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La (ri)evoluzione di Marracash

Marras

Il ritorno di Marracash è stato davvero incredibile, sia per la genesi del suo nuovo lavoro, sia per il peso che ha questo disco per il rap italiano, sia per la risposta da record che ha avuto il pubblico. Proviamo dunque a tirare le somme del perché Persona è diventato un progetto così importante.

1. La genesi

Marracash è tornato a tre anni dalla sua ultima fatica, Santeria: un disco realizzato in coppia con Guè Pequeno che ha avuto un successo davvero importante e che ha regalato al rap italiano una delle sue pietre miliari degli ultimi anni.

In tutto questo tempo il rapper di Barona ha deciso di sottrarsi ai riflettori e alla ribalta: niente social, poche misurate apparizioni, qualche sporadica collaborazione. Una scelta, quella di sparire dalla circolazione, rischiosa se si pensa alla velocità con la quale viaggia la comunicazione oggi. A maggior ragione se parliamo di rap, un genere che per antonomasia muta ed evolve insieme alla società in cui si esprime e tre anni nel ventunesimo secolo sono un lasso di tempo necessario per vedere accadere cambiamenti anche radicali.

Perciò un suo ritorno in grande stile non era per niente scontato o facile. Ciò che ha permesso di attutirne il colpo è stata la narrazione molto centrata con la quale è stato presentato questo ritorno. Fin da subito Marracash ha voluto raccontare aneddoti e motivi che hanno ispirato e portato a questo album. Ad esempio, ha raccontato la storia dietro ciascun featuring, incuriosendo il pubblico.

In generale si è esposto in prima persona, facendo subito capire, con coerenza, che si trattava di un disco molto intimo e sentito. In questo sicuramente anche la pregevole veste grafica curata da Corrado Grilli lo ha aiutato a raggiungere l’obbiettivo (omaggiando il film di Ingrid Bergam con la citazione di una celebre scena nella copertina).

Persona Bergman

2. Il disco

Si capisce subito che i tre anni vissuti da Marra sono stati intesi e fondamentali nel suo percorso, più umano che artistico. Dentro Persona non ci sono più giochi stilistici fini a sé stessi, come accadeva in Status, definito non a caso dallo stesso Marra come un disco barocco. Qui, anche gli episodi più esibizionisti hanno un preciso scopo: raccontare le sfaccettature di una personalità controversa. Una personalità che non è più quella di Marracash artista, e quindi personaggio, ma è quella intima di Fabio, uomo maturo che scrive per esorcizzare demoni e paure in una sorta di terapia. In questo senso si può dire che dopo le battaglie tra Fabio e Marracash già emerse nei precedenti dischi, qui Fabio tolga di mezzo per una volta Marracash, liberandosi di cliché, stereotipi ed invenzioni stilistiche.

Ed ecco quindi l’idea geniale di riportare le tante anime del disco ad una sintesi comune trovando un concept: quello del corpo. Perciò, ogni brano viene ricondotto ad una specifica parte del corpo e diventa un episodio di un racconto corale e complesso.

Body parts (2)

C’è l’ironia (“Non sono Marra”); il dolore profondo lasciato dalle cicatrici di relazioni tossiche (“Crudelia”); la delicatezza di un lato quasi femminile (“Madame”); lo scoramento per quest’epoca di pensiero leggero votata all’apparenza (“Nessuno Pensa”, “Tutto questo niente”); l’energia di chi ha ancora qualcosa da dire (“Body Parts”, “Da Buttare”); l’esibizionismo egocentrico tipico del rap più classico (“Sport”, “Supreme”); la necessità di restare veri ed ancorati ai propri valori, per credere in sé stessi e darsi un’altra possibilità (“Appartengo” “G.O.A.T.”); la maturità di conoscere le proprie debolezze e la propria natura (“Bravi a cadere”); il sarcasmo per un finale che sembra a tinte fosche, ma che è ancora tutto da scrivere (“Greta Thunberg”).

Come si diceva, Marracash è cresciuto e dopo un percorso artistico ricco di traguardi raggiunti, non ha bisogno di porsi limiti e di riferirsi agli altri. La sua scrittura è più libera ed essenziale, seppur non abbandona comunque la tecnica, per flow ed incastri, che resta ancora la sua cifra.

