dei contenuti e delle liriche che rimangono comunque di un certo spessore. Per quanto riguarda i Wu Tang, sì hai azzeccato in pieno, nel senso che l’immaginario di crew che avevamo in testa, soprattutto in ambito live, era proprio quello. Siamo sempre state tante persone sul palco e questa cosa ci caratterizza molto, da lì anche il nome “armata”.

Il vostro nome vi lega alle vostre parti. Com’è la vita di chi ascolta rap e di chi è appassionato di hip hop ad Ascoli Piceno?

Diciamo che la scena ascolana si sviluppa veramente per strada. La maggior parte dei ragazzi che come noi si sono approcciati a questa cultura, ripercorrono gli stessi passaggi che noi abbiamo appreso da chi c’era prima. I freestyle in centro, le serate a macinare chilometri per vederti un concerto, innumerevoli canne a Piazza della Verdura, che sarebbe la piazza dove ci riuniamo sempre. È sempre stato così e così sarà.

La scena del posto vi piace? Ci sono delle connection con altre città?

Sì ci sono tanti ragazzi che ci seguono e che si approcciano a quello che noi abbiamo pian piano costruito, anche come singoli, nella nostra città e tanti altri che prendono spunto da noi, quindi da una parte ci fa anche piacere essere visti come un punto di riferimento per chi è al nostro pari qui in zona. In passato abbiamo collaborato con Morbo che è un nostro grande amico oltre che un gran freestyler abruzzese, e stessa cosa vale per Simon Skunk, un altro fratello del pesarese che ha collaborato con noi nella stessa traccia.

L’etichetta Costa Klan invece che realtà è?

Possiamo dirvi che è una vera etichetta indipendente. Che parte dalla sola idea di spingere la musica e la cultura hip hop, investendo da sempre negli artisti locali. Jack è il fondatore di Costa Klan e il produttore del nostro disco. Sicuramente non sarebbe stato un prodotto così curato se non ci fossimo affidati a lui. È raro nel 2019 trovare una realtà così, trovare una persona, un nome, un’etichetta, che ti prenda sottobraccio e ti dice “ok il disco spacca, sono con te. Fine”.

DJ Shocca è un pilastro della scena rap italiana. Come è stato collaborare con lui e come è nato tutto?

Dici bene. Guarda collaborare con lui è stato un sogno, noi siamo cresciuti con la sua musica, con i suoi beat e in generale con tutto il collettivo Unlimited Struggle. La collaborazione è nata dopo un live di Stokka, Shocca e Madbuddy a cui noi abbiamo fatto l’apertura. Loro ci hanno sentito suonare e in particolar modo Shocca dopo il live complimentandosi con noi ci propose di fare una traccia insieme. Questo ci ha spinto a credere ancor di più nel progetto e a continuare a lavorare sodo per completare il disco.

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