In più c’è un’idea di suono che accomuna tutti i brani, grazie al sapiente lavoro di Marz nel coordinare il contributo dei vari produttori intervenuti, dando una matrice comune al progetto. Questo rende omogenei i vari episodi tra loro e accompagna l’ascoltatore in un racconto coerente e coeso, che non perde forza nei vari capitoli che si susseguono.

Persona parte con il raccontare le emozioni, le debolezze, l’egocentrismo, i pensieri di Fabio e finisce col raccontare tutti noi e il nostro tempo. Perché è un racconto vivido e sincero, dentro Persona ci possiamo rispecchiare tutti sia come individui che come società nel suo complesso. Sullo sfondo, c’è infatti una narrazione cruda e disillusa della società di oggi, resa schiava dall’apparenza e modellata dal silenzio della ragione. Eppure, dentro questo racconto, ci sono anche gli antidoti per non mollare: l’importanza di avere valori solidi, la maturità del conoscere la propria natura, la ricchezza di dare valore alle proprie radici per aprirsi a nuove contaminazioni, la forza di essere sé stessi, il coraggio di ragionare e di reagire.

3) La risposta del pubblico

La risposta del pubblico è stata impressionante. I numeri dello streaming sono subito volati in alto con tanti record strappati. Anche le vendite dei dischi fisici sono andate più che bene e hanno sancito la definitiva consacrazione di Persona.

Il successo forse più grande si è però avuto con l’annuncio delle date live. Ad oggi sono stati annunciate quattro date al Mediolanum Forum di Milano, con due sold out registrati in meno di ventiquattro ore. Un risultato inatteso e sorprendente: Marracash non aveva mai affrontato da solista location così grandi e prestigiose e comunque la modalità dei sold out resta un unicum anche in generale, rispetto ad altri artisti rap con numeri importanti. Per non parlare delle altre città con numeri di vendita significativi e con cambi di location per aumentare le capienze.

Come è riuscito quindi il rapper di Barona a raggiungere un riscontro di pubblico così eclatante e clamoroso? Tenendo presente la genesi che abbiamo raccontato e la complessità del disco che abbiamo descritto.

Per quanto riguarda il successo in sé dell’album, questo si può facilmente spiegare con l’importanza che ha oggi il rap e con i numeri che generalmente fanno anche altri artisti assimilabili. Questo è rafforzato dalle collaborazioni presenti nel disco (Coez, Mahmood, Sfera Ebbasta, Tha Supreme, Luchè, Guè Pequeno, Cosmo, Madame, Massimo Pericolo), che portano di per sé l’attenzione del pubblico sul disco; specie di quello molto giovane, che è anche quello più propenso ad ascoltare in maniera quasi compulsiva i propri brani preferiti regalando numeri di streaming determinanti.

ospite_marracash_1

Per il successo delle date live, la chiave di lettura secondo me sta prima di tutto nella natura nel disco. Come si diceva Persona parla alla gente raccontando storie in ci si può immedesimare. In secondo luogo, oggi il rap oggi è sulla bocca di tutti, è un linguaggio diffuso (anche se probabilmente ancora non del tutto capito) che arriva anche per tendenza ad un pubblico vasto. Perciò l’unione di questi due elementi ha probabilmente portato alla grande risposta del pubblico: tanta gente disposta ed abituata a sentire il rap e un album capace di portare contenuto, differenziandosi per maturità e profondità. In questo modo Persona è stato in grado di soddisfare il gusto di un pubblico ampio e trasversale, non solo giovane, ben disposto a supportare l’artista pure nella dimensione live.

Marracash insomma ci dimostra come i tempi di oggi permettano anche a progetti articolati e dall’esito per niente scontato di avere un riscontro importante. La bravura sta prima di tutto nel creare un album sfaccettato, profondo e sincero come Persona e poi nel saperlo valorizzare a livello di comunicazione, dando al pubblico le giuste chiavi interpretative e raccontandolo in modo coerente ed efficace. Una vera e propria (ri)evoluzione.

About Francesco Zendri

Insaziabile di musica e cibo, vere e proprie ragioni di vita, amo scrivere e vado matto per la criminologia.

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